
Apple ha chiuso un trimestre molto forte, ma il messaggio arrivato dalla conference call è meno rassicurante di quanto i numeri possano far pensare.
Nel Q3 fiscale 2026, l’azienda ha registrato ricavi per 109,4 miliardi di dollari, in crescita del 16% anno su anno, con utili per azione pari a 2,02 dollari. iPhone, Mac e Servizi hanno segnato nuovi record per un trimestre di giugno, confermando una domanda ancora molto solida per i prodotti Apple.
Eppure, guardando al trimestre di settembre, Apple ha avvertito gli investitori: i vincoli di fornitura aumenteranno in modo significativo e colpiranno soprattutto iPhone, Mac e iPad.
In altre parole, Apple vende tanto, ma non è sicura di riuscire a produrre abbastanza.
Il problema non è la domanda, ma la disponibilità
Durante la call, il CFO Kevan Parekh ha spiegato che Apple si aspetta un impatto molto più forte dai vincoli di fornitura nel trimestre di settembre rispetto a quello appena concluso.
Il punto più importante è che Apple non sta parlando di domanda debole. Anzi, su iPhone l’azienda prevede ancora livelli elevati di interesse, con una crescita dei ricavi attesa a metà della fascia “teens” anno su anno.
Il problema è un altro: componenti più difficili da ottenere, catena produttiva meno flessibile e costi più alti.
Tim Cook ha spiegato che Apple sta vivendo una fase complessa sul fronte della memoria. La domanda dei data center AI ha assorbito grandi quantità di DRAM e memoria avanzata, facendo salire i prezzi in modo molto rapido. Questo ha già costretto Apple ad aumentare i listini di Mac, iPad e altri prodotti.
Uno dei passaggi più interessanti riguarda la strategia Apple per diversificare la fornitura di memoria.
Alla domanda sulla possibilità di aggiungere nuovi fornitori, Cook ha chiarito che avere più aziende da cui acquistare DRAM aiuterebbe soprattutto sul fronte della disponibilità. Sui prezzi, invece, la situazione è meno chiara.
È un passaggio importante, perché ridimensiona l’idea che i rincari Apple siano necessariamente temporanei. Se la memoria continuerà a costare di più, anche una supply chain più ampia potrebbe non bastare a riportare i listini ai livelli precedenti.
Secondo i report, Apple starebbe valutando tutte le opzioni disponibili, inclusa la possibilità di usare fornitori cinesi come CXMT e YMTC per alcuni dispositivi venduti fuori dagli Stati Uniti, se arrivassero le necessarie autorizzazioni.
Questa mossa non servirebbe solo a trovare componenti più economici. Potrebbe soprattutto aiutare Apple a liberare memoria dei fornitori attuali per i prodotti destinati al mercato americano, migliorando la disponibilità globale.
iPhone, Mac e iPad saranno i più colpiti
Per il trimestre di settembre, Apple si aspetta vincoli di fornitura più pesanti su tre categorie fondamentali: iPhone, Mac e iPad.
È un dettaglio molto rilevante, perché settembre è il trimestre dei nuovi iPhone. Se Apple presenterà iPhone 18 Pro, iPhone 18 Pro Max e il primo iPhone pieghevole, la disponibilità iniziale potrebbe diventare uno dei temi più importanti del lancio.
La domanda potrebbe esserci, ma Apple potrebbe non riuscire a produrre abbastanza unità nei tempi desiderati.
Anche Mac e iPad restano sotto pressione. I Mac hanno registrato una crescita molto forte, ma proprio i modelli con più memoria sono tra i più esposti alla crisi dei componenti. Gli iPad, invece, hanno già visto un calo dei ricavi nel trimestre, anche per un confronto difficile con l’anno precedente.
Finora Apple ha evitato di aumentare i prezzi degli iPhone, mentre ha già ritoccato Mac, iPad, Apple TV, HomePod e altri prodotti, ma la situazione potrebbe cambiare con la nuova generazione.
Se i costi di RAM e storage continueranno a salire, iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max potrebbero essere i primi modelli a riflettere davvero questa nuova fase. Diversi analisti hanno già ipotizzato aumenti di prezzo per la gamma Pro, soprattutto per via del chip A20 Pro a 2 nanometri, della memoria più costosa e delle nuove funzioni AI locali.
Apple, intanto, cerca di comprimere i costi dove può. Non a caso, altri report indicano che l’azienda starebbe chiedendo sconti importanti ai fornitori dei pannelli OLED per iPhone 18 Pro Max. È il classico gioco di equilibrio: se alcuni componenti costano di più, bisogna provare a risparmiare su altri.
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