Privacy e carenza di personale stanno frenando Siri

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Siri non riesce a tenere il passo con gli assistenti virtuali di Amazon e Google non solo a causa di restrizioni create per proteggere la privacy, ma anche per i tanti dipendenti che hanno lasciato Apple e che si occupavano proprio di Siri.

Ad esempio, Amazon Alexa e Google Assistant usufruiscono entrambi dei dati utente memorizzati su cloud per migliorare l’assistente virtuale e consentirgli di “conoscere” sempre meglio l’utente e le sue preferenze. Tutto questo non è invece permesso da Apple, o comunque lo è in forma minore, a causa della forte politica di tutela della privacy portata avanti da Apple.

Soprattutto per questo motivo, molte persone che lavoravano a Siri hanno lasciato l’azienda; tra questi c’erano tantissimi ex-membri del team originale che aveva creato l’assistente virtuale prima dell’acquisizione da parte di Apple. Le perdite più importanti sono state quelle di Adam Cheyer e Dag Kittlaus, due dei principali sviluppatori della versione indipendente di Siri. Dopo aver abbandonato Apple, i due ingegneri hanno creato Viv che, a sua volta, è stato acquisito da Samsung e utilizzato come base dell’assistente virtuale Bixby.

Questo sentimento di ansia da parte dei dipendenti che lavorano a Siri è aumentato dopo il rilascio dell’Amazon Echo nel 2014, dispositivo che ha dimostrato come Apple stesse molto indietro nel campo degli assistenti virtuali.

 

Prodotti consigliati

In qualità di Affiliato Amazon, iPhoneItalia riceve un guadagno dagli acquisti idonei.
Offerte Amazon di oggi