WSJ: “Jony Ive ha lasciato Apple dopo anni di assenteismo e insoddisfazioni”

Nuovo sistema di commenti
iPhoneItalia ha un sistema di commenti realtime tutto nuovo e nativo! Per commentare ti basta creare un account e potrai subito commentare.
Prova la nuova sezione commenti!

Il Wall Street Journal ha pubblicato un approfondimento sull’addio graduale di Jony Ive da Apple. Nell’articolo si legge che è stato Ive a convincere Apple a realizzare l’Apple Watch, nonostante il disaccordo di una parte dei dirigenti. Dopo una lungo periodo di attività piena per lo sviluppo dello smartwatch, Ive ha poi iniziato ad allontanarsi gradualmente dalle sue responsabilità in Apple.

Il WSJ riporta che, dopo il lancio del primo Apple Watch, Ive ha iniziato ad allontanarsi dall’azienda, a lavorare sempre meno e a non presentarsi alle riunioni, provocando anche qualche malcontento nel suo team, soprattutto quando, dopo mesi di duro lavoro, c’erano materiali pronti per la sua approvazione. Quanto riferito dal Wall Street Journal conferma quanto scritto anche da Bloomberg: Jony Ive ha praticamente lasciato Apple quattro anni fa.

Dal report emerge che la promozione di Jony Ive a Chief Design Officer nel 2015 venne portata avanti proprio per lasciargli meno responsabilità quotidiane di gestione del team design, dargli più tempo per completare il progetto dell’Apple Park e consentirgli di lavorare di più dalle sue case a San Francisco, a Londra e nelle Hawaii. Tuttavia, il suo team lo venerava come una sorta di divinità e sperava sempre in suoi input e consigli. In questi quattro anni, Alan Dye e Richard Howarth non sono riusciti ad ottenere lo stesso rispetto:

I membri dei team che si occupavano di human interface e design industriale percepivano le approvazioni dei nuovi capi come dei semplici consigli. Tutti volevano ancora il pollice su di Jony per andare avanti. Per loro era importante averlo alle riunioni e averlo fisicamente lì, non tanto perché dovesse approvare ogni singola cosa, ma come input a fare sempre di meglio.

Dopo il lancio del primo Apple Watch, l’entusiasmo di Ive è andato via via scemando, fino al punto di non presentarsi alle riunioni o di presentarsi con molte ore di ritardo, senza mai prendere decisioni definitive. Ive aveva promesso ai vari gruppi responsabili della progettazione software che ci sarebbero state ogni mese delle full immersion chiamate “design weeks”, ma lui raramente era presente.

Un particolare aneddoto raccontato dal Wall Street Journal descrive le frizioni nello sviluppo dell’interfaccia gestuale totalmente nuova pensata per l’iPhone X:

In una riunione che si è tenuta a gennaio 2017, la sicurezza Apple scortò alcuni prototipi nella sede centrale. Il team presentò una serie di idee e funzioni per l’approvazione da parte di Ive, comprese le nuove modalità per passare dalla schermata di blocco alla schermata home su iPhone X.

La pressione era alta perché il telefono sarebbe uscito in autunno, ma tutti i membri del team rimasero molto delusi dal fatto che Ive non diede loro alcun consiglio e alcuna guida da seguire. Due cose che, in passato, Ive aveva sempre fatto. In quel caso non fece nulla.

Uno degli ingegneri del team ha detto che quello è stato un ciclo di sviluppo molto approssimativo.

Forse anche in seguito a queste vicende, nel 2017 Tim Cook chiese a Ive di riprendere le sue attività quotidiane con le stesse responsabilità di un tempo, tanto che vi fu un’intera riorganizzazione tra i vari VP dell’azienda. In quel momento, tutti parlarono del “ritorno di Ive“. Tuttavia, le cose andarono diversamente: “Dopo pochi mesi, Ive si allontanò di nuovo e aumentò i suoi viaggi nel Regno Unito per far visita a suo padre malato“.

