Recensione iPhone Duo: come va (davvero) il primo smartphone pieghevole di Apple? – VIDEO

Il primo iPhone pieghevole convince, nonostante qualche mancanza e un prezzo proibitivo.

TLDR Riassumi

Una certezza accompagna iPhone Duo: è il primo iPhone dopo anni a trasmettere un senso di reale novità. D’altronde la novità esiste: questo è il primo iPhone pieghevole ed Apple non ha mai osato così tanto sin dai tempi dell’iPhone del 2007. Ho utilizzato il nuovo iPhone Duo per una settimana e in questo “diario” vi racconto come è andata.

Piuttosto che concentrarmi sulla scheda tecnica (che potete reperire facilmente da qui) vi parlerò di iPhone Duo analizzando alcuni aspetti che ritengo essenziali per capire se sia un vero step up rispetto ai predecessori o, paradossalmente, un passo indietro. Probabilmente una risposta universale non c’è: l’esperienza con iPhone Duo è estremamente personale e, di conseguenza, polarizzante. In questi primi giorni le opinioni del pubblico si sono divise: c’è chi già non potrebbe più fare a meno di un Duo e chi, invece, ha già completato il reso e scelto un 18 Pro Max.

Per cercare di orientarvi nella scelta – che qui è importante, essendoci in ballo un bel po’ di soldini – cercherò di rispondere alle domande più frequenti e legittime su un dispositivo così diverso dai precedenti.  Innanzitutto…  

Questione di forma

iPhone Duo adotta, da chiuso, un form factor più largo e basso rispetto a un iPhone normale. Utilizzato aperto sarà anche l’iPhone più sottile di sempre (si, più di iPhone Air) ma da chiuso il peso e lo spessore si percepiscono. Probabilmente meno di quanto si legge in rete, ma comunque una differenza rispetto al mio iPhone 18 Pro l’ho avvertita.

Nei primi giorni mi è sempre sembrato un po’ meno pratico di un iPhone standard nell’utilizzo quotidiano. È un aspetto comune a ogni pieghevole, ma nell’uso reale il gesto di apertura diventa quasi sempre un ricordo: saranno infatti rari (ma apprezzabilissimi) i momenti in cui potremo goderci lo schermo intero di iPhone Duo: magari in ufficio, sui mezzi pubblici, rilassati su una panchina e ovviamente a casa. Se all’inizio ci tenevo ad aprirlo praticamente sempre, anche solo per rispondere ad un messaggio su WhatsApp, alla fine ho capito che iPhone Duo ha bisogno del suo flow per essere apprezzato davvero. Va detto anche che, alla fine, lo schermo esterno non è poi così male.

Nonostante sia più largo e basso degli iPhone “normali”, il tutto funziona sorprendentemente bene. Mi sarebbe piaciuto ci fosse una modalità per mancini, ma al momento non c’è ed è tutto pensato per utenti destrorsi: dalla posizione del dock e dei comandi di navigazione, fino anche alla stessa forma di iPhone Duo che sta meglio in mano se tenuto con la destra. Se però avete mani piuttosto grandi come le mie (che non sono mancino, ma utilizzo il telefono con la sinistra) non avrete grandi problemi a raggiungere gli elementi più distanti.

Probabilmente una modalità ad una mano che vada a scalare l’interfaccia verso sinistra potrebbe aiutare.

iPhone Duo è pratico da usare?

Questa è stata in assoluto la prima domanda che mi sono posto.

La limitazione pratica principale nell’esperienza d’uso di iPhone Duo, al netto del periodo di ambientamento con il nuovo form factor, è l’assenza del Face ID, che non riguarda solo lo sblocco, ma anche l’autenticazione per Apple Pay, le operazioni sensibili, il download delle app e le conferme di sistema.

