Gli Stati Uniti vogliono “Termini e Condizioni” facili da comprendere per tutti

Apple e altre aziende tech potrebbero presto essere obbligate a rendere i "Termini e Condizioni" più semplici da comprendere.

Un disegno di legge che sarà presto votato dal Congresso degli Stati Uniti potrebbe obbligare siti Web, produttori di app e aziende tech che gestiscono sistemi operativi e servizi a rilasciare Termini e Condizioni “in un linguaggio facile da comprendere per tutti“.

Da anni, i Termini di servizio condivisi dalle aziende tech (e non solo) sono eccessivamente lunghi, scritti spesso in burocratese/legalese e molto difficili da comprendere per l’utente medio. Queso si traduce spesso in accettazioni passive da parte dei clienti che, il più delle volte, nemmeno iniziano a leggere i Termini e Condizioni proposti da un determinato servizio o prodotto.

Il nuovo disegno di legge proposto al Congresso degli Stati Uniti mira proprio a rendere i Termini e Condizioni molto più semplici da comprendere per l’utente finale.

Uno studio del 2012 ha rilevato che ci vorrebbero 76 giorni lavorativi per l’americano medio per leggere gli accordi che le aziende tecnologiche utilizzano. Tra l’altro, come accennato prima, a causa del linguaggio complicato e della lunghezza di molti documenti relativi ai termini di servizio, la stragrande maggioranza degli utenti accetta senza leggere alcuna parte del contratto.

Lori Trahan, tra le promotrici del progetto di legge:

Per troppo tempo, gli accordi generali sui termini di servizio hanno costretto i consumatori ad “accettare” tutte le condizioni di un’azienda o a perdere completamente l’accesso a un sito Web o a un’app. Nessuna negoziazione, nessuna alternativa e nessuna scelta reale. Per portare ulteriormente la decisione a loro favore, molte aziende progettano contratti inutilmente lunghi e complicati, sapendo che gli utenti non hanno la competenza e il tempo per leggere lunghi documenti legali quando stanno semplicemente cercando di inviare un messaggio a una persona cara o fare un acquisto online. Il potenziale di abuso è ovvio e alcuni malintenzionati hanno scelto di sfruttare questi accordi per espandere il loro controllo sui dati personali degli utenti e proteggersi dalle responsabilità. Questo è un problema che trascende i partiti politici e richiede soluzioni come il TLDR Act per garantire trasparenza e maggiore potere ai consumatori.

Già dal 2020, Apple ha migliorato un po’ la situazione obbligando gli sviluppatori e inserendo per le proprie app iOS le cosiddette “etichette per la privacy“, che riassumono in poche parole e in modo chiaro a quali dati accedono le singole app.

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