A quanto pare, Jony Ive non gradiva più il modo in cui la società si concentrava sulle operazioni e sul fatturato più che sul design da quando Tim Cook aveva preso il posto di Steve Jobs. In questa situazione, oltre ad un rimpasto interno, Tim Cook ha cercato di convincere Ive pagandolo più di ogni altro dirigente Apple e facilitandogli la possibilità di lavorare da casa. L’idea di lavorare da casa era venuta proprio a Ive, come modo “per aiutarlo a ricaricarsi dopo anni di lavoro intenso su prodotti come iMac e iPhone“. Le cose, però, non sembrano aver funzionato.

Cook ha anche sostenuto Ive quando il designer spingeva per creare un Apple Watch e molti altri dirigenti non erano d’accordo. Tuttavia, Ive voleva creare esclusivamente un orologio di lusso, ma si raggiunse una sorta di compromesso realizzando un modello in Oro e vari dispositivi alla portata di tutti come companion dell’iPhone. Nei fatti, ha avuto ragione Apple: il modello in oro dell’Apple Watch è stato un piccolo grande flop, con tante unità rimaste invendute. Di contro, sono stati venduti 10 milioni di Apple Watch “normali”, ma si trattava di un quarto di quello che Apple si aspettava.

Dal report emerge anche che molti membri del team design di Apple non sapevano dell’addio di Jony Ive fino a giovedì scorso:

Giovedì, Ive ha convocato una riunione con i team Human Interface e Industrial Design nel nuovo studio unificato realizzato all’interno dell’Apple Park. In quell’occasione, Ive ha spiegato a tutti che stava per andarsene e ha risposto a diverse domande. Chi ha partecipato afferma che l’incontro si è svolto come una sorta di riunione di famiglia ed è stato il modo migliore per dirsi addio.

L’uscita di Ive lascia però molti dubbi sul futuro del design di Apple. In passato, l’intero gruppo di progettazione è stato sempre organizzato come una piramide, con Ive che parlava direttamente con Tim Cook. Ora, i due nuovi leader dovranno fare rapporto a Jeff Williams, e non più al CEO.

Di fatto, però, il graduale abbandono di Ive nel corso degli ultimi 4 anni iniziava ad essere un vero e proprio ostacolo, visto che molte idee e molte decisioni rimanevano sospese nell’aria, senza approvazioni e senza bocciature. Insomma, se le cose dovevano continuare in questo modo, da una parte è forse meglio che Ive lasci definitivamente l’azienda.

Il senso di tutto questo è racchiuso nel pensiero di un dipendente del team design che preferisce rimanere anonimo: “E’ molto meglio che qualcun altro subentri a Jony. Come si è arrivato a tutto questo? Ive era sparito dalla circolazione, ma era riluttante a consegnare le redini”.

Cosa ne pensate?

Prodotti consigliati

In qualità di Affiliato Amazon, iPhoneItalia riceve un guadagno dagli acquisti idonei.
Offerte Amazon di oggi

