
Apple ha aspettato anni prima di entrare nel mercato degli smartphone pieghevoli e quando finalmente lo ha fatto, ha scelto di non partire in sordina.
iPhone Duo è stato trattato come il prodotto simbolo della nuova era Apple, con una presentazione dedicata, una campagna marketing molto più aggressiva rispetto a quella riservata normalmente agli altri iPhone e un posizionamento volutamente premium.
Il Duo è già un successo
Il risultato delle prime ore di preordini sembra aver premiato questa strategia.
Le disponibilità iniziali sono state assorbite rapidamente e, nel giro di pochissimo tempo, le date di consegna sono passate dal 23 ottobre a novembre, dicembre e infine gennaio 2027. In quasi tutto il mondo, meno di un’ora dopo l’apertura dei preordini, tutte le configurazioni risultavano già rimandate alla fine di gennaio.
Apple ha anche commentato pubblicamente la situazione, definendo la domanda per il suo primo pieghevole “nothing short of extraordinary”, semplicemente straordinaria, e assicurando di essere al lavoro per portare il dispositivo nelle mani dei clienti il più rapidamente possibile.
Una vittoria, ma anche un problema
Per Apple è indubbiamente una vittoria, ma anche un problema.
Da una parte, l’azienda è riuscita a rendere desiderabile un iPhone da oltre 2.000 euro e questo è forse l’aspetto più impressionante dell’intera vicenda.
Prima della presentazione non era affatto scontato che il pubblico avrebbe accolto con entusiasmo un iPhone così diverso dagli altri, con Touch ID al posto di Face ID, un display esterno più piccolo, diversi compromessi rispetto alla gamma Pro e soprattutto un prezzo che negli Stati Uniti parte da 1.999 dollari.
Eppure l’interesse non sembra essersi limitato ai tradizionali early adopter, perché la velocità con cui le disponibilità sono evaporate suggerisce che Apple sia riuscita a fare esattamente ciò che voleva: trasformare il primo iPhone pieghevole in un nuovo oggetto del desiderio, più vicino a un nuovo segmento della gamma che a un semplice esperimento tecnologico.
Il problema è che Apple non riesce a produrne abbastanza, ed è qui che il successo iniziale diventa quasi un paradosso.
Un prodotto ultra-premium che esaurisce rapidamente le scorte è naturalmente una buona notizia, ma u prodotto che, nel giro di mezz’ora, accumula oltre tre mesi di attesa racconta anche una supply chain incapace di stare minimamente al passo con la domanda iniziale.
Prima del lancio diversi report avevano già indicato una disponibilità molto limitata, visto che alcune indiscrezioni parlavano di circa 6-7 milioni di unità inizialmente previste per il 2026, mentre un report successivo sosteneva che Apple avesse aumentato gli ordini del 30%, portando la produzione complessiva vicino ai 10 milioni di pezzi.
Sono cifre non confermate da Apple e vanno quindi considerate come indicazioni provenienti dalla supply chain. La dinamica dei preordini, però, conferma almeno un punto: le scorte erano molto lontane dall’essere sufficienti per assorbire l’interesse delle prime ore e questo crea due problemi.
Il primo è ovvio: clienti disposti a spendere cifre molto elevate potrebbero dover aspettare fino a gennaio o febbraio per ricevere il telefono.
Il secondo è economico. Ogni iPhone Duo che Apple non riesce a produrre oggi rappresenta potenzialmente una vendita rinviata o, nel peggiore dei casi, persa. Per un dispositivo da oltre 2.000 euro, con margini presumibilmente elevati e forte domanda iniziale, è una situazione tutt’altro che ideale.
Il ritorno degli scalper è il sintomo peggiore
Come spesso accade quando domanda e disponibilità si allontanano troppo, sono già comparsi i primi annunci speculativi. Su eBay e altre piattaforme alcuni iPhone Duo vengono proposti a prezzi di diverse migliaia di dollari, con richieste che in alcuni casi arrivano fino a 10.000 dollari.
Naturalmente questo non significa che qualcuno li acquisterà realmente a quelle cifre, ma mostra quanto velocemente la scarsità abbia creato un mercato parallelo.
E qui Apple si trova davanti a una situazione poco piacevole: più le consegne ufficiali si allungano, più aumenta l’incentivo per bot, rivenditori improvvisati e speculatori a monopolizzare le poche unità disponibili, ed è un problema che rischia di trasformare il successo commerciale in frustrazione per gli utenti reali.
Un elemento da non dimenticare
Ovviamente, tempi di consegna lunghi non permettono da soli di misurare la domanda assoluta.
Se Apple avesse prodotto pochissime unità, sarebbe stato relativamente semplice esaurirle rapidamente. èroprio per questo non è possibile dire oggi quante persone abbiano realmente ordinato iPhone Duo o se Apple abbia già venduto milioni di unità.
E lòa stessa Apple non ha fornito numeri, ma quello che sappiamo è che la risposta è stata abbastanza forte da convincere l’azienda a definirla pubblicamente “straordinaria”, una dichiarazione non particolarmente comune durante la semplice fase di preordine.
In ogni caso, per anni il dubbio era capire se Apple sarebbe riuscita a convincere il pubblico che un iPhone pieghevole avesse davvero senso. Quella domanda, almeno nelle prime 24 ore, sembra aver ricevuto una risposta e adesso l’azienda deve dimostrare di riuscire a costruire abbastanza iPhone Duo da trasformare l’entusiasmo iniziale in vendite reali, soprattutto entrando nel trimestre natalizio più importante dell’anno.
Il rischio è quasi ironico: dopo aver aspettato così tanto per arrivare sul mercato con un prodotto che considerava sufficientemente maturo, Apple potrebbe scoprire che il vero limite di iPhone Duo non è il prezzo, la piega dello schermo o l’assenza di Face ID, ma è emplicemente riuscire a produrne abbastanza.