E’ finita l’era del fai-da-te?

25 luglio 2012 di Giuseppe Migliorino in Approfondimenti, push

Un tempo la maggior parte dei gadget elettronici erano facili da smontare e, nei casi più difficili, era sufficiente portare il dispositivo al negozio sotto casa che aveva tutto l’occorrente per smontare un computer o un televisore rotto e aggiustarlo. Ma con gli anni che passano, e i dispositivi elettronici sempre più tecnologici, la riparazione richiede l’acquisto di pezzi speciali e di utensili appositi, che magari vengono venduti solo in qualche remoto store online cinese. Ma anche avendo tutto il materiale a disposizione, solo poche parti possono essere sostituite e, in ogni caso, invalidando la garanzia. I tempi stanno cambiando, e il “fai-da-te” elettronico sembra ormai lontano.

Gli smartphone, i tablet e i notebook sono i dispositivi che più di tutti rischiano di danneggiarsi, perchè vengono portati ovunque e utilizzati nelle più disparate condizioni. Se, però, può avere senso aver bisogno di assistenza specializzata per sostituire uno schermo rotto, perchè dovrei mandare in assistenza anche il mio computer portatile, solo magari per sostituire il disco rigido? Perché dovrei rimanere senza il mio smartphone o tablet per una settimana solo per sostituire la batteria ormai andata? Non tutti i dispositivi sono così, ma gli smartphone, i tablet e i notebook di fascia alta sono composti in gran parte da pezzi che non possono essere sostituiti se non da esperti.

Sarebbe facile dare tutta la colpa ai produttori, ma in verità non possiamo incolpare nessuno se non noi stessi. I prodotturi realizzano quello che le masse acquistano, e se i consumatori vogliono dispositivi sempre più sottili, batterie che durano di più e display dal grande impatto visivo, poco si interessano dei processo produttivo e delle relative difficoltà di montaggio.

Quando Apple ha dismesso il MacBook Bianco a favore della nuova linea dei Macbook air, ha anche preso una posizione sul tema della riparabilità. In questo momento, gli unici portatili Apple su cui è possibile lavorare in maniera autonoma su diverse parti sono i MacBook Pro non Retina, anch’essi destinati a scomparire di qui a qualche anno.

Ma Apple non è l’unica azienda che si sta muovendo in questa direzione: moltre altre società stanno cercando soluzioni di design molto simili, che in pratica impediscono agli utenti di guardare all’interno dei computer  e di altri dispositivi elettronici appena acquistati. Ha fatto lo stesso Motorola con i suoi smartphone di fascia alta come il Razr MAXX Drod, la cui batteria non può essere rimossa. Anche i produttori di PC stanno iniziando a “bloccare” i propri computer, tanto da far dire ad un’istituzione quale “PCWorld” che i computer assemblati sono morti. Presto, tutti i PC saranno difficilissimi da aprire e quasi impossibili da aggiornare, se non con l’intervento della casa madre o di tecnici altamente specializzati.

Ma cosa ne pensato gli appassionati? Siamo destinati ad un futuro in cui l’hardware è sempre meno nelle nostre mani? Purtroppo, fatta qualche piccola eccezione, sembra proprio di sì: più il mondo hi-tech si evolve, meno spazio viene dato agli utenti per modificare in casa i proprio apparecchi.

Le case continueranno a realizzare dispositivi desiderati dall’utente medio e non si preoccuperanno di fornire il il cacciavite che consente di riparare quel computer o quel tablet appena acquistato. Questo perchè ormai l’utente medio si interessa sempre meno di questo aspetto, anche se continuerà ad esistere un mercato di nicchia fatto di appassionati e videogiocatori che avranno l’esigenza di aggiornare spesso il proprio PC.

Insomma, il tempo del cacciavite è ormai finito e ora dobbiamo affrontare l’era del locked-down tech.

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  • Halfbadtwin

    Diciamo che sono arrivato in tempo a modificare il mio macbook pro portandolo a 16 gb e 512 gb flash XD

  • matteo

    mai fatto un giretto a napoli vero?? no perché per me è tutto possibile… smonto qualsiasi cosa… capisco dove smontare un oggetto solo guardandolo… e su ebay c’è tutto quello che si vuole…persino prima che esca in commercio quel prodotto!

  • massimuzzo

    Apple è regina in questo. L’utente medio è un pirla che non deve toccare niente e pagare. Infatti continua a cercare di farsi pagare il secondo anno di garanzia (che dovrebbe essere gratuito) non informando che, per legge, è obbligatorio.
    Poi c’è la figuraccia della certificazione Epeat. Prima la toglie,sapendo benissimo che gli ultimi prodotti (ipad e macbook pro retina) non passeranno mai la certificazione. Poi la rimette dandosi il massimo del punteggio (ben sapendo che tra un po lo stesso ente di certificazione ne boccerà qualcuno).
    Io continuo a ordinare gli schermi dei cellulari in asia, senza nessuna problema per sostituirli.

  • Mrlele

    Peccato, anche se c’è da dire che con un qualunque Mac Book acquistato vai avanti anche troppo senza bisogno di up grade… Io ho un MacBook (non pro) del 2008 con 2GB di RAM, uno dei primi alluminio.. E sono passato da Leopard a Snow Leopard ed in seguito a Lion (ed oggi sto aggiornando a Montain Lion),, eppure va sempre una scheggia nonostante la poca memoria mi va lento solo quando uso Windows Vista virtualizzato su vmware..

