Pamu Scrolls, abbiamo finalmente gli AirPods Killer? – RECENSIONE

29 novembre 2018 di Luca Ansevini

L’introduzione degli AirPods nel 2017 ha portato sul mercato degli auricolari una grande ventata di novità, introducendo una tipologia di prodotto come quello degli auricolari full wireless che ha dato seguito ad un sacco di tentativi di imitazione spesso con risultati a dir poco imbarazzanti.

Prima di approcciarsi ad un paio di auricolari della concorrenza è sempre importante tenere a mente un fondamentale concetto; sul mercato ad oggi non esiste un vero concorrente degli AirPods in quanto senza l’utilizzo del chip W1 è impossibile offrire la stessa integrazione, praticità e le medesime prestazioni offerte degli auricolari made in Apple.

E’ tuttavia possibile individuare una serie di prodotti che per qualità e caratteristiche si avvicinano agli inarrivabili auricolari Apple ed in questa categoria di prodotti rientrano assolutamente le Pamu Scrolls, gli auricolari di Padmate oggetto per diversi mesi di una campagna di crowdfounding e ormai in procinto di arrivare sul mercato per tutti.

Design

Pamu Scrolls sono un prodotto che colpisce sotto molteplici aspetti a cominciare da quello estetico. Gli auricolari sono infatti contenuti all’interno di un elegante case di forma cilindrica realizzato in eco pelle con chiusura magnetica, dall’aspetto decisamente premium e molto piacevole non solo alla vista  ma anche al tatto nonostante la forma e le dimensioni non proprio ridotte penalizzino il confort all’interno delle tasche; scordatevi insomma di inserire la custodia nella tasca dei jeans senza percepirne l’ingombro.

La stessa custodia è dotata di un connettore di ricarica microUSB (si, ancora…) e quattro LED per indicare lo stato di carica del case il quale, analogamente agli AirPods ed altri auricolari simili, offre una batteria incorporata in grado di ricaricare gli auricolari una volta riposti nell’astuccio; esso stesso può essere ricaricato non solo tramite cavo in dotazione ma anche in modalità wireless grazie ad un modulo venduto a parte al costo di 10 dollari che abilita la ricarica wireless di case e auricolari. L’alloggiamento è magnetico e li mantiene ben saldi alla base durante la ricarica.

Il prodotto è disponibile in quattro diverse varianti (Rock’n’Roll è quella da noi recensita) che differiscono tra loro per il colore della pelle che riveste l’astuccio oltre che per la trama incisa su di essa. Resta ovviamente da valutare come questo tipo di materiale sentirà il peso del tempo, tuttavia dopo diversi giorni di utilizzo abbiamo potuto constatare la buona qualità dei materiali utilizzati che sembrano conservare buona brillantezza.

Confort e funzionalità

Gli auricolari Pamu Scrolls sono di tipologia in-ear ma grazie ai diversi gommini in dotazione nella scatola si adattano perfettamente al condotto dell’orecchio, con un confort decisamente elevato a patto ovviamente di apprezzare questo genere di prodotti. La certificazione IPX6 garantisce un alto grado di resistenza contro i liquidi rendendo questi auricolari ottimi non solo per il normale utilizzo di tutti i giorni ma anche per chi pratica attività sportiva. Su entrambi gli auricolari è presente un microfono e una superficie tattile che vi consentirà di gestire tramite tocco la riproduzione della musica e altre funzionalità.

Il pairing dei Pamu Scrolls è davvero molto rapido e vi basterà semplicemente estrarre gli auricolari dall’astuccio per accenderli e associarli al vostro dispositivo, con l’apprezzabilissima possibilità di utilizzarli sia in simultanea che singolarmente. Il bluetooth 5.0 garantisce una connessione stabile sia tra i singoli auricolari che tra auricolari e sorgente; solo in un paio di sporadici casi i Pamu Scrolls hanno presentato problemi nel pairing ma è bastato riporre ed estrarre nuovamente gli auricolari dal case per risolvere il problema.

