Il futuro di Apple è sempre più nei “Servizi”

11 gennaio 2019 di Giuseppe Migliorino (@GiusMigliorino)

Anche il Wall Street Journal si è accorto che qualcosa in casa Apple sta cambiando e che, tra il 2019 e il 2020, ci saranno tantissime novità per quanto riguarda il settore dei servizi. Ecco perché.

Apple ha un obiettivo dichiarato: generare 50 miliardi di dollari all’anno esclusivamente dai propri servizi entro il 2020, tra App Store, iCloud, Apple Music, iTunes e simili.

Come fa notare il Wall Street Journal, il successo dei Servizi servirà per sostituire le entrate hardware che sono al ribasso, soprattutto per quanto riguarda gli iPhone. Si tratterà di un cambiamento epocale, “un po’ come chiedere a una tigre di cambiare le sue strisce” scrive Ben Bajarin.

Apple ha però dimostrato più volte negli ultimi mesi di voler cambiare strategie per aumentare i guadagni provenienti dalla voce Servizi. Se fino a un paio d’anni fa alcune scelte sembravano impossibili, ora sappiamo che diverse Smart TV di terze parti integreranno AirPlay 2 e la possibilità di acquistare film e serie TV da iTunes, diminuendo in parte l’interesse verso la Apple TV (“in parte” perché comunque dotata di un suo sistema operativo e di un suo store). Non dimentichiamoci poi la disponibilità di Apple Music su Android e, presto anche in Italia, sui dispositivi Amazon Echo.

In tutto il mondo sono attivi 1,4 miliardi di dispositivi Apple, e solo una piccola percentuale usa i servizi Apple. Questo significa che, oltre ai terminali Android per Apple Music e alle smart TV in arrivo, già solo con i prodotti Apple ci sono enormi margini di crescita per quanto riguarda i servizi.

Tra l’altro, malgrado le vendite a rilento in Cina, le revenue provenienti dall’App Store nel paese asiatico sono in aumento, segno che chi possiede un iPhone o un iPad continua a spendere soldi per acquistare app, giochi e contenuti in-app. Certo, la recente notizia di Netflix che non consente più di attivare un abbonamento tramite app iOS farà perdere soldi ad Apple, ma in generale lo stato di salute dell’App Store è più che buono.

Inoltre, non va dimenticata l’alta fedeltà al marchio Apple da parte dei clienti. Siamo ad un tasso di fidelizzazione del 90%, quindi magari gli utenti non acquistano nuovi iPhone, ma continuano ad usare i vecchi dispositivi Apple e non pensano di passare ad Android.

La sfida è ardua, ma Apple ha tutte le carte in regola per raggiungere l’obiettivo dichiarato.

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