
Apple prepara un importante salto in avanti per la gestione delle foto RAW su iPhone, iPad e Mac. Con iOS 27, iPadOS 27 e macOS 27 arriva infatti RAW 9, la nuova versione del motore di elaborazione RAW integrato a livello di sistema.
Apple ha mostrato i primi risultati durante una sessione della WWDC26 dedicata a Core Image, e le differenze rispetto al precedente RAW 8 sembrano molto evidenti, soprattutto nelle immagini ad alti ISO.
Il formato RAW conserva molti più dati rispetto a un’immagine JPEG o HEIF già elaborata. In pratica, mantiene le informazioni catturate direttamente dal sensore della fotocamera, lasciando al fotografo più libertà in fase di modifica. Con un file RAW si può intervenire in modo più preciso su esposizione, bilanciamento del bianco, colori, contrasto, recupero delle ombre e riduzione del rumore.
È il formato preferito da fotografi, videomaker e utenti avanzati proprio perché offre più margine creativo. Il rovescio della medaglia è che un RAW deve essere interpretato bene dal software. E qui entra in gioco il motore di elaborazione.
Apple presenta RAW 9
Apple ha da anni un proprio pipeline RAW integrato nel sistema operativo, esposto agli sviluppatori tramite Core Image. Questo motore supporta centinaia di fotocamere di terze parti, con calibrazioni specifiche per ogni modello.
Nel tempo Apple lo ha aggiornato più volte, migliorando demosaic, riduzione del rumore, bilanciamento del bianco, esposizione, colore e tonalità. Con RAW 9, però, il cambiamento è più importante. Apple lo descrive come il più grande aggiornamento mai realizzato per il suo sistema di elaborazione RAW.
La novità principale è l’uso del machine learning. RAW 9 utilizza un modello Core ML che combina due fasi fondamentali: demosaic e denoise.
Il demosaic è il processo che ricostruisce l’immagine a colori partendo dai dati grezzi del sensore. Il denoise, invece, riduce il rumore digitale, cioè quella grana colorata o luminosa che appare soprattutto quando si scatta con poca luce o ad alti ISO. Tradizionalmente, queste operazioni vengono eseguite in passaggi separati. Con RAW 9, Apple le combina attraverso un modello di machine learning, migliorando la qualità finale.
Questo approccio permette di conservare meglio i dettagli fini e, allo stesso tempo, ridurre il rumore senza rendere l’immagine impastata o artificiale.
Il tutto avviene direttamente sul dispositivo, sfruttando i core dell’Apple Neural Engine. Questo è un dettaglio importante: Apple continua a spingere sull’elaborazione locale, evitando di trasformare ogni operazione avanzata in un processo cloud.
Uno degli aspetti più interessanti è che RAW 9 non serve solo per le nuove foto. Può migliorare anche l’elaborazione di vecchi file RAW. Questo significa che una foto scattata anni fa con una fotocamera supportata può apparire meglio semplicemente rielaborandola con il nuovo motore di iOS 27, iPadOS 27 o macOS 27.
È un vantaggio enorme per chi ha archivi RAW importanti. In pratica, Apple aggiorna il “modo” in cui il sistema interpreta quei dati, permettendo di ottenere immagini più nitide e pulite senza dover cambiare fotocamera o file originale.
Per molti fotografi, questa è la parte più interessante della novità: il software può far rendere meglio anche materiale già esistente.
Gli esempi mostrati da Apple
Durante la sessione WWDC26, Apple ha mostrato diversi confronti tra RAW 8 e RAW 9.
Nel caso di una foto scattata con una Sony Alpha 7 II, già abbastanza pulita con RAW 8, RAW 9 mostra comunque più nitidezza e una migliore leggibilità dei dettagli fini, come piccoli testi e superfici metalliche.
Le differenze diventano molto più marcate con immagini ad alto rumore. Apple ha mostrato un esempio scattato con Canon 5D Mark III a ISO 51.200, quindi in una condizione estremamente difficile. Con RAW 8 l’immagine risultava recuperabile, ma ancora molto problematica. Con RAW 9, colori e dettagli appaiono molto più definiti.



Un altro esempio riguarda una Fujifilm X-T5 a ISO 12.800, con un soggetto ricco di texture. I sensori Fujifilm con pattern non tradizionale sono più complessi da elaborare, ma RAW 9 riesce a ridurre artefatti colore e recuperare più dettaglio nella trama.

RAW 9 non riguarda solo l’app Foto o gli strumenti Apple. Essendo integrato in Core Image, il nuovo motore può essere sfruttato anche dagli sviluppatori di app fotografiche.
Le app che usano le API RAW di Apple potranno offrire agli utenti una qualità migliore nella visualizzazione, modifica ed esportazione dei file RAW.
Questo può fare la differenza per software di editing, app fotografiche professionali, strumenti per catalogazione immagini e workflow creativi su Mac, iPad e iPhone.
Apple ha spiegato anche come gli sviluppatori possono abilitare RAW 9 e ottimizzare le prestazioni, soprattutto durante l’editing e l’esportazione. Il nuovo sistema usa un’elaborazione a tile, cioè lavora su porzioni dell’immagine, così da gestire meglio risorse e memoria.
RAW 9 è interessante anche perché mostra un approccio diverso all’intelligenza artificiale nella fotografia.
Non si parla di generare immagini, inventare sfondi o trasformare completamente una foto. Qui l’AI viene usata in modo più tecnico e silenzioso: interpreta meglio i dati del sensore, riduce il rumore, recupera dettagli e migliora la resa.
Cosa cambia per gli utenti iPhone
Per l’utente comune, RAW 9 potrebbe sembrare una novità distante. In realtà può avere effetti anche su chi scatta con iPhone in Apple ProRAW o usa app fotografiche più avanzate.
Chi modifica foto RAW su iPhone o iPad potrà ottenere risultati migliori, soprattutto in condizioni difficili: scatti notturni, interni poco illuminati, immagini ad alti ISO o file ricchi di dettagli fini.
Naturalmente il salto sarà più evidente per fotografi e utenti evoluti, ma la direzione è chiara: iPhone, iPad e Mac diventano strumenti sempre più seri anche nella post-produzione fotografica.
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