Commenti 29

  1. Giovanni Longo
    Nota per le vedove di Steve Jobs e Jony Ive: Dall’articolo del WSJ emerge che l’Apple Watch di lusso era un’idea di Jony Ive. Fino a ieri, per gli stessi, era la prova dell’incapacità di Cook. Fino a quando non si capirà un concetto semplice ma fondamentale, ovvero che un’azienda multimiliardaria e multinazionale non è il suo CEO, non è Ive ma è la risultante di migliaia di dipendenti, centinaia di team, decine e decine di manager sarà sempre troppo tardi e ogni discorso resterà ancorato a narrativa più afferente all’addio di Totti alla Roma che al giudizio complesso di ciò che avviene in quegli ambienti. Dall’articolo del WSJ emerge chiaramente che Ive non avesse più voglia e avesse perso l’entusiasmo. Del tutto fisiologico, a quei livelli, 20 anni di carriera sono una vita. Un team leader che arriva con tre ore di ritardo o manca completamente i meeting con i SUOI uomini descrive ampiamente la situazione.
    1. MatteoV
      Ulla. Da commentatori impulsivi comprendo il senso del termine “vedove di Steve Jobs”. Da chi dovrebbe avere il polso un po’ meno emotivo e comprendere il quadro complessivo più lucidamente, be’... un po’ meno. Non so se ti riferissi a me. Se scrivo “Jobs” non per forza intendo nostalgia. Dai su. Non accorgersi che Apple abbia un grave problema di leadership è abbastanza grave. Jobs ha fatto il suo. Punto. Ma ha avuto ruolo cruciale nella rinascita di Apple. Quindi questo attesta che un CEO è l’azienda. Ti dice niente un certo Steve Ballmer e quanto affermato recentemente da Gates a proposito dell’incapacità di Microsoft di cogliere il mercato mobile? Ecco. Se lo dico, sono vedovo di Gates? No! Rilevo un dato oggettivo. Lo sfaldarsi dell’”unità” dei vari team è stato il vero problema della gestione Cook. Perdere un treno come Siri (che era avanti anni luce per AI e domotica) e regalarlo alla concorrenza è un altro macigno del palazzo che crolla. Le incoerenze sempre più palesi tra Hardware e software pure (metti sotto stress Watch AirPods e iPhone e poi ne parliamo delle volte che vanno in conflitto); pensa alla linea MacBook, la più incasinata di sempre. Altro che più target. È caos. Tutti questi problemi hanno un comune denominatore che si chiama: mancanza di un leader, mancanza di figura che tiri le somme e “chiuda”. Non a caso il Keynote di autunno è stato un’ imbarazzante campagna acquisti holliwoodiana, Tim aveva un po’ di spicci da spendere. Nulla più. Non a caso Schiller è uscito di scena. Se non si coglie lo scossone in atto... Certo, magari tutto questo caos avrà fine e salterà fuori la figura che riprenderà le briglie. Ma al momento Apple pare una nave in avaria in cerca di un timoniere. La Sony, perdendo vari treni, su tutto quello dell’informatica, si buttò sui contenuti, si salvò ma ridimensionandosi. Sony un tempo era la Apple di qualche anno fa...
      1. Giovanni Longo
        Ciao Matteo, no parlavo in generale. Il termine "vedove di Steve Jobs" lo uso comunemente per identificare, esattamente come ho detto, quanto sia limitato e non fattuale romanzare vicende, prodotti, risultati e flop in seno a limiti o virtù di Jobs, Ive o il Marchionne di turno. Come ho SEMPRE scritto la realtà è ben diversa. Non a caso, mi pare di ricordare tu eri uno di quelli che ci raccontavano di un Cook inadatto portando tra gli esempi proprio l'Apple Watch Edition, oggi si scopre che l'idea fosse di Ive. Ecco, questo è un esempio oggi fattuale e non più un'opinione su "analisi" che erano e restano troppo semplicistiche, basate quando va bene su rumors e quando va male su semplici interpretazioni personali. Io lo scrivevo all'epoca e lo scrivo oggi. Chiunque abbia lavorato in una multinazionale anche piccola sa che è così. Tornando ai fatti e non alle interpretazioni personali che, come abbiamo visto, sono troppo limitate, Jobs ha avuto un ruolo cruciale, certo, insieme ad Ive, insieme agli