La scelta di Apple sembra essere stata questa: se il Face ID non è integrabile per ragioni di ingegnerizzazione del Duo, si adotta una soluzione altrettanto sicura, pur con una perdita di praticità. Tale soluzione è il Touch ID, un sistema già noto in passato ma sostituito sugli iPhone più recenti dal più rapido Face ID. In questo caso, il sensore è collocato sul tasto di accensione, richiedendo non solo il corretto posizionamento delle dita, ma anche una frazione di secondo in più per il riconoscimento a cui seguirà lo sblocco del dispositivo. Considerato che lo sblocco dell’iPhone è un’azione che si ripete più volte nell’arco della giornata – e, come detto, non si tratta solo di sbloccare l’iPhone, ma anche di tutte le altre operazioni – questo limite l’ho sentito parecchio nella prima giornata.

Poi però mi sono ricordato di avere un Apple Watch al polso. Se ne avete uno anche voi potete infatti sbloccare l’iPhone Duo semplicemente scorrendo verso l’alto nella Home. In questo caso l’esperienza, ma anche la velocità di sblocco, ricorderanno molto quella degli iPhone con Face ID.

Per quanto riguarda la tastiera, il nuovo fattore di forma rende difficile la scrittura con una mano sola, anche con il dispositivo chiuso. Io ci riesco comunque, lasciandomi talvolta aiutare dalla funzione Scribble, ma non è detto che sia comodo per tutti. Se deciderete di acquistare un iPhone Duo, dovrete valutare l’uso con due mani, sia da chiuso che da aperto.

Che piega prende iPhone Duo?

Diciamolo subito: la piega è visibile. Chiunque affermi il contrario nasconde semplicemente la realtà delle cose e questo non fa bene ne ai clienti finali, ne al prodotto stesso, ne ad Apple. Quello che va detto, invece, è che risulta decisamente meno marcata rispetto a quella dei concorrenti. Questo è stato reso possibile grazie allo strato in nanotexture che rende opaca la finitura dello schermo interno, riduce le impronte e anche la visibilità del punto di piega. Inoltre questa pellicola può essere sostituita con poche decine di euro nel caso in cui mostri dei segni di usura nel tempo.

Tornando però agli schermi, vi è una distinzione netta tra i due. Quello esterno è in vetro, quindi con finitura lucida, non si piega e ricorda per resa i precedenti iPhone. Quello interno offre un’immagine che sembra stampata e può essere usato aperto o semiaperto. In più iPhone Duo è il primo iPhone compatibile con la Apple Pencil, con cui potete prendere appunti, disegnare o firmare i documenti. Tuttavia non mi sono sentito molto tranquillo ad utilizzare la punta di plastica della Apple Pencil su uno schermo in plastica. Anche perché i primi test su questo schermo hanno mostrato una resistenza di base ai graffi, ma anche in questo caso basta sostituire la nanotexture per riportare lo schermo come nuovo (spoiler: sul mio iPhone Duo, anche dopo aver utilizzato la Apple Pencil, graffi ad oggi non ce ne sono).

Duo is meglio che Solo

La questione però è un’altra: a cosa serve davvero iPhone Duo? Perché usarlo chiuso o aperto? Per la maggior parte delle operazioni rapide, come già accennato, basta lo schermo esterno, che sarà quello più utilizzato. Quello interno si apre solo quando serve davvero: ad esempio per affiancare due app in Split View, oppure per impostare un video in picture in picture sopra il browser, oppure ancora per utilizzare una delle tante app studiate proprio per dare il meglio su iPhone Duo. C’è anche la modalità Standby che è stata rivista per il Duo e funziona sia in orizzontale che in verticale, anche senza bisogno di mettere l’iPhone in ricarica.

E in tutto ciò è sorprendente che Apple sia riuscita a certificare l’iPhone Duo con lo standard IP68, garantendo resistenza ad acqua e polvere.

Sul tema delle app, credo si sia parlato troppo e troppo presto: era più che normale che al day one alcune non fossero ottimizzate. Oggi la situazione è già cambiata parecchio e continuerà a evolversi nei prossimi giorni. Allarmarsi non ha senso e in generale non è un qualcosa su cui Apple ha controllo: le linee guida sono state inviate agli sviluppatori da settembre e bisogna ora attendere che tutti aggiornino le loro app.

