
Le prime recensioni dagli USA di iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max sono arrivate ed emerge una situazione non certo sorprendente.
I nuovi Pro sono velocissimi, scaldano meno, durano di più, hanno una fotocamera decisamente più versatile e probabilmente rappresentano i migliori iPhone realizzati finora da Apple, ma, soprattutto per chi possiede già un iPhone 17 Pro, è difficile trovare quella singola novità capace di far scattare immediatamente il desiderio di aggiornare.
A20 Pro è molto più potente

Il nuovo A20 Pro, realizzato con processo produttivo a 2 nanometri, porta un aumento importante delle prestazioni e viene affiancato da una camera di vapore molto più grande rispetto a quella utilizzata sulla generazione precedente. Apple parla di una GPU 7-core e di una nuova architettura pensata anche per sostenere più a lungo i carichi pesanti.
Nei test pubblicati da Gizmodo, Geekbench ha restituito incrementi nell’ordine del 24% in single-core e del 26% in multi-core rispetto ad A19 Pro.
Ma il dato forse più interessante riguarda le temperature, visto che durante utilizzo normale, registrazione video 4K e altre operazioni impegnative, diversi recensori hanno notato un comportamento termico sensibilmente migliore. È un vantaggio che probabilmente interesserà più chi gioca, registra video lunghi o utilizza applicazioni professionali rispetto a chi passa la giornata tra WhatsApp, Safari e Instagram, ma è anche uno di quei miglioramenti che potrebbero incidere positivamente sulla qualità del telefono nel lungo periodo.
La batteria migliora, soprattutto sul Pro Max
Apple dichiara fino a 34 ore di riproduzione video su iPhone 18 Pro e fino a 43 ore su iPhone 18 Pro Max, con ricarica al 50% in circa 15 minuti utilizzando un alimentatore adeguato.
I test indipendenti confermano il miglioramento, anche se senza rivoluzioni: nella prova standardizzata di Tom’s Guide, iPhone 18 Pro Max ha raggiunto 18 ore e 27 minuti contro le 17 ore e 54 minuti del 17 Pro Max, mentre il modello Pro è salito da 15 ore e 21 minuti a 16 ore e 17 minuti.
La vera novità è nella fotocamera

Se c’è però una funzione che distingue davvero iPhone 18 Pro dal modello precedente è la nuova fotocamera principale Fusion da 48MP con apertura variabile.
Per la prima volta su iPhone è possibile utilizzare quattro aperture differenti: f/1.48, f/1.8, f/2.8 e f/4.0. Il sistema può gestirle automaticamente, oppure lasciare il controllo all’utente attraverso i nuovi strumenti professionali integrati nell’app Fotocamera.
Le prime prove mostrano differenze reali. L’apertura f/1.48 permette di catturare più luce in condizioni difficili, mentre chiudendo a f/2.8 si ottiene maggiore profondità di campo, particolarmente utile nelle fotografie di gruppo o nelle scene dove si vuole mantenere nitido anche ciò che si trova dietro il soggetto.
PetaPixel ha inoltre evidenziato un dettaglio interessante: la massima nitidezza della nuova ottica non si ottiene necessariamente a f/1.48. Nei suoi test il risultato migliore arriva a f/2.8, seguito da f/1.8, mentre l’apertura massima sacrifica qualcosa soprattutto ai bordi dell’immagine.
Apple ha inoltre aggiunto controlli manuali per tempo di esposizione, bilanciamento del bianco e istogramma, trasformando l’app Fotocamera in qualcosa di più vicino a ciò che da anni offrono alcune applicazioni professionali di terze parti.
Proprio qui emerge anche una delle critiche più frequenti, perché avere questi controlli direttamente nella fotocamera Apple è comodo, ma per raggiungerli bisogna ancora aprire il pannello dei controlli e cercare la voce desiderata, operazione non sempre immediata quando si scatta con una sola mano.
La possibilità di personalizzarne maggiormente la posizione, oppure di associare aperture e tempi al Camera Control laterale, renderebbe probabilmente l’esperienza ancora più “Pro”.
La Dynamic Island più piccola è più utile di quanto sembri

Tra le modifiche meno pubblicizzate c’è la Dynamic Island leggermente più compatta, una novità che non cambia radicalmente l’aspetto dell’iPhone, ma permette di mostrare più informazioni e supporta contemporaneamente fino a tre Live Activities, contro le due della generazione precedente.
Nell’utilizzo reale il vantaggio sembra emergere soprattutto quando sono attive più attività contemporaneamente, perché la seconda Live Activity dispone di più spazio e può mostrare informazioni aggiuntive.
Connettività
iPhone 18 Pro introduce inoltre il nuovo modem C2 sviluppato da Apple, destinato a ridurre ulteriormente la dipendenza da Qualcomm.
Apple sostiene che il nuovo modem possa offrire upload sensibilmente più veloci rispetto alla precedente generazione e consumi inferiori, ma le prime recensioni non contengono ancora test abbastanza approfonditi da permettere un confronto scientifico.
Le impressioni iniziali sulla connettività 5G sono positive, ma questo è uno degli aspetti che richiederanno qualche settimana di utilizzo reale prima di poter essere giudicato.
Il problema di iPhone 18 Pro si chiama iPhone 17 Pro. E anche iPhone Duo
Arrivati a questo punto emerge però la domanda inevitabile: vale la pena cambiare?
Le prestazioni aumentano, l’autonomia migliora, la gestione termica è superiore e l’apertura variabile è tecnicamente una delle novità fotografiche più interessanti introdotte recentemente su iPhone, ma nell’utilizzo quotidiano le due generazioni rimangono molto simili, come confermato da praticamente tutte le recensioni.
Anche passando da un 16 Pro il salto non è necessariamente indispensabile, soprattutto per chi utilizza poco la fotocamera in modalità avanzata. Diverso il discorso arrivando da iPhone 14 Pro o modelli precedenti: sommando negli anni USB-C, Apple Intelligence, nuovi sistemi fotografici, Camera Control, Action Button, autonomia, display e prestazioni, la differenza diventa decisamente più evidente.
Tom’s Guide arriva a una conclusione simile, indicando soprattutto fotografia e gaming come i due ambiti nei quali il nuovo modello riesce a distinguersi maggiormente dal predecessore.
E quest’anno c’è anche un altro elemento, perché iPhone Duo ruba inevitabilmente la scena.
Accanto al primo iPhone pieghevole, iPhone 18 Pro sembra quasi un classico aggiornamento “S”: meno spettacolare, più maturo e concentrato sul miglioramento di qualcosa che funzionava già molto bene.
iPhone Duo è il dispositivo nuovo, quello che viene voglia di provare e che probabilmente rappresenta il futuro più affascinante della gamma. Ma proprio per mantenere uno spessore così ridotto rinuncia a parte dell’hardware fotografico dei Pro, compreso il teleobiettivo dedicato e l’apertura variabile.
Per chi vuole la migliore fotocamera disponibile su un iPhone, la massima autonomia e meno compromessi possibili, iPhone 18 Pro e soprattutto Pro Max rimangono quindi la scelta più completa.
Di fatto, iPhone 18 Pro non sorprende particolarmente perché il prodotto da cui parte era già estremamente maturo, ma migliora quasi tutto senza stravolgere nulla e, preso da solo, è difficile trovargli difetti importanti.