
Tim Cook ha avuto un incontro con Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione Europea per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, per discutere dello stallo su Siri AI in Europa.
Secondo quanto riportato da Financial Times, il confronto è stato definito “costruttivo” da un portavoce dell’UE, anche se non sono emersi dettagli concreti su un possibile accordo.
Il tema è delicato: Apple vuole portare la nuova Siri AI anche agli utenti europei, ma teme di violare il Digital Markets Act se non garantirà agli assistenti concorrenti un livello di accesso equivalente alle funzioni di sistema.
Perché Siri AI non arriva subito in Europa
Alla WWDC 2026, Apple ha annunciato che Siri AI non sarà disponibile nell’Unione Europea con il lancio di iOS 27 e iPadOS 27.
L’azienda ha attribuito il ritardo al DMA, sostenendo che le regole europee sull’interoperabilità rendano complesso aprire funzioni profonde del sistema ad altri assistenti virtuali senza compromettere privacy e sicurezza.
Apple aveva proposto una soluzione chiamata Trusted System Agent, pensata come intermediario sicuro tra il sistema operativo e gli assistenti di terze parti. Secondo Apple, però, la Commissione non avrebbe accettato le soluzioni proposte né concesso una fase di transizione di 18 mesi.
La Commissione Europea ha respinto la ricostruzione di Apple. Secondo Bruxelles, il DMA non impedisce ad Apple di lanciare nuovi prodotti o servizi in Europa.
Il punto, per l’UE, è diverso: Apple deve garantire interoperabilità e accesso equo a funzioni equivalenti, rispettando però standard adeguati di privacy e sicurezza. In altre parole, Siri AI può arrivare in Europa, ma deve farlo dentro le regole previste per i gatekeeper digitali.
Il portavoce Thomas Regnier ha già chiarito che la decisione di non rilasciare Siri AI nell’UE è di Apple, non della Commissione.
Per Apple Siri AI è troppo importante
Siri AI è una delle funzioni centrali di iOS 27 e della nuova strategia Apple Intelligence. Non si tratta più del vecchio assistente vocale, ma di un sistema capace di comprendere il contesto personale, interagire con app, contenuti sullo schermo e informazioni dell’utente.
Proprio per questo, il nodo europeo è così delicato. Apple non può permettersi di lasciare fuori a lungo un mercato importante come l’Unione Europea, ma non vuole nemmeno aprire accessi profondi al sistema in un modo che considera rischioso.
Il coinvolgimento diretto di Tim Cook indica che il tema è ormai al livello più alto. Anche dopo il passaggio di consegne a John Ternus come CEO, Cook continuerà probabilmente ad avere un ruolo molto forte nei rapporti istituzionali globali di Apple.
Al momento non c’è una data per il lancio di Siri AI su iPhone e iPad nell’Unione Europea. Apple ha però confermato che continuerà a lavorare con i regolatori per trovare una soluzione.
Lo scenario più probabile è un compromesso tecnico e regolatorio: Apple potrebbe dover modificare il modo in cui Siri AI comunica con le funzioni di sistema, mentre l’UE dovrà valutare se le soluzioni proposte garantiscono davvero interoperabilità, privacy e sicurezza.
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