Con un singolo tocco su entrambi gli auricolari sarà possibile mettere in pausa la riproduzione della musica, avviarla nuovamente oppure rispondere ad una telefonata in entrata. La situazione diventa leggermente più complessa invece nel caso del doppio tocco che si differenzia a seconda dell’auricolare; con un doppio tocco su quello destro è possibile skippare al brano successivo mentre con un doppio tocco su quello sinistro andrete a richiamare l’assistente vocale del vostro dispositivo, ovvero Siri o Google Assistant.

Tale scelta non ci ha lasciato pienamente soddisfatti in quanto rende di fatto meno pratico l’utilizzo di un solo auricolare e ci obbliga ad indossarli entrambi qualora si abbia la necessità di fruire di tutti i comandi a disposizione. Non è possibile skippare alla traccia precedente così come aumentare o diminuire il volume in cuffia, mancanze sicuramente importante ma che viene in parte mitigata se siete possessori di un Apple Watch.

Qualità di riproduzione e microfono

La qualità di riproduzione musicale di questi auricolari è sicuramente uno dei punti di forza di Pamu Scrolls, capaci di offrire un livello di ascolto della musica strabiliante considerato il tipo di prodotto. Non è insolito ritrovare in questo genere di prodotti un’elevato livello di distorsione e un’equalizzazione spesso eccessivamente sbilanciata verso le basse o alte frequenze.

Non è però il caso di questi due pregevoli auricolari, che offrono un’equalizzazione capace di offrire un sound bilanciato e adatto a tutti i palati; i bassi sono presenti ma mai eccessivamente invadenti e il tutto risulta tarato alla perfezione per adattarsi al meglio a tutti i generi musicali, dal semplice rock acustico al metal più estremo. Anche il volume non elevatissimo, spesso tallone d’Achille di molti prodotti simili, contribuisce ad una maggior definizione del suono che risulta più pulito grazie anche alla cancellazione passiva dei rumori di fondo offerta dalla conformazione in-ear di questi auricolari.

Decisamente meno positiva la situazione riguardante i microfoni che soffrono moltissimo di distorsione e perdita di qualità in esterna; scordatevi insomma che l’interlocutore di una telefonata riesca a capirvi sempre bene nel traffico o in situazioni dove il rumore esterno è senza dubbio più percettibile. Tale problema investe anche l’assistente vocale Siri, molto difficile da utilizzare all’esterno per quanto riguarda la dettatura di un messaggio che spesso viene compresa male obbligando alla ripetizione o alla modifica manuale del testo.

Se da un lato insomma possiamo ritenerci più che soddisfatti dalla qualità del sound in cuffia altrettanto non possiamo dire per i microfoni, penalizzati non poco probabilmente anche dalla posizioni molto lontana dalla bocca.

Autonomia

L’autonomia è sicuramente un altro grande punto di forza di Pamu Scrolls. Gli auricolari offrono infatti un’autonomia di ascolto musicale quantificabile con una media di 3 ore e mezza circa con una singola carica. 

L’astuccio in dotazione è in grado di offrire quasi 3 ricariche complete degli auricolari, un risultato decisamente positivo e per larga parte superiore alla media. Come accade purtroppo anche su altri prodotti, la ricarica va piano piano ad esaurirsi anche con gli auricolari riposti nell’astuccio ma questo è il piccolo prezzo da pagare per avere un dispositivo always on sempre pronto in pochi istanti, una comodità decisamente elevata in rapporto al piccolo pegno richiesto.

Conclusioni

Ad oggi ancora non esiste un vero e proprio surrogato degli AirPods per integrazione e funzionalità, tuttavia questi Pamu Scrolls si configurano come la migliore alternativa disponibile sotto il profilo della qualità musicale, delle funzionalità e dell’autonomia ma anche un grande prodotto in senso assoluto. Certamente alcuni aspetti potevano essere pensati in modo differente ma le imperfezioni fanno parte del gioco e sicuramente nella nutrita schiera di prodotti di concorrenza i Pamu Scrolls sono uno dei prodotti più interessanti disponibili sul mercato.

E’ ancora possibile acquistarli mediante Indiegogo ad un prezzo tutto sommato molto competitivo di 80 dollari che sarà però destinato a salire fino a 149 dollari una volta che questi auricolari saranno ufficialmente disponibili sul mercato, un prezzo che pone senza dubbio qualche riflessione in più ma che non risulta elevato in rapporto a quanto offerto dai competitors sul mercato.

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