
Mark Gurman di Bloomberg ha definito la strategia adottata da Apple per gli iPhone Duo un grave errore.
Al centro delle critiche c’è la gestione dei preordini del dispositivo, iniziati venerdì 16 ottobre in oltre 70 Paesi, Italia compresa. Nel giro di appena mezz’ora, le stime di consegna sono slittate di oltre tre mesi, arrivando fino al 25 gennaio 2027 per numerose configurazioni.
Una situazione difficile da giustificare per un’azienda che ha fatto della gestione della produzione e della distribuzione uno dei propri punti di forza. Soprattutto perché, secondo Gurman, Apple conosceva già le difficoltà produttive prima di aprire gli ordini.
Apple sapeva dei problemi, ma ha deciso di lanciare comunque iPhone Duo
Nell’ultima edizione della newsletter Power On, Gurman non ha nascosto le proprie perplessità sulla decisione dell’azienda. Secondo il giornalista, Apple era perfettamente consapevole che la produzione di iPhone Duo avrebbe incontrato importanti limitazioni, ma ha preferito rispettare il calendario commerciale anziché attendere una disponibilità più consistente.
La scelta sarebbe stata influenzata anche dalla volontà di portare il dispositivo sul mercato all’inizio del primo trimestre fiscale 2027, un periodo particolarmente importante per i risultati finanziari dell’azienda.
In altre parole, Apple avrebbe privilegiato le tempistiche del lancio rispetto alla possibilità di soddisfare concretamente la domanda dei clienti. E il problema non riguarda soltanto chi decide di acquistare il dispositivo nelle settimane successive alla presentazione. A essere penalizzati sono anche molti degli appassionati che aspettavano da anni il primo iPhone pieghevole e che ora rischiano di riceverlo soltanto nel 2027.
Il piano iniziale prevedeva un lancio molto più limitato
Un altro dettaglio interessante riguarda la distribuzione internazionale, perché sempre secondo Gurman Apple aveva inizialmente valutato una strategia decisamente più prudente: commercializzare iPhone Duo soltanto negli Stati Uniti e in Cina durante la prima fase, per poi estendere progressivamente la disponibilità agli altri mercati.
Un approccio che avrebbe consentito di concentrare le scorte in un numero ridotto di Paesi, semplificando la distribuzione e offrendo più tempo alla produzione per raggiungere volumi adeguati.
La decisione finale, invece, è stata completamente diversa e Apple ha aperto contemporaneamente i preordini in oltre 70 mercati, compresa l’Italia, dove iPhone Duo parte da 2.369 euro. Un debutto globale di grande impatto, ma che ha inevitabilmente distribuito le scorte disponibili su una platea molto più ampia di potenziali acquirenti.
Questo cambiamento di strategia rappresenta uno dei punti centrali delle critiche di Gurman: il problema non sarebbe stato soltanto produrre pochi dispositivi, ma decidere di venderli contemporaneamente in così tanti Paesi pur conoscendo le difficoltà.