uomini che hanno realizzato i prodotti, i manager che hanno studiato le strategia di sviluppo e tutto il resto. Amo ricordare che Steve Jobs era quello che NON voleva le app su iPhone. Sì, Steve Jobs non voleva le app per iPhone. E lo ricordo sempre non certo per sminuirne il genio, tutt'altro. Ma per sottolineare l'importanza del team e provare a far capire che il livello di complessità è ben più grande del commento medio che possiamo fare sui blog. E non potrebbe essere diversamente, non conoscendo i fatti, non conoscendo le cause, le dinamiche, le scelte e chi ha scelto cosa. Tu guardi le conseguenze, come nel caso dell'Apple Watch, portandole poi a sostegno di una tua opinione. Non è un buon metodo di analisi. Non credo tu sia nostalgico, credo tu faccia un errore di analisi. Parti della tua idea, legittima, prendendo qua e là poi elementi che secondo te la supportano. Esattamente come la storia dell'Apple Watch. In gergo si chiama Cherry Picking e, se accetti un consiglio, è il modo migliore per cadere in errore in analisi complesse. Sarebbe troppo lungo analizzare vicissitudini, problemi, flop e quant'altro ma mi permetto di farti un appunto sulla questione Siri, anche lì perché è fattuale e non frutto di mie opinioni personali. Apple non aveva alcun vantaggio tecnologico, ma proprio zero: Siri è stato un errore colossale, a detta dei suoi stessi creatori, perché era una semplice app scaricabile dallo store nata per eseguire alcuni, pochi, semplicissimi compiti, non per fare da assistente. E, ripeto, lo dicevano i suoi creatori, non io. E, giusto per gli amanti del colpevolismo, c'era Jobs. Non c'era alcuna grande tecnologia sotto. C'era sintesi vocale e capacità basilare di capire pochi task. A capo del team di Siri fino al 2018 c'era lo stesso uomo scelto da Steve. Così, tanto per dire... Oggi c'è un certo John Giannandrea, lui sì un vero leader in questo campo. Apple ha pagato non aver fatto la Apple ma aver rilasciato un prodotto per arrivare prima senza arrivare bene (perché dovevano vendere la novità per il 4s, non giriamoci troppo intorno. Col tuo metro di giudizio se ci fosse stato Cook sarebbe stato l'esempio perfetto della scelta orientata al profitto). Apple commise l'errore che solitamente non fa mai. Altri, che hanno lavorato da zero, in pochissimo tempo l'hanno scavalcata mentre Apple ha dovuto riscrivere gran parte di Siri sotto al cofano per adattarla a quello che avrebbe dovuto fare. Questo è fattuale, sono storie che abbiamo portato sul blog molte molte volte. Dovremmo partire dai fatti, dai nessi di causalità delle varie scelte aziendali ma questo, per noi, è IMPOSSIBILE. Quando siamo fortunati abbiamo qualche rumors, altrimenti andiamo per ipotesi o costrutti fantasiosi basate su opinioni. La verità è che nessuno di noi ha minimamente le basi fattuali per capire se Cook è un problema o quali siano i problemi. Tu credi che sia Cook e mi fai una lista di problemi o presunti tali. Esattamente come chi vuole mandare via Allegri e parla delle finali champions o "eh si vede che non c'è Marchionne" davanti ad un'ottima Ferrari basata però su un concetto aerodinamico a basso carico che però funziona su poche piste. Come se Marchionne o Jobs avrebbero mai potuto mettere becco su queste cose. Come se Jobs avrebbe mai potuto guardare un CAD di una tastiera a farfalla e dire... no belli miei questa qua si rompe. Tastiera disegnata dal team di design industriale, sempre per i colpevolisti, quindi, colpe di Ive seguendo il tuo ragionamento. Io non ti ho detto, per concludere, che la tua analisi è nostalgica. Tutt'altro. Io penso, magari mi sbaglio, che la tua "analisi" sia troppo semplicistica. Questo me lo dice la mia piccola esperienza e le analisi che facciamo settimanalmente sul podcast. Se ti va di discuterne ne parliamo e ci ragioniamo ogni settimana. E' più bello, utile e semplice descrivere e cercare, per quel che possiamo, sviscerare un tema alla volta che fare fritti misti passando da Ballmer a Sony a Hollywood. Non ne usciremmo neanche con 3000 commenti. In autunno, ad esempio, ci sono stati tantissimi spunti. Ridurli alle collaborazioni d'eccellenza per le produzioni video lo trovo ingeneroso. Un po' come prendere la WWDC e parlare solo della dark mode. Se ti va ti aspetto per parlarne e discuterne con più focus a seconda dei temi ;)
