Nexus-N(est)

16 gennaio 2014 di Cristian Pedrotti

A leggere in giro (twitter, blog, e testate IT in generale) qualunque geek fortunato possessore di un termostato Nest appare terrorizzato dall’acquisizione della società da parte di Google. Motivo ? “abbiamo invitato in casa nostra Nest e non Google” è l’affermazione che più di altre riassume il timore degli utenti. Il Nest per gestire in autonomia e intelligentemente il riscaldamento di casa incrocia pesantemente la nostra localizzazione e le nostre abitudini (in termini di temperatura, uscite di casa, sonno) tramite una connessione Internet per anticipare i nostri desideri e regolare la giusta temperatura. 

google-purchases-nest

Data la piega poco trasparente presa da Google, che raccoglie dati su qualsiasi aspetto della nostra vita per usarli proficuamente nelle sue campagne pubblicitarie, il timore è che Google metta un piede in casa e ci renda sempre più impossibile chiuderla fuori, senza tante spiegazioni e trasparenza (poi è Apple quella che chiude e ci costringe in un giardino dorato).

Io penso invece che o Larry Page si è completamente rincoglionito o ha capito che il modello Apple (hw + sw) è vincente e permette di garantire quella “user experience” che ancora manca ad Android e che dipende in egual modo da entrambe le componenti e soprattutto da come interagiscono tra loro. Per rendere in modo ottimale tutto ciò è necessario poter agire indipendentemente e con un controllo diretto sia su uno che sull’altra, essere in grado di recepire le esigenze dei clienti e riversarle immediatamente, senza filtro, nei reparti di ricerca e sviluppo, pronti ad interpretare e cavalcare il momento senza perdere tempo con i limiti imposti dai fornitori esterni.

E allora la spinta che stanno avendo i recenti dispositivi Motorola (proprietà Google) con Moto-G e Moto-X e la recente acquisizione di Nest, società che indipendentemente dai device ad oggi prodotti (termostato e rilevatore di fumi) brilla per la qualità del design, per il modello di business che ha portato a vendere milioni di unità, per le competenze tecniche, insomma per saper fare e vendere ottimo hardware con montato dell’ottimo software, potrebbe essere il segno di una svolta.

Insomma: non scommetterei molto sul fatto che il prossimo Nexus sarà ancora by LG (o Samsung, o HTC…)

Immagine  tratta da: DigitalTrends

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  • NgEs

    È scontato che finiremo con avere android fatti in tutto e per tutto da google! Non lo hanno mai escluso

  • hanny

    ahahahahaha voi siete i migliori. terrorismo su google. davvero. spero almeo che vi paghino bene.

  • VeroOpinionista

    Io adoro google, ma la storia dei dati personali usati senza il nostro permesso è vera ed è davvero brutta… A me personalmente non cambia la vita, ma ognuno ha le proprie fisse e se voglio un po’ di privacy con google è impossibile!

  • Claudio

    sono assolutamente d’accordo con quello che esponi. la parte drammatica è che per la maggior parte della gente sembra che della privacy e trattamento dei dati personali non interessi nulla o ci faccia poco caso. quello che proprio non capisco è come la gente non riesca a capire che i vari google facebook ecc. guadagnano principalmente dall’utilizzo delle informazioni che noi gli diamo ogni volta che usufruiamo di un loro serrvizio in primis dai loro motori di ricerca ma anche da servizio di posizionamento dal ricnoscimento facciale ecc..per come sono fatto preferisco pagare un servizio ma che mi garantisca che il motore di ricerca non registri il mio indirizzo IP o tenga traccia di tutto quello che faccio su intenet.

  • Shik@93

    “Io penso invece che o Larry Page si è completamente rincoglionito o ha capito che il modello Apple (hw + sw)…”

    Abbreviazioni, linguaggio scurrile, ecc.
    Qualcuno deve aver rubato le credenziali d’accesso di Cristian: una persona sana di mente non pubblicherebbe mai un tale articolo su un sito come questo.

  • seierre

    Ma Cristian Pedrotti ha mai preso un Nexus 5 in mano o parla per sentito dire? Il fatto che lo produca LG non significa un bel niente visto che Google si è occupata sia del lato software, sia della scelta dell’hardware e conseguente ottimizzazione. LG non fa altro che produrre il Nexus secondo le direttive di Mountain View. Per quanto riguarda l’ottimizzazione del N5 basta soltanto prenderlo in mano e smanettarci per 5 minuti per rendersi conto dell’incredibile fluidità e stabilità generale del dispositivo.

  • nexusIT

    Art docet