iPhone 18 Pro è il nuovo smartphone top di gamma di Apple e rappresenta l’ennesima evoluzione della famiglia iPhone. Non siamo davanti a una rivoluzione nel design o nel modo di utilizzare lo smartphone – tutto ciò ha un nome, iPhone Duo, e arriva ad ottobre – ma ci troviamo al cospetto di un dispositivo estremamente concreto e affidabile, ora con qualche nuovo asso nella manica.
Design iPhone 18 Pro: uguale, ma più raffinato
iPhone 18 Pro non stravolge il linguaggio estetico introdotto con la generazione precedente e, a prima vista, potrebbe sembrare praticamente identico al suo predecessore. La struttura è ancora unibody in alluminio, con Ceramic Shield 2 sul frontale e Ceramic Shield sul retro. Le dimensioni sono di 150 x 71,9 x 8,75 mm, mentre il peso si ferma a 211 grammi. È quindi un telefono importante, ma ancora abbastanza gestibile nell’utilizzo quotidiano. Sicuramente più di un Pro Max che risulta parecchio impegnativo quest’anno.

Le colorazioni sono quattro: nero, argento, ghiacciaio e borgogna. Il ghiacciaio è probabilmente quello che preferisco: dal vivo è particolarmente elegante e restituisce una sensazione premium molto più forte di quanto non facciano le immagini ufficiali. Il borgogna, invece, è il colore più particolare e riconoscibile della gamma, ma al tempo stesso quello che forse mi ha deluso di più di persona, insieme al nero.

Una delle differenze più piacevoli è proprio la maggiore uniformità cromatica tra il vetro e la struttura in alluminio, riscontrabile su tutte le nuove colorazioni. In generale il design di iPhone 18 Pro è in continuità con quello del predecessore, ma è ora più raffinato.
E questa è una costante per iPhone 18 Pro: non è un telefono che vuole stupire, ma che porta all’estremo un’idea di smartphone ampiamente rodata.
Display iPhone 18 Pro: ancora uno dei migliori
Il display rimane un Super Retina XDR OLED da 6,3 pollici, con risoluzione di 2622 x 1206 pixel e 460 ppi. Non mancano ProMotion fino a 120 Hz, Always-On, HDR, True Tone e ampia gamma cromatica P3. La luminosità massima raggiunge i 3.000 nit all’aperto, mentre il picco HDR arriva a 1.600 nit. C’è inoltre un trattamento antiriflesso che migliora ulteriormente la leggibilità.

La vera novità visibile è però la Dynamic Island ridisegnata. Adesso è più piccola e permette di visualizzare contemporaneamente fino a tre Live Activities (situazione che, a meno di scenari particolari, bisogna un po’ andarsi a cercare…). Tutto ciò è stato reso possibile grazie all’introduzione di un nuovo sensore per il Face ID integrato sotto lo schermo e spostato nella zona superiore sinistra dello schermo.

In questa zona la densità di pixel è stata ridotta per permettere il funzionamento ottimale del sensore, ma con la contropartita tecnica – solo per occhi particolarmente attenti – di notare una minore risoluzione degli elementi (come l’orologio) che finiranno in sovrapposizione a questo sensore. Nulla di grave, ma un piccolo escamotage necessario.
È un cambiamento principalmente estetico, ma che contribuisce a rendere lo schermo di iPhone 18 Pro ancora più immersivo.
A20 Pro e nuova camera di vapore
Sotto la scocca di iPhone 18 Pro troviamo il nuovo chip A20 Pro, realizzato con processo produttivo a 2 nanometri, CPU 6-core, GPU 7-core con Neural Accelerator e due Neural Engine da 16 core. Apple parla di una GPU fino al 40% più veloce rispetto all’A19 Pro e di una banda di memoria superiore del 50%. Nell’utilizzo quotidiano, però, è difficile percepire una differenza proporzionale ai numeri. iPhone 17 Pro era già estremamente veloce e qui la differenza nei task leggeri è trascurabile, mentre nelle operazioni più complicate diventa appena percettibile.