        1. MatteoV
          Ti ringrazio per la risposta. Ma sì, ho piena coscienza che qui si scrivono pareri, impressioni, mica analisi profonde (non sono un economista). Mi era un po’ sembrata così quell’uscita su vedove di Jobs. Come dire, mi chiedi “che ne pensate” a fine articolo e se lo esprimo parte lo sfottò (bonario, certo.). Anche perché come ho cercato di spiegare, era stato frainteso. Tornando al thread; non ricordo cosa scrissi sul Watch edition, di certo è vero sono stato piuttosto critico su Apple Watch, più che altro sulla incapacità iniziale da parte di Apple a posizionarlo sul mercato (fashion? Sport? Entrambi?). E non certo difendevo Ive nel mio post attaccando Cook: era più in generale rilevare un impressione che avevo. Hai ragione, il rischio è di selezionare ciò che conferma il pregiudizio (cherry picking). Ma vista diversamente è anche “unire i puntini”. Questo ho fatto nel mio post. Il problema dell’incoerenza software, della perdita di qualità è stato IL tema sulle riviste specializzate per due anni, in tempi recenti. Idem quello dei vari team. Questo pezzo del WSJ non ha fatto che rilevare ciò che si intuiva: il vero dopo Jobs lo vediamo ora, ma era in atto da anni. Probabilmente i vari Ive, Schiller, Cue se ne sarebbero andati già allora ma vuoi per contratto o vuoi perché trattenuti a suon di dollaroni, sono rimasti più per immagine che per sostanza. Questo dice il pezzo del WSJ su Ive. E questa mi pare LA NOTIZIA. E dice anche che di fatto, non ci fosse più una figura che tirasse le conclusioni nel team design. Non mi pare una notizia da poco per una azienda che fa del design il suo core business. A me pare una bomba se questa notizia del WSJ non sarà smentita. Perché spiega e dice molto delle incoerenze, della perdita di qualità lamentata e rilevata dalle testate specializzate (e dagli utenti) e -infine- della mancanza di unità fra i vari team, altro vero core business di Apple.
    2. Marco Milli
      Beh no... non è esattamente così. I migliaia di dipendenti sono lo specchio del leader, non l’opposto. In modo particolare in Apple, dove la parte creativa è in mano ad un gruppo molto limitato di persone.
      1. Giovanni Longo
        Visione molto romanzata e romantica. Le persone sono le persone, con la propria individualità, pregi e difetti. Il leader da una direzione, il team sviluppa i progetti. In un buon gruppo di lavoro c’è sinergia e la risultante è la somma delle parti. Ma la Divinazione o colpevolizzazione del leader a seconda del vento o dell’idea è una Visione limitata e parziale. La parte “creativa” non va da nessuna parte se il prodotto non funziona. AirPower docet.
        1. Marco Milli
          No Giovanni, non è romanzata. Succede in politica, nel lavoro, in famiglia, in un gruppo di amici... ovunque. Ovvio che la sinergia è importante ma il punto è che parte sempre dal leader. In un gruppo di lavoro come quello descritto nell’articolo del WSJ, la sinergia non c’è e se un qualsiasi “sottoposto” ha la stoffa da leader, non potrà mai sbocciare fin tanto che l’ombra di Ive non lascia spazio a chi merita. Ripeto, succede ovunque. Ora, l’abilità del CEO dovrebbe individuare la/le persone giuste, e non si tratta di un semplice rimpiazzo di un ingegnere. E per dirla tutta, non credo proprio che Cook ci riuscirà.
  2. Cominciano a spalare cacca sull'uomo perchè se ne va ??
  3. MatteoV
