
L’Unione europea vuole mettere nuove regole sull’accesso dei minori ai social network. La proposta, anticipata dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, punta a limitare l’uso delle piattaforme social da parte dei bambini sotto i 13 anni, con un accesso più graduale e controllato per gli adolescenti.
Non si parla ancora di una legge definitiva, ma di una direzione politica ormai abbastanza chiara. La Commissione dovrebbe presentare una proposta concreta dopo l’estate, probabilmente in occasione del discorso sullo stato dell’Unione di settembre.
Il punto centrale è questo: sotto i 13 anni, l’accesso ai social dovrebbe essere vietato o comunque fortemente limitato, salvo utilizzo supervisionato da genitori, insegnanti o figure responsabili. Dopo i 13 anni, invece, l’UE immagina un accesso progressivo, con più libertà man mano che aumenta l’età e solo se le piattaforme dimostrano di essere sicure e adatte agli adolescenti.
Von der Leyen ha spiegato che il tema non è più solo se i bambini siano esposti a rischi online, ma come dare loro un inizio più sicuro nel mondo digitale. La frase più forte è probabilmente questa: non si tratta solo di capire se i bambini possano accedere ai social, ma quando i social possano accedere ai bambini.
Molte piattaforme hanno già un’età minima dichiarata di 13 anni, ma nella pratica il controllo è spesso debole. Basta inserire una data di nascita falsa e l’account viene creato senza particolari ostacoli. È proprio questo il punto che l’UE vuole superare: trasformare una regola scritta nei termini di servizio in un obbligo reale.
La Commissione europea sta lavorando anche a soluzioni di verifica dell’età più rispettose della privacy. L’approccio ufficiale punta a permettere agli utenti di dimostrare di avere l’età richiesta senza condividere più dati personali del necessario. La soluzione europea di age verification è pensata per essere compatibile con i futuri wallet digitali dell’UE e potrebbe essere adattata anche a fasce come successive, finoa i 18 anni.
La proposta europea non guarda solo all’età. Il vero bersaglio sono anche alcune dinamiche dei social: feed infiniti, notifiche continue, autoplay, raccomandazioni aggressive e interfacce progettate per tenere gli utenti dentro l’app il più a lungo possibile.
von der Leyen ha citato proprio lo scroll infinito tra le funzioni “addictive” da affrontare, mentre l’UE ha già avvertito Meta sul possibile contrasto di alcune caratteristiche di Instagram e Facebook con le regole europee sulla sicurezza digitale.
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