
A pochi giorni dalla presentazione degli iPhone 18 Pro stanno emergendo nuovi dettagli su quello che potrebbe essere uno degli aggiornamenti hardware più interessanti della nuova generazione.
Il chip A20 Pro non dovrebbe limitarsi al passaggio al processo produttivo a 2 nm, perché nuove indiscrezioni indicano una GPU più potente, cache maggiore e soprattutto un’interfaccia di memoria sensibilmente più veloce.
Ed è proprio la memoria a rappresentare contemporaneamente una buona e una cattiva notizia per Apple: secondo una nuova analisi di TrendForce, infatti, il suo costo sui nuovi iPhone sarebbe aumentato in maniera impressionante.
TrendForce sostiene che, prendendo come riferimento iPhone 18 Pro da 256 GB nel terzo trimestre del 2026, il costo della memoria sia quasi del 400% superiore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
La crescita è talmente forte da aver cambiato anche la composizione del costo industriale di un iPhone: un anno fa la memoria rappresentava circa il 10% della distinta base, mentre nel terzo trimestre del 2026 sarebbe salita intorno al 34%. Il costo complessivo dei componenti di iPhone 18 Pro 256 GB sarebbe così aumentato di circa il 38% rispetto al predecessore.
Il problema non riguarda soltanto Apple, visto che la fortissima domanda proveniente da server e infrastrutture AI ha contribuito a mantenere elevati i prezzi di DRAM e NAND, riducendo la capacità dei produttori di smartphone di assorbire ulteriori aumenti.
Apple avrebbe cercato di negoziare prezzi più bassi sugli altri componenti, ma secondo TrendForce i risparmi ottenuti non sarebbero sufficienti a compensare completamente l’aumento della memoria.
TrendForce ritiene ormai difficile evitare un aumento, ma allo stesso tempo non si aspetta che Apple trasferisca interamente questi maggiori costi sui clienti, perché un rincaro troppo aggressivo rischierebbe di rallentare ulteriormente il ciclo di sostituzione degli iPhone.
La stima più recente parla quindi di prezzi superiori di circa il 10-20% per la nuova generazione, con Apple pronta ad assorbire una parte dell’aumento riducendo i propri margini sull’hardware.
Per avere un riferimento, alcune proiezioni basate proprio sui dati TrendForce collocano iPhone 18 Pro tra 1.249 e 1.299 dollari negli Stati Uniti, contro i 1.099 dollari della generazione precedente, mentre Pro Max potrebbe partire tra 1.349 e 1.399 dollari. Sono però stime e non prezzi ufficiali Apple.
Inoltre, il leaker Fried White Rice ha analizzato alcuni presunti diagrammi dei punti di saldatura del processore sulla scheda logica di iPhone 18 Pro e, partendo dalla loro disposizione, ha ricostruito parte della possibile architettura interna.
La CPU dovrebbe mantenere sei core, due ad alte prestazioni e quattro ad alta efficienza, ma la cache L2 dei core efficiency potrebbe passare da 6 a 8 MB, mentre quella dei core performance rimarrebbe da 16 MB.
La novità maggiore riguarderebbe però la GPU, visto che il diagramma sarebbe compatibile con configurazioni da sei, sette oppure otto core, ma secondo l’analisi sette core sarebbero l’ipotesi più probabile, uno in più rispetto all’A19 Pro.
Si tratta però di un’informazione da prendere con particolare cautela: non stiamo guardando una fotografia del die del processore, ma una ricostruzione realizzata interpretando la disposizione dei collegamenti sulla scheda madre.
Ancora più interessante è il possibile cambiamento dell’interfaccia di memoria, con il leak che indica un bus a 96 bit contro i 64 bit dell’A19 Pro, quindi un’ampiezza superiore del 50%. Questo non significa automaticamente prestazioni superiori del 50%, ma permetterebbe al processore di spostare molti più dati tra memoria, CPU e GPU, con benefici soprattutto negli elaborati grafici, nei giochi e nei carichi legati all’intelligenza artificiale.
Il quadro si aggiunge alle indiscrezioni precedenti sul nuovo packaging WMCM, che dovrebbe modificare il modo in cui DRAM e processore vengono integrati, migliorando anche la gestione termica durante i carichi più lunghi.
A20 Pro dovrebbe inoltre essere il primo chip Apple per iPhone realizzato con processo produttivo TSMC a 2 nm. Un’altra fonte aveva precedentemente indicato prestazioni fino al 18% superiori e un miglioramento dell’efficienza energetica nell’ordine del 30%, numeri che naturalmente dovranno essere verificati quando Apple presenterà ufficialmente il chip.
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