    Tutto ciò conferma quanto penso da tempo. La scomparsa di Jobs, la mancanza di una figura di raccordo fra i vari team sono elementi dall’impatto devastante, ne vediamo solo ora gli effetti. Cook non è stato in grado di raccogliere questa eredità, pensando solo al profitto. Risultato? Morto Jobs è stato un tutti contro tutti. Cacciato Forstall, Ive si prende tutto poi pure lui si ritrova ridimensionato. Si sfalda il gruppo di project Titan. Il team di Siri perde tutti i pezzi importante (e infatti Siri è un disastro) e così via. Tutte cose che si riflettono sull’esperienza utente: la forza della Apple di Jobs era la coerenza, la perfetta fusione di ogni micro-pezzo software hardware. La Apple di Cook è toppe, bug che rivelano la guerra in atto. Apple per me è morta.
    1. Rick 45
      Concordo in pieno. La guida di Cook è da bocciatura piena per me. Sono aumentati i prezzi ma la qualità è rimasta al 2013 r intanto la concorrenza ha, secondo me, nettamente superato Apple. La sta tenendo a galla solo il monopolio di Ios che non da possibilita di scelta all utente che lo preferisce come sistema operativo.
      1. Guarda che mica solo Apple ha aumentato i prezzi! Ti ricordi forse quando uscì OnePlus One? Io si nel 2014 costava 299€ adesso quanto costa? Il 7 parte da 559€ e si arriva fino a 829€ del 7Pro. Stesso discorso dei Galaxy Samsung, ricordi il prezzo del S1 del 2010? Costava 549€. Oggi S10+ arriva fino a 1639€ (con 1TB). Questo discorso possiamo farlo con qualunque marchio. Apple negli anni a aumentato sempre di più i prezzi dei suoi iPhone ma non mi sembra che le altre marche li regalano eh...
        1. Rick 45
          certamente. ma a differenza di Apple gli altri marchi ogni anno introducevano novità e appetibilità ai propri prodotti. Apple è andata (e va tutt'ora ) molto più a rilento
    2. Gabriele
      Come siamo catastrofici! Sono ottimista nel futuro di quest'azienda. Ive è stata la colonna portante dell'azienda e sicuramente avrà bisogno di nuovi stimoli dopo anni di Apple. La sua influenza anche se esterna farà la sua buona parte. Jobs è stato il fondatore, il creatore della filosofia Apple e non può rimanere fermo il suo pensiero in eterno. Apple ha bisogno di rinnovarsi e dare spazio a nuovi creatori.
      1. Delafuerte
        Ma si, le vedove di zio Steve si sono susseguite dal giorno dopo la sua dipartita...niente di nuovo direi :-)))
        1. MatteoV
          Mah. Probabilmente non hai capito il mio post. Succede
    3. Cicia Nebia Kul
      Applausi
  4. Gianluca Iacovone
    In APPLE nessuno e ‘ indispensabile Ciao ciao
  5. Marco Milli
    Ho letto di questo argomento in un altro blog. Ora leggendo questo o capito meglio alcuni concetti importanti. Grazie iphoneitalia per riportare le cose in modo più chiaro e funzionale. Sono sempre stato molto critico con Cook e Ive e ho già dato più volte le mie motivazioni. Non sentirò la mancanza di Ive ma ora mi è altrettanto chiaro che con Cook alla guida non potranno uscire nuovi prodotti all’altezza della Apple di Jobs. Molto interessante il fatto dell’Apple Watch di lusso. Ho sempre sostenuto che fosse un’idea di Ive quindi la cosa non mi sorprende. C’è però un fatto fondamentale a cui non avevo prestato attenzione: Tim Cook lo ha appoggiato! Questo rende l’idea di come l’accoppiata non funzionasse e di quanto la spocchia ed arroganza di entrambi li portassero a credere in un progetto così assurdo (parlo dell’Apple Watch in oro a 17000 dollari ma anche dei modelli base, che seppur avevano un senso, non poteva essere di certo la gallina dalle uova d’oro). Se quanto riportato dal WSJ è vero, sarà sempre peggio. Significa che Apple è allo sbando totale e sta vivendo sugli allori che ovviamente continueranno a rendere per qualche anno. Concludo con una domanda da un miliardo di dollari: E se Apple TV+ fosse un flop?