  • massimuzzo

    Già vista va’ lento su un pc con 2 gb di ram. Virtualizzato è anche peggio.
    Passa a 7 o all’8 (questo ultimo molto meno dispendioso di ram)

  • http://www.facebook.com/jacques.fargion Jean Ja-q

    Siamo nell’era del consumismo!!..ti si è rotto? Buttalo e ricompralo! E poi dicono d salvaguardare l’ambiente!! Mah!

  • Tonino

    Sarebbe il male minore se riguardasse solo i computer. Ormai ti ritrovi le schede elettroniche assemblate e compattate anche nel gratta formaggio. Se rimani a piedi con la macchina devi chiamare il carro attrezzi perché non ci puoi mettere le mani. Una volta aprivi il cofano, toccavi qualche filo e ti rimettevi un marcia. Ecco perché stiamo tutti peggio.

    Il meccanico non lavora più perché le macchine hanno solo elettronica. Mio cugino ( tecnico TV ) non ripara più televisori perché è tutto assemblato e pieno di microprocessori. Voi credete che tutta questa elettronica crei benessere? Vi sbagliate di grosso. È solo un benessere finto. Il mio parere?

    Si stava meglio quando si stava peggio, cioè quando le cose si potevano aggiustare. Mangiavamo tutti, avevamo più soldi ed eravamo tuti più felici. Quindi, un bel vaff***lo a tutta questa tecnologia. 

  • Summer

    Veramente a me risulta che si smonta ancora tutto e si trova praticamente ogni pezzo di ricambio anche fai da te. Non capisco il senso di questo articolo

  • Summer

    La penso esattamente come te. I “tecnici altamente specializzati” mi fa un po’ ridere.

  • puah

    complimenti, un vero ladro napoletano che aiuta a infangare la già pessima reputazione dei napoletani! queste cose mi fanno sentire un po’ meno in colpa quando penso ai napoletani

  • Francesco

    Io apro e chiudo un netwinchPower senza problema nonostante sia una delle componenti extreus piu complicate da riprodurre in modalità powerplus. La particolarità dei microprocessori così ramificati ne fanno una vera propria difficoltà e se non hai un microscopio riparare e ampliare potenza e’ davvero impossibile. Occorre molto spesso quello che si chiama competenza tecnica. ..

  • http://www.facebook.com/EdoardoPratelli Edoardo Pratelli

    CTRL+C – CTRL+V da Wired Italia?

  • matteo

    varda che mi so veneto! so de treviso! ostregeta par me ghetu scambia? te digo soeo parche certe robe e so… e ricordate che i napoetani i xse furbi… pensa manco a to reputasion e si pi furbo! te ghe 100 anni se tutto va ben da vivar ‘na parte te te i si xsa magnai ciappandoeo in cueo da che altri… adesso xserca de allearte e mettarlo in cueo a che altri!
    trad. in italiano: guarda che io sono veneto! sono di treviso! per chi mi hai scambiato? dico queste cose perché le so…e ricordati che i napoletani sono furbi… pensa meno alla tua reputazione e sii più furbo! hai 100 anni da vivere se tutto va bene, una parte te li sei mangiati prendendolo in culo dagli altri… ora cerca di allearti e metterlo in culo agli altri!

  • Eolo87

    Pienamente d’accordo…

  • Eolo87

    Io dal canto mio posso dire che cerco di arrangiarmi, ho rotto lo schermo del mio iPhone 4 e col cavolo che spendevo 150€ alla
    Apple, ad un mio cliente l’hanno cambiato. Lo stesso anche se era un danno accidentale e quindi ci ho provato anche io,a niente da fare ho risolto cambiandoli da me (gia li riparo gli iPhone per hobby) e sono stato bravo perché ho rimesso anche tutti i sigilli dj garanzia…..

  • redfox

    si stava meglio quando si stava peggio non trovo lavoro non trovo parcheggio

  • Giuseppe

    Tutto questo ha un nome, si chiama obsolescenza programmata, un concetto nato in America dopo la crisi del ’29 e oggi è diventato più raffinato.

  • banned^^

    di sicuro non si stava meglio qnd si stava peggiom,ma che i pezzi di ricambio non si trovino come prima è verissimo….anche il padre della mia tipa riparAVA tv e ora nn lo fa + perchè sono tutte schede stampate..
    e se vuoi la conferma basta che prendi l’elenco del telefono di 10/15 anni fa e cominci a contare i negozi di riparazioni…poi conta quelli di oggi…se scopri che l’80% ha chiuso il motivo è quello dell’articolo
    il consumismo ci sta mettendo nella cacca
    15anni fa quando dalle mie parti ha aperto il carrefour erano tutti contenti..certo adesso ci sono tante famiglie che non hanno + il negozietto di alimentari…ma chissene se il formaggio lo paghi 20centesimi in meno e non sai da dove arriva veramente^^

  • Ruppolo

    È finita l’era del cacciavite? Beh, l’era del saldatore è finita 15 anni fa e nessuno ha brontolato. Il mondo va avanti.