Rivian sfida Apple: CarPlay diventerà inutile con l’arrivo dell’AI in auto?

Rivian continua a dire no ad Apple CarPlay e punta tutto sull’AI integrata nell’auto.

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TLDR Riassumi

Rivian-carplay

Rivian non ha alcuna intenzione di portare Apple CarPlay sulle sue auto. Anzi, secondo l’azienda, il dibattito stesso su CarPlay e Android Auto potrebbe diventare presto qualcosa di vecchio, quasi fuori tempo massimo.

A dirlo è Wassym Bensaid, responsabile software di Rivian, intervenuto nel podcast Decoder di The Verge. Una posizione forte, soprattutto in un momento in cui Apple sta cercando di spingere CarPlay Ultra, la nuova generazione della sua piattaforma per auto, mentre alcuni produttori sembrano sempre meno disposti a cedere ad Apple una parte così importante dell’esperienza a bordo.

Il punto è semplice, almeno nella visione di Rivian: l’auto non deve diventare un’estensione dello smartphone. Deve essere un sistema intelligente, integrato e costruito intorno al veicolo. E CarPlay, per quanto comodo e amato da tanti utenti iPhone, resta per Rivian una soluzione troppo invasiva.

Bensaid ha spiegato che il problema principale delle soluzioni basate sul mirroring dello smartphone è il controllo dell’interfaccia. CarPlay e Android Auto, secondo Rivian, tendono a occupare troppo spazio nell’esperienza digitale dell’auto, fino a prendere possesso di ogni pixel disponibile sullo schermo.

È una frase che farà discutere, perché molti utenti la vedono esattamente al contrario: CarPlay è spesso più semplice, più familiare e più affidabile dei sistemi infotainment sviluppati direttamente dalle case automobilistiche.

Rivian, però, ragiona da azienda software prima ancora che da produttore di auto. La sua idea è offrire un’esperienza unica, continua, profondamente collegata a tutto ciò che accade nel veicolo: climatizzazione, navigazione, autonomia, energia, ricarica, controlli, aggiornamenti, assistente vocale e servizi digitali.

In questa visione, CarPlay diventa quasi un corpo estraneo. Comodo, sì. Richiestissimo, anche. Ma non pienamente integrato.

La vera partita non riguarda solo le mappe o la musica. Se fosse soltanto una questione di Spotify, Apple Music, Messaggi e navigazione, la risposta sarebbe semplice: CarPlay funziona bene e gli utenti lo vogliono.

Rivian punta sull’AI: “CarPlay diventerà obsoleto”

La parte più interessante dell’intervista riguarda l’intelligenza artificiale. Secondo Bensaid, l’integrazione profonda dell’AI nelle auto renderà il dibattito su CarPlay completamente superato.

L’idea è che in futuro l’utente non avrà più bisogno di aprire singole app, toccare icone o passare da una schermata all’altra. Molte funzioni potrebbero essere gestite da un assistente intelligente capace di capire il contesto, interagire con i sistemi dell’auto e collegarsi ai servizi esterni.

In pratica, non si tratterebbe più di “aprire un’app di navigazione”, “aprire un’app musicale” o “mandare un messaggio da CarPlay”. L’utente potrebbe semplicemente chiedere qualcosa all’auto, lasciando al sistema il compito di scegliere il servizio giusto e completare l’azione. È una visione molto ambiziosa, ma anche molto rischiosa. Perché oggi CarPlay piace proprio perché è prevedibile. Si sa dove trovare le mappe, la musica, i messaggi, le chiamate. L’AI promette un’esperienza più naturale, ma deve dimostrare di essere davvero più affidabile, più veloce e meno frustrante.

Rivian sta già lavorando in questa direzione con Rivian Assistant, il suo assistente integrato nell’auto. Non si tratta solo di un comando vocale più evoluto, ma di un sistema pensato per dialogare con l’intera architettura software del veicolo.

La differenza è importante. Un assistente generico può rispondere a domande, leggere messaggi o cercare informazioni online. Un assistente integrato nell’auto può invece capire cosa può controllare, cosa non deve controllare per ragioni di sicurezza e quali funzioni richiedono limiti precisi.

Bensaid ha spiegato che Rivian Assistant ha accesso profondo al sistema operativo del veicolo, ma con regole e protezioni ben definite. Alcune funzioni legate alla sicurezza restano escluse, perché non tutto può essere affidato a un modello linguistico o a una risposta generata dall’AI.

Questa è probabilmente la parte più concreta della strategia Rivian. L’AI in auto può avere senso solo se non diventa un giocattolo. Deve sapere quando agire, quando fermarsi e quando non può permettersi ambiguità.

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