WSJ: “Jony Ive ha lasciato Apple dopo anni di assenteismo e insoddisfazioni”

01 luglio 2019 di Giuseppe Migliorino (@GiusMigliorino)

Il Wall Street Journal ha pubblicato un approfondimento sull’addio graduale di Jony Ive da Apple. Nell’articolo si legge che è stato Ive a convincere Apple a realizzare l’Apple Watch, nonostante il disaccordo di una parte dei dirigenti. Dopo una lungo periodo di attività piena per lo sviluppo dello smartwatch, Ive ha poi iniziato ad allontanarsi gradualmente dalle sue responsabilità in Apple.

Il WSJ riporta che, dopo il lancio del primo Apple Watch, Ive ha iniziato ad allontanarsi dall’azienda, a lavorare sempre meno e a non presentarsi alle riunioni, provocando anche qualche malcontento nel suo team, soprattutto quando, dopo mesi di duro lavoro, c’erano materiali pronti per la sua approvazione. Quanto riferito dal Wall Street Journal conferma quanto scritto anche da Bloomberg: Jony Ive ha praticamente lasciato Apple quattro anni fa.

Dal report emerge che la promozione di Jony Ive a Chief Design Officer nel 2015 venne portata avanti proprio per lasciargli meno responsabilità quotidiane di gestione del team design, dargli più tempo per completare il progetto dell’Apple Park e consentirgli di lavorare di più dalle sue case a San Francisco, a Londra e nelle Hawaii. Tuttavia, il suo team lo venerava come una sorta di divinità e sperava sempre in suoi input e consigli. In questi quattro anni, Alan Dye e Richard Howarth non sono riusciti ad ottenere lo stesso rispetto:

I membri dei team che si occupavano di human interface e design industriale percepivano le approvazioni dei nuovi capi come dei semplici consigli. Tutti volevano ancora il pollice su di Jony per andare avanti. Per loro era importante averlo alle riunioni e averlo fisicamente lì, non tanto perché dovesse approvare ogni singola cosa, ma come input a fare sempre di meglio.

Dopo il lancio del primo Apple Watch, l’entusiasmo di Ive è andato via via scemando, fino al punto di non presentarsi alle riunioni o di presentarsi con molte ore di ritardo, senza mai prendere decisioni definitive. Ive aveva promesso ai vari gruppi responsabili della progettazione software che ci sarebbero state ogni mese delle full immersion chiamate “design weeks”, ma lui raramente era presente.

Un particolare aneddoto raccontato dal Wall Street Journal descrive le frizioni nello sviluppo dell’interfaccia gestuale totalmente nuova pensata per l’iPhone X:

In una riunione che si è tenuta a gennaio 2017, la sicurezza Apple scortò alcuni prototipi nella sede centrale. Il team presentò una serie di idee e funzioni per l’approvazione da parte di Ive, comprese le nuove modalità per passare dalla schermata di blocco alla schermata home su iPhone X.

La pressione era alta perché il telefono sarebbe uscito in autunno, ma tutti i membri del team rimasero molto delusi dal fatto che Ive non diede loro alcun consiglio e alcuna guida da seguire. Due cose che, in passato, Ive aveva sempre fatto. In quel caso non fece nulla.

Uno degli ingegneri del team ha detto che quello è stato un ciclo di sviluppo molto approssimativo.

Forse anche in seguito a queste vicende, nel 2017 Tim Cook chiese a Ive di riprendere le sue attività quotidiane con le stesse responsabilità di un tempo, tanto che vi fu un’intera riorganizzazione tra i vari VP dell’azienda. In quel momento, tutti parlarono del “ritorno di Ive“. Tuttavia, le cose andarono diversamente: “Dopo pochi mesi, Ive si allontanò di nuovo e aumentò i suoi viaggi nel Regno Unito per far visita a suo padre malato“.

A quanto pare, Jony Ive non gradiva più il modo in cui la società si concentrava sulle operazioni e sul fatturato più che sul design da quando Tim Cook aveva preso il posto di Steve Jobs. In questa situazione, oltre ad un rimpasto interno, Tim Cook ha cercato di convincere Ive pagandolo più di ogni altro dirigente Apple e facilitandogli la possibilità di lavorare da casa. L’idea di lavorare da casa era venuta proprio a Ive, come modo “per aiutarlo a ricaricarsi dopo anni di lavoro intenso su prodotti come iMac e iPhone“. Le cose, però, non sembrano aver funzionato.

Cook ha anche sostenuto Ive quando il designer spingeva per creare un Apple Watch e molti altri dirigenti non erano d’accordo. Tuttavia, Ive voleva creare esclusivamente un orologio di lusso, ma si raggiunse una sorta di compromesso realizzando un modello in Oro e vari dispositivi alla portata di tutti come companion dell’iPhone. Nei fatti, ha avuto ragione Apple: il modello in oro dell’Apple Watch è stato un piccolo grande flop, con tante unità rimaste invendute. Di contro, sono stati venduti 10 milioni di Apple Watch “normali”, ma si trattava di un quarto di quello che Apple si aspettava.

Dal report emerge anche che molti membri del team design di Apple non sapevano dell’addio di Jony Ive fino a giovedì scorso:

Giovedì, Ive ha convocato una riunione con i team Human Interface e Industrial Design nel nuovo studio unificato realizzato all’interno dell’Apple Park. In quell’occasione, Ive ha spiegato a tutti che stava per andarsene e ha risposto a diverse domande. Chi ha partecipato afferma che l’incontro si è svolto come una sorta di riunione di famiglia ed è stato il modo migliore per dirsi addio.

L’uscita di Ive lascia però molti dubbi sul futuro del design di Apple. In passato, l’intero gruppo di progettazione è stato sempre organizzato come una piramide, con Ive che parlava direttamente con Tim Cook. Ora, i due nuovi leader dovranno fare rapporto a Jeff Williams, e non più al CEO.

Di fatto, però, il graduale abbandono di Ive nel corso degli ultimi 4 anni iniziava ad essere un vero e proprio ostacolo, visto che molte idee e molte decisioni rimanevano sospese nell’aria, senza approvazioni e senza bocciature. Insomma, se le cose dovevano continuare in questo modo, da una parte è forse meglio che Ive lasci definitivamente l’azienda.

Il senso di tutto questo è racchiuso nel pensiero di un dipendente del team design che preferisce rimanere anonimo: “E’ molto meglio che qualcun altro subentri a Jony. Come si è arrivato a tutto questo? Ive era sparito dalla circolazione, ma era riluttante a consegnare le redini”.

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