
Apple TV ha chiuso la 78ª edizione degli Emmy Awards come la piattaforma più premiata dell’anno, trascinata soprattutto dal clamoroso successo di “Widow’s Bay”.
Nello specifico, le produzioni Apple TV hanno conquistato 28 Emmy, mentre Apple arriva complessivamente a 29 vittorie considerando anche il premio Outstanding Commercial assegnato allo spot “I’m Not Remarkable”. È comunque il miglior risultato mai ottenuto dall’azienda agli Emmy e permette ad Apple TV di superare HBO Max e Netflix.
La vera protagonista è stata però “Widow’s Bay”, la comedy horror con Matthew Rhys che soltanto pochi mesi fa aveva debuttato sulla piattaforma.
La serie ha conquistato 14 Emmy complessivi, otto durante i Creative Arts Emmy e altri sei nella cerimonia principale, superando il precedente record di 13 premi conquistati appena un anno fa da un’altra produzione Apple, “The Studio”. Nessuna comedy aveva mai vinto così tanti Emmy in una singola stagione.
Tra i premi più importanti troviamo quello per Outstanding Comedy Series, Matthew Rhys come miglior attore protagonista, Kate O’Flynn e Stephen Root nelle categorie supporting, oltre ai riconoscimenti per sceneggiatura e regia assegnati rispettivamente a Katie Dippold e Hiro Murai.
Un risultato ancora più sorprendente considerando che “Widow’s Bay” è soltanto alla prima stagione, con Apple che aveva già rinnovato la serie per una seconda stagione lo scorso giugno.
Il premio come miglior serie Drama dell’anno è andato a The Pitt.
Sempre per Apple TV, Rhea Seehorn ha conquistato il premio come miglior attrice protagonista in una serie drama grazie a “Pluribus”, mentre Vince Gilligan ha vinto per la sceneggiatura della stessa serie. “Slow Horses” ha invece portato a casa il riconoscimento per la miglior regia drama grazie a Saul Metzstein.
Considerando anche i Creative Arts Emmy, “Pluribus” termina questa edizione con sei vittorie, mentre “Margo’s Got Money Troubles”, “Palm Royale” e il documentario “Mr. Scorsese” hanno contribuito ulteriormente al bottino complessivo di Apple.
Un risultato ancora più importante se ricordiamo che Apple TV è nata soltanto nel 2019 e per diversi anni ha seguito una strategia molto diversa da Netflix: catalogo più piccolo, pochissimo contenuto acquisito e investimenti pesanti nelle produzioni originali. Ora quella strategia sta producendo risultati difficili da ignorare.
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