Storia triste del tasto Home: da segno distintivo degli iPhone fino al pensionamento!

03 marzo 2019 di Giuseppe Migliorino (@GiusMigliorino)

Una volta era un quadrato bianco con bordi arrotondati incastonato in un cerchio, poi è diventato un anello circolare con cornice argentata. Oggi il tasto Home non esiste più.

I tasti hardware sono destinati a sparire del tutto con il passare degli anni, per fare spazio a soluzioni software che garantiscono una maggiore durabilità nel tempo. Il tasto Home ne è l’esempio lampante.

Da sempre icona degli iPhone, questo tasto ha rappresentato la croce e la delizia di Apple. Essendo il tasto più cliccato su qualsiasi iPhone, molti modelli hanno sofferto di seri problemi che hanno obbligato gli utenti ad attivare via software soluzioni alternative virtuali previste da iOS. Essendo un tasto meccanico, infatti, polvere, sabbia, continui utilizzi e piccoli urti ne potevano compromettere del tutto il funzionamento.

Ma quei primi tasti Home su iPhone 2G, iPhone 3GS o iPhone 4 hanno fatto la storia di questo prodotto, trasformandosi ben presto nel segno distintivo degli smartphone Apple. Solo schermo, tutto touch, un solo tasto fisico. Nessuno, prima del 2007, aveva osato tanto. E oggi, basta vedere un’immagine anche zoomata di un tasto Home e chiunque saprebbe dire che si tratta di un iPhone.

Tra l’altro, il tasto Home dell’iPhone 2G serviva solo per tornare nella schermata principale o per attivare il telefono dalla modalità standby. Le funzioni si sono poi evolute nel tempo, consentendo agli utenti di effettuare tantissime operazioni con il tasto Home: confermare un pagamento Apple Pay, sbloccare l’iPhone tramite impronte digitali, attivare alcune funzioni di iOS (come il pannello multitasking) e tanto altro.

Ci sono voluti 9 anni prima che il tasto Home fisico iniziasse ad andare in pensione. L’iPhone 7, infatti, è stato il primo smartphone Apple ad utilizzare sì un cerchio, ma con una soluzione non meccanica. Il tasto Home su iPhone 7 e 7 Plus e ha introdotto un pulsante a stato solido con un sensore capace di misurare la pressione delle dita. Per la prima volta, Apple quindi è passata da un pulsante meccanico ad un pulsante fisso che funzionava grazie ad un sensore per il riconoscimento della pressione e ad un motorino interno chiamato Taptic Engine, capace di fornire un feedback aptico che simulava la pressione del pulsante.

Questa soluzione, non affatto banale e semplice da implementare, ha risolto il grave problema dei tasti Home fisici che dopo un po’ di tempo iniziavano a funzionare male.

Malgrado questa soluzione, il tasto Home aveva un altro problema: occupava troppo spazio, limitando la possibilità di aumentare le dimensioni dello schermo senza creare dispositivi troppo grossi da tenere in mano.

Arriviamo quindi all’iPhone X, dispositivo con cui Apple ha completato la parabola del tasto Home eliminandolo del tutto. iPhone X si presenta con uno schermo edge-to-edge e tutte le funzioni del tasto Home sono state sostituite da varie gesture o dagli altri tasti fisici come quelli del volume (ad esempio per il riavvio forzato).

L’eliminazione del tasto Home ha consentito ad Apple di aumentare l’impermeabilità degli iPhone, di creare uno schermo (quasi) privo di cornici e di realizzare un dispositivo sicuramente più bello.

Ci sono voluti 10 anni e un processo graduale, ma alla fine Apple ha eliminato il tasto Home dai suoi iPhone. La morale di questa breve storia triste è che qualsiasi pulsante fisico, anche il più bello, è destinato a fallire per un motivo o per un altro.

Per quanto iconico, i difetti del tasto Home e tutti i suoi limiti hanno portato Apple a pensionarlo per sempre.

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