
Apple avrebbe chiesto ad alcuni fornitori di ridurre la produzione dei componenti destinati ai due modelli iPhone 18 Pro, dopo una domanda iniziale inferiore alle aspettative.
A riportarlo è Nikkei Asia: per il solo mese di ottobre gli ordini di alcuni componenti sarebbero stati ridotti di almeno il 15% rispetto ai volumi inizialmente richiesti da Apple, con alcune fonti che parlano addirittura di tagli compresi tra il 15% e il 20%.
L’aumento di prezzo potrebbe iniziare a pesare
Uno dei fattori indicati dal report è abbastanza prevedibile: iPhone 18 Pro costa più del modello dello scorso anno.
Alla base ci sarebbe soprattutto il forte aumento del costo delle memorie, spinto dalla crescente domanda proveniente dal settore dell’intelligenza artificiale e dei data center. È un problema che negli ultimi mesi non ha riguardato soltanto iPhone, ma anche Mac e iPad.
Il tema delle memorie potrebbe aver inciso persino sulle caratteristiche finali dei nuovi modelli. iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max utilizzano 12 GB di RAM, la stessa quantità presente sugli iPhone 17 Pro, come confermato dai dati individuati in Xcode 27.
Secondo una recente indiscrezione, Apple avrebbe però valutato inizialmente configurazioni da 16 GB prima di tornare sui 12 GB, probabilmente anche per contenere i costi in un momento particolarmente complicato per il mercato delle memorie. La ricostruzione resta un rumor, ma si inserisce bene nel quadro generale della supply chain di questo periodo.
Quest’anno manca l’iPhone 18 “standard”
Interpretare questi numeri come un semplice “iPhone 18 Pro vende male” sarebbe comunque troppo semplicistico.
Apple ha infatti cambiato profondamente il calendario dei suoi smartphone: quest’autunno sono arrivati i modelli Pro e iPhone Duo, mentre iPhone 18, iPhone 18e e iPhone Air 2 sono attesi soltanto nella primavera del 2027.
Questo significa che il ciclo commerciale della gamma iPhone è molto diverso rispetto agli anni precedenti e che una parte degli utenti potrebbe semplicemente aspettare modelli meno costosi prima di cambiare smartphone.
In altre parole, il taglio degli ordini resta un segnale da non ignorare, ma andrà valutato nei prossimi mesi, soprattutto quando Apple avrà completato l’intera gamma iPhone 18.
Apple potrebbe aver trovato un limite agli aumenti?
Apple è riuscita per anni a spostare progressivamente verso l’alto il prezzo medio degli iPhone, accompagnando gli aumenti con maggiore capacità di archiviazione, nuovi servizi finanziari e programmi di permuta. Ma quando il modello Pro parte ormai da 1.199 dollari e alcune configurazioni arrivano oltre i 2.000 dollari, anche una clientela molto fedele può iniziare a rimandare l’acquisto.
Per ora si parla soltanto di ordini ai fornitori e non di dati ufficiali sulle vendite, quindi sarebbe prematuro parlare di flop. Il taglio del 15% resta però uno dei primi segnali concreti che l’aumento dei prezzi potrebbe avere un impatto sulla domanda reale, e sarà interessante capire se si tratta di una semplice correzione iniziale oppure dell’inizio di un trend più ampio.