La novità che considero più interessante è però la nuova camera di vapore, che insieme all’A20 Pro permette di mantenere più a lungo prestazioni elevate sotto carico. È una di quelle innovazioni che magari non notate dopo cinque minuti, ma che diventano importanti durante gaming, registrazioni video pro, elaborazioni fotografiche e utilizzi prolungati, ma anche nel lungo periodo, con il degradarsi delle prestazioni della batteria.
La batteria di iPhone 18 Pro
Ed eccoci a una delle sorprese più piacevoli, strettamente connessa con il chip A20 Pro e con la vapor chamber di seconda generazione. Quest’anno Apple ha lavorato sia sulla capacità della batteria sia sull’efficienza generale del sistema e, nell’utilizzo quotidiano, iPhone 18 Pro offre un’autonomia sensibilmente migliore rispetto a quella di iPhone 17 Pro.

Nel mio caso, arrivando da iPhone 17 Pro, ho rilevato un miglioramento nell’ordine del 15-20% a fine giornata. Non è un dato scientifico, perché dipende ovviamente dal tipo di utilizzo che varia di giorno in giorno, ma è un incremento che si percepisce. Inoltre ora la ricarica cablata raggiunge il 50% in circa 15 minuti con un alimentatore compatibile da 60 W o superiore, mentre tramite MagSafe il 50% viene raggiunto in circa 30 minuti.
È uno dei casi in cui l’evoluzione generazionale diventa realmente evidente nell’utilizzo quotidiano.
Fotocamera: qualcosa di nuovo
Ed eccoci al reparto dove iPhone 18 Pro compie il passo avanti più interessante. Il sistema principale è composto da tre fotocamere Fusion da 48 MP: principale, ultra-grandangolare e teleobiettivo. La principale introduce una novità assoluta nella linea Apple, ma già vista in passato su altri smartphone: l’apertura variabile.

Adesso su iPhone 18 Pro il diaframma non è più fisso come sui precedenti modelli, ma può essere impostato su f/1.48, f/1.8, f/2.8 e f/4.0. In automatico sarà l’iPhone a scegliere il valore più adatto, ma gli utenti più esperti possono intervenire manualmente, modificando la quantità di luce che entra nel sensore e, di conseguenza, l’effetto bokeh naturale generato negli scatti.
Naturalmente stiamo parlando di uno smartphone. Non aspettatevi di trasformare iPhone in una mirrorless: le differenze non sono sempre enormi e soprattutto bisogna essere in grado di prevederle quando si sceglie l’impostazione preferita. L’apertura variabile è attiva solo sulla cam principale, quindi opera sia in 1x che in 2x, tanto nelle foto quanto nei video.

Viene poi confermato il teleobiettivo con ingrandimento 4x ottico e con uno zoom ibrido complessivo fino a 8x e zoom digitale fino a 40x. L’ultra-grandangolare mantiene invece una focale equivalente a 13 mm le stesse caratteristiche già viste su iPhone 17 Pro.
E per chi gira video c’è ancora di più: iPhone 18 Pro registra in Dolby Vision fino a 4K a 120 fps, supporta ProRes fino a 4K/120 fps con registrazione esterna, ProRes RAW, Apple Log 2 e Genlock. La Modalità Cinema arriva a 4K/60 fps e gli effetti Cinema possono essere applicati anche ai video registrati in modalità standard.
Interessante anche il tracciamento intelligente della messa a fuoco, insieme ai nuovi controlli professionali per apertura, velocità di scatto, bilanciamento del bianco e istogramma. Funzioni queste che, ad eccezione dell’apertura variabile che resta prerogativa di 18 Pro, mi sarebbe piaciuto vedere sbloccate anche sugli altri device con iOS 27.
Connettività: tutto quello che serve, e anche qualcosa in più
Sul fronte della connettività troviamo il modem C2 progettato da Apple, 5G, Wi-Fi 7, Bluetooth 6, Thread, Ultra Wideband di seconda generazione e NFC. Il nuovo modem promette inoltre miglioramenti in termini di qualità e affidabilità della connessione e consumi inferiori. La porta USB-C supporta USB 3 fino a 10 Gbit/s e DisplayPort, mentre MagSafe e Qi2 arrivano fino a 25 W.

