Apple perde in Europa: iOS e App Store restano sotto le regole del DMA

Apple perde il ricorso contro l’UE: iOS e App Store restano gatekeeper secondo il Digital Markets Act.

Nuovo sistema di commenti
iPhoneItalia ha un sistema di commenti realtime tutto nuovo e nativo! Per commentare ti basta creare un account e potrai subito commentare.
Prova la nuova sezione commenti!
TLDR Riassumi

Europa

Apple ha perso un importante ricorso in Europa contro la sua designazione come “gatekeeper” ai sensi del Digital Markets Act.

Il Tribunale dell’Unione europea ha respinto le azioni presentate dall’azienda contro la decisione della Commissione europea relativa a iOS e App Store, confermando quindi che Apple resta soggetta agli obblighi previsti dal DMA per questi servizi. Anche il ricorso legato a iMessage è stato dichiarato inammissibile.

La decisione è importante perché rafforza la posizione dell’Unione europea nella lunga partita regolatoria contro le grandi piattaforme digitali. Per Apple, invece, è un nuovo passaggio negativo in una battaglia che non riguarda solo norme e tribunali, ma il controllo dell’ecosistema iPhone.

Apple resta gatekeeper per iOS e App Store

Il Digital Markets Act è la normativa europea pensata per limitare il potere delle grandi piattaforme digitali considerate “gatekeeper”, cioè servizi così centrali da diventare un punto di accesso quasi obbligato tra utenti, sviluppatori e aziende. Apple è stata designata come gatekeeper dalla Commissione europea per iOS, App Store e Safari il 5 settembre 2023, mentre iPadOS è stato aggiunto successivamente, il 29 aprile 2024.

Nel caso specifico, Apple contestava la designazione relativa a iOS e App Store. L’azienda ha sempre sostenuto che il DMA imponga obblighi sproporzionati e potenzialmente dannosi per privacy e sicurezza degli utenti. Il Tribunale UE, però, non ha accolto questa linea e ha confermato l’impostazione della Commissione.

In pratica, Apple dovrà continuare a rispettare le regole europee che hanno già portato a cambiamenti importanti su iPhone nell’Unione europea, come marketplace alternativi, nuove opzioni per i pagamenti, maggiore apertura verso browser e servizi di terze parti.

Perché il caso App Store è così delicato

Il punto centrale resta sempre lo stesso: su iPhone, per anni, App Store è stato l’unico canale ufficiale per distribuire app agli utenti. Secondo la logica del DMA, questo dà ad Apple una posizione di controllo molto forte, perché gli sviluppatori che vogliono raggiungere gli utenti iOS devono passare dalle sue regole, dalle sue commissioni e dai suoi processi di approvazione.

Apple, dal canto suo, continua a difendere il proprio modello sostenendo che controllo dell’App Store, revisione delle app e integrazione stretta tra hardware, software e servizi siano fondamentali per garantire sicurezza e privacy. È il solito equilibrio complicato: da una parte più apertura e concorrenza, dall’altra il rischio di frammentare un sistema che Apple ha sempre costruito intorno al controllo dell’esperienza utente.

La decisione europea non entra nel merito di ogni singola funzione introdotta o modificata da Apple, ma ribadisce un principio: iOS e App Store sono piattaforme centrali e devono rispettare le regole pensate per i gatekeeper.

iMessage resta fuori dal DMA, ma il ricorso Apple non passa

C’è poi il capitolo iMessage. La Commissione europea aveva aperto un’indagine per capire se anche il servizio di messaggistica Apple dovesse rientrare tra i gatekeeper, ma nel febbraio 2024 aveva deciso di non designarlo come tale. Il motivo di fondo è che, in Europa, iMessage non ha lo stesso peso che ha negli Stati Uniti, dove la distinzione tra “bolle blu” e “bolle verdi” è molto più rilevante.

Apple ha comunque provato a contestare alcuni aspetti legati alla classificazione di iMessage, probabilmente anche per evitare possibili problemi futuri. Il Tribunale UE ha però dichiarato inammissibili le azioni relative al servizio, chiarendo che iMessage non è oggi soggetto agli obblighi DMA come gatekeeper.

È un punto importante, perché su iMessage Apple ottiene di fatto il risultato più utile: il servizio resta fuori dagli obblighi più pesanti del DMA. Ma sul piano processuale, il ricorso non porta a un successo per l’azienda.

La partita non è necessariamente finita. Apple può ancora rivolgersi alla Corte di giustizia dell’Unione europea, il livello più alto del sistema giudiziario UE. Reuters segnala che la società non ha ancora annunciato formalmente un nuovo ricorso, ma ha ribadito le sue critiche al DMA, sostenendo che le regole europee rischiano di indebolire protezioni costruite in anni di lavoro su privacy e sicurezza.

Cosa cambia per gli utenti europei

Nel breve periodo non cambia nulla di immediatamente visibile. Gli utenti europei continueranno a usare iPhone con le modifiche già introdotte per adeguarsi al DMA. Il vero effetto della sentenza è più strategico: Apple perde un argomento importante contro la normativa europea e dovrà continuare a muoversi dentro quel perimetro.

Per gli sviluppatori, la decisione rafforza il quadro aperto dal DMA. Le alternative all’App Store e ai sistemi tradizionali di pagamento restano parte della nuova realtà europea, anche se con molte condizioni, limiti tecnici e regole imposte da Apple.

Per gli utenti, invece, la questione resta più sfumata. Più scelta può essere positiva, ma solo se accompagnata da informazioni chiare, controlli efficaci e un’esperienza che non diventi più confusa. Il rischio, come spesso accade, è che una battaglia nata per semplificare e aprire finisca per diventare difficile da capire per chi usa semplicemente l’iPhone ogni giorno.

Prodotti consigliati

In qualità di Affiliato Amazon, iPhoneItalia riceve un guadagno dagli acquisti idonei.
Offerte Amazon di oggi