Perché il Coronavirus avrà un impatto sulle attività di Apple

Il virus che sta terrorizzato il mondo intero avrà un impatto anche sugli affari Apple, visto che in Cina sono presenti i più importanti fornitori dell'azienda.

In questi giorni stiamo assistendo alla diffusione sempre più veloce del Coronavirus in tutta la Cina e non solo. Secondo diverse fonti, questa drammatica vicenda avrà un impatto anche sulle attività di Apple. Ecco perché.

foxconn apple

Dove

La città di Wuhan in Cina, lì dove è scoppiata e ha iniziato a diffondersi l’epidemia, è stata messa in quaranten e sono stati chiusi i trasporti pubblici e le attività commerciali, oltre che tutti gli uffici e le scuole della città. Ad oggi, il governo cinese fa sapere che il Coronavirus ha provocato 80 vittime e migliaia di contagi.

Foxconn, principale partner mondiale di Apple, ha ordinato ai dipendenti che stavano visitando Taiwan per il capodanno cinese di prolungare il loro soggiorno e di non tornare allo stabilimento Wuhan. Una fabbrica così grande e piena di dipendenti come quella che Foxconn gestisce nella città sotto quarantena potrebbe rapidamente essere invasa da un focolaio del virus, mettendo potenzialmente a rischio tutti i lavoratori.

Nella mappa in basso, potete vedere la posizione degli stabilimenti Foxconn rispetto al numero di infezioni da Coronavirus (il rosso più scuro rappresenta più infezioni).

coronavirus cina

Oltre a chiedere a molti dipendenti di rimanere a casa, Foxconn ha intensificato il monitoraggio della salute dei dipendenti nella fabbrica di Wuhan. L’azienda ha fornito ai dipendenti maschere per prevenire la diffusione del virus. Inoltre, i dipendenti sono obbligati a controllare la temperatura corporea ogni giorno, poiché uno dei primi sintomi della malattia è proprio la febbre. Purtroppo, il solo controllo della temperatura potrebbe non essere sufficiente, visto che il contagio può avvenire giorni prima che si sviluppi la febbre.

Di cosa si tratta?

Il  Coronavirus del 2019, chiamato “2019-nCoV”, causa difficoltà respiratorie, influenza con febbre, tosse e respiro corto. In alcuni casi si sviluppa la polmonite. Altre malattie causate dal Coronavirus comprendono la sindrome respiratoria acuta grave (SARS) e la MERS. Come la maggior parte dei coronavirus, si pensa che il virus che si sta diffondendo in questi giorni sia mutato da un ceppo in grado di infettare solo animali a uno in grado di infettare anche l’uomo.

Secondo il CDC, 2019-nCoV è stato rilevato per la prima volta l’8 dicembre 2019 nella città di Wuhan, nella provincia di Hubei in Cina, per poi espandersi in altre aree. In Cina, ci sono stati quasi 2.800 casi confermati e 80 decessi (dati aggiornati al 27 gennaio)

Attualmente, si ritiene che questo coronavirus abbia un tasso di mortalità di circa il quattro percento, significativamente inferiore alla SARS, che era del 10 percento, e alla MERS ,che aveva tassi di mortalità fino al 35 percento. Il problema è la veloce diffusione di questo virus, con i primi casi accertati in Europa, Stati Uniti e Africa: basti pensare che tra il 25 e il 26 gennaio sono stati confermati oltre 400 nuovi casi. Il contagio avviene tramite contatto con saliva e muco, ancor prima che si manifestino i primi sintomi. Le persone che vengono infettate potrebbero non mostrare i sintomi fino a 14 giorni dopo l’esposizione.

Come per la maggior parte delle malattie respiratorie, quelli a maggior rischio sono bambini sotto i tre anni e gli adulti sopra i 65 anni. La maggior parte delle persone decedute avevano un’età avanzata e alcuni problemi di salute come diabete, ipertensione e malattie cardiache.

Apple

Apple ha già annunciato che farà diverse donazioni per aiutare le persone colpite dal coronavirus. E per quanto riguarda le attività di Apple in Cina?

La Cina è il paese strategicamente e operativamente più importante per Apple dopo gli Stati Uniti. Lì si trovano non solo gli stabilimenti di tantissimi fornitori che producono componenti per iPhone, iPad, Mac e altri prodotti, ma anche data center iCloud e diversi Apple Store.

I server Apple Cloud non dovrebbero essere influenzati dal 2019-nCoV. Questi data center, sebbene di grandi dimensioni, hanno poco personale che, tra le altre cose, interviene solo in caso di problemi. Inoltre, i data center richiedono meno manutenzione rispetto ad un negozio.

La situazione è invece diversa per gli Apple Store, che avranno un sensibile calo di clienti nelle prossime settimane. Questo si traduce in minori vendite man mano che il virus si diffonde. Tra l’altro, questo era il periodo di boom per gli acquisti in Cina, visto che si sta festeggiando il Capodanno cinese.

Apple non ha negozi a Wuhan. In ogni caso, l’azienda ha ridotto gli orari di apertura degli store in tutta la Cina. Secondo diversi esperti, il coronavirus potrebbe fortemente rallentare le vendite degli iPhone in un periodo molto importante per Apple. Inoltre, potrebbero esserci delle ripercussioni anche nel resto del mondo, con una minore disponibilità di iPhone, AirPods, iPad e tutti gli altri dispositivi Apple prodotti in Cina. Meno unità disponibili significa anche meno vendite o, quanto meno, tempi di attesa più lunghi per i clienti.

E per gli iPhone 2020? Al momento non sappiamo quando il virus sarà debellato e quando terminerà questa crisi, ma conosciamo i tempi di Apple. L’azienda avvia la produzione dei dispositivi 60 giorni prima rispetto al lancio di Mac o iPad e 3-4 mesi prima rispetto al lancio di un iPhone. I prossimi iPhone saranno lanciati a fine settembre, quindi la produzione dovrebbe iniziare a maggio-giugno. Se in quel periodo ci saranno ancora focolai di virus attivi, la produzione potrebbe subire dei forti ritardi, con conseguente possibile slittamento del lancio dei nuovi iPhone.

E gli iPad attesi per marzo-aprile? E l’iPhone 9 che doveva uscire a fine marzo? In questi casi, sempre che i rumor vengano rispettati, potrebbero davvero esserci seri ritardi che si tradurranno o in poche unità disponibili al lancio o in un lancio posticipato di qualche settimana.

L’impatto del coronavirus si farà comunque sentire in maniera più o meno pesante per quasi tutte le aziende tech. La speranza è che tutto si risolva nel minor tempo possibile per evitare altre morti e altra sofferenza.

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