Una funzione di sicurezza di iPhone sarebbe stata aggirata da GrayKey

GrayKey avrebbe trovato un sistema per mantenere lo stato AFU degli iPhone e aggirare la protezione Inactivity Reboot introdotta da Apple.

TLDR Riassumi

GrayKey

GrayKey, uno degli strumenti più conosciuti per lo sblocco degli iPhone, sarebbe riuscito ad aggirare la funzione Inactivity Reboot introdotta da Apple per proteggere maggiormente i dati presenti sui dispositivi bloccati.

A rivelarlo è un report di 404 Media basato su materiale formativo destinato alle forze dell’ordine.

Come funziona Inactivity Reboot

Apple ha introdotto Inactivity Reboot con iOS 18.1 per provocare automaticamente il riavvio di un iPhone quando il dispositivo non viene sbloccato per 72 ore.

Il riavvio riporta l’iPhone nello stato definito Before First Unlock (BFU), nel quale una parte maggiore dei dati resta protetta tramite chiavi crittografiche disponibili soltanto dopo l’inserimento del codice di sblocco.

Dopo il primo sblocco, invece, il dispositivo entra nello stato After First Unlock (AFU), nel quale una quantità maggiore di informazioni può risultare accessibile agli strumenti forensi.

Inactivity Reboot rende quindi più difficile mantenere un iPhone sequestrato nello stato AFU abbastanza a lungo da poterlo analizzare.

GrayKey avrebbe trovato un modo per mantenere lo stato AFU

Secondo 404 Media, Magnet Forensics, società che sviluppa GrayKey, avrebbe creato GrayKey Preserve e una nuova modalità chiamata Evidence Preservation Mode.

Queste tecnologie permetterebbero di conservare lo stato forense AFU di un iPhone anche nel caso in cui il dispositivo venga riavviato, perda alimentazione o esegua un reboot per altri motivi.

Il materiale visionato non spiega nel dettaglio il funzionamento tecnico del sistema, ma un ricercatore di sicurezza consultato da 404 Media ipotizza che GrayKey possa intervenire sull’orologio interno dell’iPhone oppure sui processi che determinano la scadenza di alcune chiavi e informazioni.

Il video su cui si basa il report sembrerebbe risalire all’inizio del 2025, non è quindi chiaro da quanto tempo questa tecnologia sia disponibile, se sia già stata utilizzata in indagini reali e soprattutto se continui a funzionare sulle versioni più recenti di iOS.

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