Ma in cosa l’iPhone Duo è migliore di un iPhone “Solo”? Sorprendentemente, nell’autonomia. Rispetto al mio iPhone 18 Pro, il Duo mi permette di chiudere la giornata con il 30% di batteria (contro il 15-20% del 18 Pro), sebbene questo dato vari in base al tempo di utilizzo riservato allo schermo interno. Utilizzando quello esterno, infatti, il consumo di batteria è decisamente inferiore.

I tanti “NO” di iPhone Duo

L’iPhone Duo presenta diversi limiti. Alcuni sono mancanze minori, altri potrebbero incidere maggiormente nell’uso quotidiano.

Abbiamo già discusso del Face ID, ma per me la mancanza del teleobiettivo è altrettanto rilevante. Arrivando da un iPhone 18 Pro, gli ingrandimenti sul Duo non sono chiaramente paragonabili. Lo stesso vale per il tasto Azione, che ho impostato con una funzione semplice ma utile: la torcia. Ormai lo uso sempre quando, al buio, devo far luce. Su iPhone Duo non c’è un tasto programmabile e questa assenza, pur aggirabile con i comandi a schermo, si è fatta sentire.

Manca anche la SIM fisica, ma utilizzando una eSIM da almeno quattro anni non ho avvertito quello “scoglio generazionale” che magari molti avvertiranno, per la prima volta, proprio con iPhone Duo. In realtà la eSIM è così pratica e immediata da rendere ormai obsoleta la vecchia SIM: la attivi, disattivi e sposti da un telefono all’altro in pochi secondi, senza bisogno di graffette o del supporto fisico. Da questo punto di vista, quindi, il limite è più concettuale che reale.  

Un altro “no” riguarda i microfoni: non sono quelli professionali dell’iPhone 18 Pro, anche se la differenza non mi è sembrata così evidente. Si avverte invece un po’ di più la presenza di una camera a vapore più piccola rispetto al modello 18 Pro, per cui l’iPhone Duo, anche per il design a sandwich, dissipa meno calore rispetto all’iPhone 17 Pro o 18 Pro.  

Tornando però alla fotocamera, rispetto all’18 Pro non c’è paragone: oltre alla già menzionata mancanza del teleobiettivo, manca ovviamente anche l’apertura variabile (che resta esclusiva di 18 Pro e 18 Pro Max) e il sensore principale è piccolo del 33%. La differenza è reale e visibile, specialmente di notte; meno sulla ultra-wide, che è identica a quella dell’18 Pro. Inoltre mancano i formati ProRAW e ProRes. Meglio i video che tendono ad essere sovrapponibili a quelli di iPhone 18 Pro.

Per quanto riguarda la fotocamera FaceTime dello schermo esterno, è da 12 mpx invece dei 18 mpx (con sensore quadrato), quindi i selfie non raggiungono il livello degli ultimi iPhone. La fotocamera FaceTime interna, integrata sotto lo schermo e spesso visibile, è da soli 4 mpx: va bene per FaceTime e poco altro.  

Normalizzare iPhone Duo

Per la prima volta da anni, forse da quando è iniziata la distinzione tra modelli base e Pro, Apple affianca ai modelli Pro e Pro Max un nuovo formato di iPhone. L’iPhone Duo si posiziona economicamente più in alto di iPhone 18 Pro e 18 Pro Max, ma non bisogna sbagliare pensando che sia il vero top di gamma di quest’anno, il meglio del meglio. Del resto, serve davvero il meglio del meglio? A tutti noi? Ogni anno? iPhone Duo va inteso come un’alternativa ad un iPhone Pro, non come un sostituto. È alternativo perché si rivolge a chi desidera unire la praticità di uno smartphone alle potenzialità di un mini tablet.  

A me l’iPhone Duo ha trasmesso la sensazione di avere in mano qualcosa di rilevante. Uno strumento produttivo, capace di immergermi meglio nei contenuti e nelle operazioni da compiere. Per questo motivo ho ridotto il doomscrolling (anche se con due app in splitview è il massimo della distrazione) e ho dedicato più tempo a leggere e rispondere alle mail, navigare su siti in versione desktop, modificare documenti e così via. Le attività che di solito svolgerei in mobilità con un iPad.  

