
Nelle ultime settimane era circolata più di una preoccupazione sul destino del primo iPhone pieghevole, con voci su possibili ritardi legati alla produzione. Un nuovo report sembra archiviare la questione, e nel farlo apre uno spiraglio su cosa Apple stia preparando per l’anno del ventennale.
Problemi produttivi risolti
Secondo il leaker cinese Fixed Focus Digital, molto attivo su Weibo, l’iPhone Ultra avrebbe risolto un problema legato alla fase produttiva, che avrebbe potuto far slittare il lancio. I piani produttivi sembrano essere stati finalizzati alla fine di luglio, il che dovrebbe garantire che il dispositivo sia pronto per arrivare sul mercato insieme a iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max in autunno.
A metà luglio il leaker riferiva che Apple aveva aumentato gli ordini di camere di vapore per il raffreddamento destinate proprio al pieghevole, e che ai fornitori era stata commissionata la produzione di circa 10 milioni di unità nel 2026, quindi con una revisione a rialzo rispetto alla precedente stima di 7-8 milioni. Questi sono numeri che sembrano indicare un certo grado di sicurezza sul potenziale di questo nuovo device.
Il capitolo iPhone del ventennale
La parte più interessante del report riguarda però il 2027, anno in cui l’iPhone compirà vent’anni e per il quale Apple sta preparando quello che diversi osservatori considerano il redesign più radicale dai tempi dell’iPhone X. Secondo Fixed Focus Digital il modello celebrativo sarà sottile quanto l’attuale iPhone Air, tornerà a una costruzione in vetro e monterà una camera di vapore più ampia per la gestione del calore.
Sul tema del vetro, il rumor trova anche altri riscontri: già a luglio si parlava di un “ritorno al vetro” come approccio preferito da Apple, con alcuni stabilimenti che avrebbero subito lavori di ristrutturazione in vista della produzione del nuovo design in vetro.
Le cose che non tornano
Ci sono però almeno due punti che lasciano un po’ perplessi. Il primo riguarda lo spessore: i report precedenti hanno sempre collegato il design del ventennale ai modelli Pro, che per loro natura richiedono batterie più capienti e sistemi di raffreddamento più performanti, mentre un corpo in stile iPhone Air lascerebbe molto meno spazio interno – e il primo iPhone Air, come sappiamo, è stato criticato proprio per l’autonomia.
Il secondo punto è il significato stesso dell’espressione “ritorno al vetro”, visto che gli iPhone attuali il vetro lo usano già, in combinazione con l’alluminio. Il riferimento potrebbe indicare un pannello posteriore più esteso, e qualcuno ha evocato il precedente degli iPhone 4, che avevano il dorso interamente in vetro.
Fixed Focus Digital ha un curriculum altalenante riguardo l’affidabilità dei leak. Ha azzeccato il nome dell’iPhone 16e, ma ha anche sostenuto erroneamente che l’iPhone 17 standard avrebbe ricevuto un display a 120 Hz senza ProMotion.
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