Apple pensa al ritorno nei server con M8 Ultra

Apple starebbe valutando nuovi server AI con chip M8 Ultra e tecnologia Nvidia NVLink Fusion. Cosa cambierà nel concreto?

TLDR Riassumi

chip apple

Apple potrebbe tornare a vendere server dedicati alle aziende, quasi vent’anni dopo aver abbandonato un mercato che all’epoca sembrava ormai molto lontano dalle priorità dell’azienda.

Questa volta, però, il progetto avrebbe a che fare con la corsa all’intelligenza artificiale, tanto che Apple starebbe studiando sistemi basati sui futuri chip M8 Ultra e avrebbe persino discusso con Nvidia l’utilizzo della tecnologia NVLink Fusion.

L’indiscrezione arriva da The Information con il progetto che sarebbe iniziato circa un anno fa e avrebbe ricevuto il sostegno di John Ternus quando era ancora a capo dell’ingegneria hardware di Apple. La finestra temporale indicata al momento è il 2029, quindi si tratta chiaramente di un piano ancora lontano e soggetto a modifiche, fino alla possibilità che venga completamente cancellato.

Apple avrebbe valutato almeno due configurazioni, con il sistema più piccolo che utilizzerebbe due futuri chip M8 Ultra collegati tra loro, mentre la versione di fascia superiore arriverebbe addirittura a quattro M8 Ultra, creando una macchina destinata a carichi di lavoro AI decisamente più pesanti rispetto a quelli normalmente gestiti da un Mac Studio.

Ricordiamo però che Apple ha presentato soltanto ad agosto 2026 il chip M6 e il nuovo M5 Ultra, con quest’ultimo che ha già mostrato piuttosto chiaramente quale direzione stia prendendo Apple Silicon: CPU fino a 36 core, GPU fino a 80 core, memoria unificata fino a 512 GB e una banda che arriva a 1,2 TB al secondo. Apple sta inoltre pubblicizzando sempre più apertamente Mac Studio come macchina destinata anche a sviluppatori AI, ricercatori e data scientist, un cambio di linguaggio che probabilmente non è casuale.

Portare questa tipologia di server dentro un vero server rappresenterebbe però un salto molto più grande, perché un n conto è installare diversi Mac mini o Mac Studio all’interno di un data center, cosa che alcune aziende stanno già facendo, un altro è offrire un prodotto progettato fin dall’inizio per essere inserito in infrastrutture enterprise, gestito da remoto e soprattutto collegato ad altre macchine con latenze e velocità adeguate ai carichi AI.

Ed è qui che entrerebbe in gioco Nvidia, perché il cuore del sistema rimarrebbe Apple Silicon, mentre Nvidia potrebbe fornire una delle tecnologie più importanti per far comunicare tra loro i diversi processori.

Apple avrebbe infatti discusso l’utilizzo di NVLink Fusion, piattaforma presentata da Nvidia nel 2025 proprio con l’obiettivo di consentire anche ai produttori di chip personalizzati di accedere all’ecosistema NVLink. La tecnologia comprende componenti hardware e software progettati per collegare processori e acceleratori ad altissima velocità all’interno di infrastrutture AI su larga scala.

Nvidia, inoltre, ha progettato NVLink Fusion proprio per questo scenario. La società vuole estendere la propria presenza nei data center anche quando le aziende decidono di utilizzare processori differenti dalle GPU Nvidia, fornendo comunque networking, switch e tecnologie di interconnessione. Qualcomm, Fujitsu e altri produttori hanno già annunciato progetti basati sulla piattaforma.

Apple punterebbe in particolare ad aziende, sviluppatori e organizzazioni governative interessate a eseguire modelli AI sulla propria infrastruttura, senza essere obbligate a inviare dati e carichi di lavoro verso un cloud pubblico. Una necessità che sta diventando sempre più rilevante anche per questioni di privacy, sicurezza e controllo delle informazioni.

Secondo The Information, laboratori e aziende che lavorano sull’intelligenza artificiale avrebbero acquistato negli ultimi mesi decine di migliaia di Mac mini e Mac Studio, spesso creando cluster di macchine Apple per eseguire modelli localmente. La domanda sarebbe stata superiore alle aspettative e avrebbe contribuito persino alla scarsità di alcune configurazioni.

Il possibile server M8 Ultra potrebbe quindi nascere non semplicemente dalla volontà di entrare in un nuovo mercato, ma dalla constatazione che una parte di quel mercato sta già utilizzando prodotti Apple per uno scopo per il quale non erano stati originariamente progettati.

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