È quindi uno smartphone particolarmente completo anche per chi trasferisce frequentemente file pesanti, soprattutto video ProRes.
I tre problemi di iPhone 18 Pro
E quindi quanti (e quali) sono i problemi di iPhone 18 Pro? Sono almeno tre, di cui due strettamente connessi.
Il primo è il prezzo: iPhone 18 Pro è disponibile con 256 GB, 512 GB, 1 TB e 2 TB. Per la prima volta anche il modello Pro, quindi, arriva a 2 TB. Sullo Store Apple italiano il prezzo parte da 1.489 euro per 256 GB, mentre si sale a 1.739 euro per 512 GB, 2.239 euro per 1 TB e 2.989 euro per 2 TB. Cifre che portano questo smartphone in una fascia di prezzo sempre più alta e che rende difficile giustificare un aggiornamento annuale, anche al netto delle poche novità introdotte.

Il secondo è il form factor Apple ha ormai spremuto quasi completamente questo design. Display, fotocamere, materiali, raffreddamento e componenti interni continuano a migliorare, ma il concetto generale è rimasto praticamente invariato, a differenza di ciò che accadrà tra un mese con iPhone Duo che presenterà un’evoluzione generale dell’esperienza utente; e qui forse ha senso proprio parlare di rivoluzione.
Il terzo, forse il più interessante, è che iPhone 18 Pro è vittima del successo dei suoi predecessori.
Prendiamo iPhone 14 Pro. Era già un dispositivo estremamente completo, ma rispetto a oggi mancavano USB-C, una Dynamic Island più evoluta, display più luminosi, fotocamere molto più sofisticate, camera di vapore, Camera Control, Action Button, prestazioni e autonomia di questo livello. iPhone 18 Pro non sembra quindi rivoluzionario perché l’evoluzione è avvenuta poggiando un mattoncino dopo l’altro. Ed è proprio questo il punto.
Conclusioni
iPhone 18 Pro è la versione più matura, concreta e affidabile dell’iPhone tradizionale. Non è necessariamente quella che introduce più novità. È quella che prende un formato ormai conosciuto e lo porta a un livello di completezza difficilmente migliorabile senza cambiare completamente il concetto di smartphone.
La fotocamera con apertura variabile è una novità interessante, soprattutto per chi scatta e gira video in modo più consapevole; la nuova gestione termica è molto più importante di quanto possa sembrare; la batteria finalmente convince senza riserve e il display rimane eccellente.
Ma se avete un iPhone 17 Pro, il discorso cambia. Le novità ci sono, ma sono soprattutto raffinamenti. E forse è proprio questo il problema di iPhone 18 Pro: è talmente completo che per migliorarlo davvero Apple deve probabilmente cambiare qualcosa di molto più grande del processore o della fotocamera.Deve cambiare il modo in cui utilizziamo l’iPhone, strada che a Cupertino hanno già iniziato a percorrere.
Per chi vuole invece il miglior iPhone Pro nel formato tradizionale, iPhone 18 Pro è difficile da mettere in discussione: è l’iPhone definitivo per questa generazione di design.
iPhone 18 Pro è un dispositivo in totale continuità con iPhone 17 Pro. Le piccole novità introdotte non giustificano in alcun modo un upgrade che risulterebbe difficilmente tangibile nell'uso di tutti i giorni. È certamente il miglior iPhone mai realizzato... nel form factor tradizionale. E questo è un suo difetto, ma anche una sua fortuna. Con iPhone 18 Pro non scommetti - come con Duo - ma vai sul sicuro e ottieni il meglio della tecnologia Apple sotto ogni punto di vista. Emoziona poco, convince tanto.
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Design
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Display
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Hardware
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Connettività
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Software
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Fotocamera
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Audio
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Batteria
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Qualità/prezzo
- Nuove colorazioni particolarmente riuscite
- Ottimi miglioramenti sul fronte della batteria
- L'apertura dinamica è una valida aggiunta...
- ...ma l'utenza generalista farà fatica ad apprezzarla