  6. Ive a parte andando un po OT. Malgrado da 10 e passa anni abbia iphone,ipad,imac,mbair quindi non si può dire che non adori Apple vedo le cose un po diversamente. Jobs ha avuto le capacità manageriali di far rinascere un'azienda che stava quasi fallendo, questo è indubbio. Con un team "visionario" nel senso di innovatore (che ovviamente aveva anche Ive come pilastro portante) hanno inventato ipod, poi oops mettiamoci la parte touch...poi oops mettiamoci la parte telefonica e nasce iphone dispositivo nuovo ed innovativo ed aggiungerei cool nel design e d'elite per il prezzo :-) Stessa cosa per i mbair ad esempio (azz un portatile da un kg non esisteva prima) e altri prodotti. Ovviamente la concorrenza non è stata a guardare e già da anni iPhone non è più l'unico ottimo smartphone tuttofare. Ecco il vero problema è che quando "inventi" qualcosa che non esistevi hai l'effetto "WoW" perchè presenti qualcosa che prima non esisteva. Ma a meno che non sei Leonardo da Vinci che se ne tirava una al giorno di novità dal cilindro (e Steve Jobs si bravo ma blasfemo solo paragonarlo a LdV) di grandi idee rivoluzionarie te ne viene una nella vita o una ogno 20 anni. Quindi in due parole da 10 e passa anni Apple non fa altro che migliorare quello che già esiste ne più ne meno come i competitor. Più ram,processori veloci,fotocamere da urlo,etc...ci sta tutto ma non è nulla che sorprende è oggi la norma dell'evoluzione tecnologica per tutti. Quindi oltre la fama e l'ottimo ios oggi iphone non stupisce più nessuno (se non nel prezzo) ne fa più di quanto fanno altri smartphone. Da allora in poi? Sfornati solo gingilli per fanatici del brand. Apple Watch? 300 euro per qualcosa che mi dovrei prendere lente di ingrandimento per leggerlo, che senza iphone serve a poco, e già esistevano "idee" in produzione da prima di Apple Watch. Badate bene qui non sto parlando del design o qualità costruttiva ma esclusivamente della capacità di innovare con qualcosa che non esisteva prima. Prima di AppleWatch io ho uno smartwatch da anni (mai usato tranne per curiosità) cinesata ma con sim telefonica pagato meno di 50 euro. Più minimale ma non è che abbia meno funzioni di AW. Capite il senso...ovvio che AW è 100 volte meglio ma è l'idea che non è affatto nuova. Idem le ear pods. Non sono altro che due cuffiette BT quale effetto WoW esistono in commercio migliaia di auricolari BT da una vita. Anche li si sentiranno meglio di quelle da 30 euro ma è na bestemmia spendere 180 euro. Insomma nel rapporto prestazioni/prezzo Apple ormai da anni vive di fama e della forza del suo brand ma nulla di più. A questo punto Ive ha visto che non essendoci nuove idee il suo ruolo non era più così essenziale e prima di veder affondar la barca la lascia con onore. Con questo non dico che Apple stia affondando ma è sotto gli occhi di tutti che tranne la "fama" non è l'azienda di 20 anni fa. Ormai vive di luce riflessa non di luce propria. Che poi ..ironizziamo...con tutti i soldi che si è fatto Ive, con la buona uscita che prenderà, con le stock options, chiamalo scemo, potrebbe già vivere di rendita a vita....si fa la sua aziendina, diventa presidente e CEO ed a quel punto si che può "non" lavorare o gestirsi tutto da Londra, Miami, Honolulu senza che nessuno gli rompa le scatole...se poi va male...beh di sicuro di fame questo qui non morirà mai :-)
  7. Che sia bravo lo è però mi sa che si è negli anni un po troppo montato la testa. Inoltre non esiste con lo stipendio che gli pagano che praticamente per 4 anni scrocca soldi, va e non in ufficio, riunioni, quando ci va non contribuisce. Se ne va? Io lo avrei licenziato. A me in IE mi hanno licenziato per 6 giorni di assenza per malattia certificata in 9 dico 9 mesi e questo per 4 anni si è praticamente fott...o lo stipendio? Se è vero quello che scrivono uno così a questo punto meglio perderlo che tenerselo.

Nuovi sfondi per iPhone

Con iPhoneItalia+ ogni settimana un nuovo sfondo esclusivo. E tanti altri già pronti da scaricare, alcuni gratis per tutti.

Scopri gli sfondi
Ultime offerte del giorno Vedi tutte