
Donald Trump ha minacciato una risposta commerciale contro l’Unione Europea dopo le sanzioni imposte a diverse Big Tech americane, tra cui Apple, Google, Meta e Amazon.
In un post su Truth Social, il presidente degli Stati Uniti ha accusato l’UE di colpire ingiustamente le aziende tecnologiche statunitensi e ha annunciato l’intenzione di avviare una indagine Section 301, lo strumento che può portare a dazi o altre misure commerciali contro Paesi ritenuti responsabili di pratiche scorrette.
La presa di posizione arriva pochi giorni dopo la nuova multa da 890 milioni di euro inflitta dalla Commissione Europea a Google per violazioni del Digital Markets Act. Bruxelles sostiene che Google abbia favorito i propri servizi nei risultati di ricerca e limitato la possibilità per le aziende di indirizzare gli utenti verso canali di acquisto alternativi fuori da Google Play.
Trump attacca l’UE e difende le Big Tech USA
Trump ha definito le sanzioni europee contro le aziende americane una pratica discriminatoria e ha sostenuto che gli Stati Uniti non debbano diventare una sorta di “salvadanaio” per l’Europa. Nel suo messaggio ha citato Apple, Meta, Amazon e Google, promettendo una reazione rapida e parlando anche della possibilità di imporre un dazio “sostanziale” contro l’Unione Europea.
Il riferimento più importante, per Apple, riguarda però due casi diversi che spesso vengono confusi. Trump parla di una sanzione da circa 15 miliardi di dollari contro Apple, ma il caso sembra riferirsi alla lunga vicenda fiscale tra Apple, Irlanda e Commissione Europea. Nel 2024, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha confermato che l’Irlanda doveva recuperare circa 13 miliardi di euro di aiuti fiscali considerati illegittimi, ma non si tratta di una multa pagata all’UE.
Apple e il Digital Markets Act
Apple è stata invece multata separatamente nell’ambito del Digital Markets Act. Nell’aprile 2025, la Commissione Europea ha stabilito che Apple aveva violato gli obblighi anti-steering del DMA, cioè le regole che consentono agli sviluppatori di informare gli utenti su offerte e canali di acquisto alternativi fuori dall’App Store. Per questo, Bruxelles ha imposto ad Apple una sanzione da 500 milioni di euro. Nello stesso provvedimento, Meta è stata multata per 200 milioni di euro.
Il punto centrale è proprio il DMA, la legge europea pensata per limitare il potere dei grandi gatekeeper digitali. Per l’UE, aziende come Apple, Google, Meta e Amazon controllano piattaforme essenziali e devono rispettare regole più stringenti su concorrenza, interoperabilità, app store, dati e pratiche commerciali.
Per Trump, invece, queste sanzioni vengono lette come un attacco mirato contro aziende americane. Da qui la minaccia di ritorsioni commerciali.
Apple è al centro del confronto tra Washington e Bruxelles da anni. Da una parte c’è il caso fiscale irlandese, chiuso con l’obbligo per l’Irlanda di recuperare le somme da Apple. Dall’altra ci sono le nuove regole digitali europee, che hanno già costretto Apple a modificare App Store, pagamenti alternativi, browser, marketplace di terze parti e condizioni per gli sviluppatori in Europa.
Il rischio ora è che una disputa regolatoria diventi anche una disputa commerciale. Se gli Stati Uniti dovessero davvero usare la Section 301 per rispondere alle multe europee, lo scontro potrebbe uscire dal terreno tech e arrivare a colpire altri settori tramite dazi.
Prova la nuova sezione commenti!