Qualcomm è obbligata a concedere le sue licenze a Intel, Apple non tratta

07 novembre 2018 di Giuseppe Migliorino (@GiusMigliorino)

Il giudice distrettuale degli Stati Uniti Lucy Koh ha emesso una sentenza preliminare contro Qualcomm nella causa antitrust della Federal Trade Commission. Intanto, Apple non sembra disposta ad avviare nuove trattative per risolvere la questione legale. 

Con questa sentenza, Qualcomm è obbligata a concedere in licenza a Intel e ad altre società alcuni brevetti relativi ai chip modem per smartphone. L’azienda era infatti stata accusata di costringere aziende come Apple ad acquistare i propri chip wireless, in cambio di migliori tariffe di royalty.

Il fatto che Qualcomm debba concedere queste licenze a Intel interessa anche Apple, visto che proprio Intel è al momento l’unico fornitore dei chip modem sui nuovi e prossimi iPhone. Il caso della FTC è direttamente collegato all’azione legale di Apple risalente a gennaio 2017.

Intanto, secondo Reuters Apple e Qualcomm non si sarebbero riavvicinate per avviare nuove trattative e risolvere la disputa legale. Una fonte anonima vicina agli ambienti Apple avrebbe detto che l’azienda non ha alcuna intenzione di avviare nuove discussioni con Qualcoom e che non ci sono accordi in vista.

Questo significa che si andrà a processo nel 2019, a meno che le due aziende non decidano di raggiungere un improbabile accordo.

Ricordiamo che Qualcomm e Apple sono da tempo protagoniste di una dura battaglia legale. Tutto è iniziato con una denuncia da parte di Apple, nella quale si affermava che Qualcomm aveva richiesto pagamenti per royalties di brevetti di cui non deteneva alcun diritto, arrivando a chiedere fino ad 1 miliardo di dollari per assicurare le forniture dei processori baseband degli iPhone. In totale, Qualcomm avrebbe “estorto” ad Apple 1 miliardo di dollari, che ora l’azienda richiede nella querela presentata nei mesi scorsi. Apple accusa Qualcomm anche di aver illecitamente aumentato i prezzi rispetto alla concorrenza, giocando proprio sulle non veritiere – dice Apple – royalties. In pratica, per gli avvocati di Apple, Qualcomm ha usato il suo “potere di monopolio” per non rispettare gli impegni FRAND (quelli che obbligano a concedere alcuni brevetti considerati standard del settore in modo equo, ragionevole e non discriminatorio) , facendo quindi pagare royalties molto più alte. La contro querela  presentata da Qualcomm nega queste accuse e parla di semplice volontà dell’azienda di Cupertino di avere minori costi di licenza..

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