Jobs, Cook, AI e nuovi prodotti: John Ternus racconta la sua idea di Apple

John Ternus racconta in una nuova intervista come è diventato CEO Apple, cosa ha imparato da Jobs e Cook e perché considera l’AI una svolta.

TLDR Riassumi

John Ternus è CEO di Apple da appena poche settimane, ma in una nuova intervista con Clique TV ha iniziato a raccontare in maniera piuttosto chiara il modo in cui guarda al futuro dell’azienda.

Tra successione a Tim Cook, intelligenza artificiale, Vision Pro e rapporto tra bambini e tecnologia, emerge soprattutto un concetto: Apple vuole continuare a costruire sul proprio passato, ma senza rimanervi troppo legata.

“Non avrei mai immaginato che Tim me lo chiedesse”

Uno dei passaggi più personali riguarda proprio il momento in cui Cook gli propose di diventare CEO.

Ternus racconta di essere rimasto completamente sorpreso e di non aver mai immaginato, durante la propria carriera in Apple, di arrivare a guidare l’azienda. Il suo approccio, spiega, era sempre stato quello di concentrarsi sul lavoro e sulla costruzione dei prodotti, senza pensare necessariamente al ruolo successivo.

È una risposta che riflette bene anche il profilo scelto da Apple per il dopo-Cook: Ternus è soprattutto un ingegnere, entrato nell’azienda nel 2001 e per anni responsabile dell’hardware engineering di prodotti come Mac, iPad, iPhone e Apple Watch. Apple gli attribuisce anche un ruolo importante nello sviluppo di nuovi materiali, nell’affidabilità dei prodotti e nella loro maggiore riparabilità.

La lezione di Jobs e Cook

Quando gli viene chiesto quale insegnamento abbia ricevuto da Steve Jobs e Tim Cook, Ternus evita di indicare una frase celebre e sintetizza piuttosto una filosofia: concentrarsi sul futuro.

L’idea è che anche il lancio di un prodotto importante diventi rapidamente passato e che il lavoro debba spostarsi immediatamente verso ciò che verrà dopo.

È probabilmente uno dei passaggi più significativi dell’intervista, soprattutto considerando che il primo evento dell’era Ternus ha già introdotto un dispositivo completamente nuovo come iPhone Duo.

Per Ternus l’AI cambia quello che Apple può costruire

Il tema sul quale il nuovo CEO appare più entusiasta è però l’intelligenza artificiale generativa.

Ternus la descrive come una tecnologia sufficientemente potente da rendere questo uno dei momenti più interessanti della sua carriera, perché permette di trasformare in prodotti e funzioni idee che fino a pochi anni fa sarebbero sembrate fantascienza.

Il messaggio non è tanto quello di inseguire ChatGPT o Gemini con un singolo modello, quanto di utilizzare l’AI come componente trasversale dell’ecosistema Apple, creando nuove esperienze, nuovi dispositivi e nuove modalità di interazione.

È una direzione già visibile con Siri AI, che Apple ha lanciato con iOS 27 come assistente capace di comprendere maggiormente il contesto personale, ciò che appare sullo schermo e le informazioni presenti nelle app, oltre a eseguire più azioni all’interno del sistema.

Anche Vision Pro resta un progetto a lungo termine

Nell’intervista si parla anche di Vision Pro, prodotto che Ternus non sembra considerare un esperimento fallito.

Il nuovo CEO paragona la situazione attuale ai primi anni del personal computer: inizialmente i casi d’uso possono essere limitati, ma alcune applicazioni professionali possono progressivamente aprire mercati completamente nuovi.

Ternus cita ad esempio l’utilizzo di Vision Pro in ambito chirurgico e descrive il prodotto come l’inizio di un percorso molto più lungo, piuttosto che come qualcosa da giudicare esclusivamente sulle vendite della prima generazione.

È una posizione interessante perché suggerisce che Apple continui a vedere lo spatial computing come un settore strategico, nonostante Vision Pro non abbia ancora raggiunto numeri paragonabili agli altri grandi prodotti dell’azienda.

Figli e tecnologia: Ternus non crede nel divieto totale

Un altro passaggio riguarda l’utilizzo di smartphone e computer da parte dei bambini.

Quando gli viene fatto notare che alcuni dirigenti tecnologici preferiscono limitare drasticamente l’accesso dei propri figli ai dispositivi, Ternus spiega di avere un approccio differente: anche i suoi figli utilizzano la tecnologia, ma all’interno di regole stabilite dalla famiglia su quando e per cosa utilizzare i dispositivi.

Non è casuale che Apple abbia appena rafforzato i controlli parentali con iOS 27, introducendo nuovi limiti per categorie di app, una versione riprogettata di Tempo di utilizzo, autorizzazioni per la navigazione web e maggiori protezioni nelle comunicazioni.

L’approccio che emerge è quindi meno radicale: non eliminare la tecnologia dalla vita dei più giovani, ma cercare di fornire a genitori e famiglie strumenti per gestirla.

Prodotti consigliati

In qualità di Affiliato Amazon, iPhoneItalia riceve un guadagno dagli acquisti idonei.
Offerte Amazon di oggi