Forse proprio per la minore immediatezza, l’iPhone Duo offre questo vantaggio: con lo schermo interno aperto favorisce la concentrazione su ciò che si sta facendo. Per lavorare o studiare è sicuramente più adatto di un iPhone standard. Per le operazioni rapide, invece, c’è lo schermo esterno. Se invece mi immedesimo in chi svolge lavori manuali o è sempre in movimento, l’iPhone Duo non è consigliabile. Le scomodità supererebbero i benefici dello schermo “grande”. Al contrario, per un impiego d’ufficio la situazione cambia: in auto o sui mezzi lo si tiene chiuso, a destinazione lo si usa aperto comodamente seduti.

Ed è qui che, a mio avviso, risiede l’essenza di iPhone Duo: un ibrido tra iPhone e iPad, sebbene anche l’iPad fosse un incrocio tra iPhone e Mac. Se non avete mai utilizzato, ne sentito la necessità di utilizzare un iPad, l’iPhone Duo potrebbe non esservi così utile, semplicemente perché non avevate e non avete bisogno di portare con voi uno schermo da quasi 8 pollici. Magari avete solo bisogno di uno smartphone e onestamente iPhone 18 Pro e Pro Max svolgono questo lavoro meglio di iPhone Duo. Se invece viaggiate sempre con un iPhone e un iPad (magari un Mini), l’iPhone Duo è il dispositivo che li riassume in un’unica esperienza. È una grande comodità, pur essendo un solo dispositivo con una sola batteria e un solo storage, rispetto a due dispositivi con due batterie e due storage distinti.

Duo si o Duo no?

Dopo 7 giorni passati con iPhone Duo credo di aver capito per chi è stato pensato questo prodotto: è per chi ha di nuovo voglia di emozionarsi, di godere del possesso di un gadget tech cool, di usarlo e di sperimentare nuove modalità d’interazione. Non c’è nulla di male in questo, anche al netto di lasciarsi qualcosa alle spalle, come il teleobiettivo, l’apertura variabile, un form factor più immediato. iPhone Duo piace e viene desiderato per il suo form factor e per l’esperienza che offre. È un dispositivo totalmente irrazionale (anche nel prezzo) ma cool proprio per questo. 

Non so ancora se sarà il mio smartphone personale quest’anno, ma al momento non sento l’esigenza di tornare indietro al mio iPhone 18 Pro, anche perché quando lo prendo in mano mi sembra ora ingiustificatamente alto e stretto. Continuerò a sperimentare ancora un po’ con iPhone Duo, a sondare meglio i suoi limiti e ad apprezzare le sue peculiarità, anche perché sono sicuro che il futuro ci riserverà interessanti novità per quanto riguarda il software e i futuri modelli pieghevoli.

8.3

iPhone Duo è un prodotto estremamente polarizzante. Ci sono diversi compromessi e alcune mancanze rispetto ai modelli Pro, ma anche e soprattutto un'esperienza di utilizzo totalmente differente. Quest'ultima può certamente creare qualche difficoltà iniziale, ma dopo sette giorni prevale la voglia di continuare a sperimentare con un dispositivo che apre ad una serie di possibilità prima precluse.

  • Design
    9.5
  • Display
    10.0
  • Hardware
    9.5
  • Connettività
    9.0
  • Software
    7.0
  • Fotocamera
    7.0
  • Audio
    8.0
  • Batteria
    9.5
  • Qualità/prezzo
    5.5
Pro
  • Design ricercato e sorprendentemente robusto
  • Schermo interno con finitura opaca
  • Autonomia tra le migliori del settore
  • Possibilità di utilizzare la Apple Pencil
  • Funzionalità legate alla piega: poche ma utili
Contro
  • Assenza del Face ID (sopperita in parte da Touch ID e Apple Watch)
  • Le fotocamere non sono all'altezza dei 18 Pro
  • iOS e le app richiedono ancora qualche ottimizzazione
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