Trump blocca la trattativa Broadcom-Qualcomm per motivi di sicurezza nazionale [AGGIORNATO]

14 marzo 2018 di Giuseppe Migliorino (@GiusMigliorino)

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha emesso un ordine che va a bloccare qualsiasi tipo di fusione tra i giganti dei semiconduttori Broadcom e Qualcomm, affermando che la decisione è stata presa per proteggere la sicurezza nazionale.

AGGIORNAMENTO 14/08: dopo la decisione del presidente Trump, Broadcom ha ufficialmente deciso di abbandonare le trattative con Qualcomm e di non procedere con l’acquisizione.

Ricordiamo che Broadcom ha avanzato diverse proposte per l’acquisizione di Qualcomm, con l’ultima offerta pari a 121 miliardi di dollari. L’accordo sembrava ormai vicino, malgrado l’intromissione di Intel, ma ora tutto è stato bloccato dall’amministrazione Trump.

Nell’ordine che blocca qualsiasi tipo di fusione tra le due aziende si legge quanto segue: “Ci sono prove credibili che se la Broadcom, azienda con sede a Singapore, avesse preso il controllo di Qualcomm, azienda con sede negli Stati Uniti, ci sarebbero potute essere minacce che avrebbero compromesso la sicurezza nazionale degli Stati Uniti“.

Sembra che Broadcom fosse a conoscenza del fatto che Trump e il suo Dipartimento di Giustizia avrebbero potuto bloccare la fusione per questi motivi e ha cercato di trovare una soluzione nelle ultime settimane. Non è un caso se l’azienda è attualmente vicina a spostare la sua sede da Singapore agli Stati Uniti, proprio per superare qualsiasi tipo di divieto da parte di Trump. Queste le parole di un portavoce di Broadcom: “Le preoccupazioni per la sicurezza nazionale non rappresentano un rischio per la chiusura delle trattative, in quanto Broadcom non ha intenzione di acquisire Qualcomm prima di completare la ridomiciliazione negli Stati Uniti”.

Apple guarda con molta attenzione lo sviluppo di questa vicenda. Come saprete, infatti, Qualcomm e Apple sono da mesi protagoniste di una dura battaglia legale. Tutto è iniziato con una denuncia da parte di Apple, nella quale si affermava che Qualcomm aveva richiesto pagamenti per royalties di brevetti di cui non deteneva alcun diritto, arrivando a chiedere fino ad 1 miliardo di dollari per assicurare le forniture dei processori baseband degli iPhone. In totale, Qualcomm avrebbe “estorto” ad Apple 1 miliardo di dollari, che ora l’azienda richiede nella querela presentata nei mesi scorsi. Apple accusa Qualcomm anche di aver illecitamente aumentato i prezzi rispetto alla concorrenza, giocando proprio sulle non veritiere – dice Apple – royalties. In pratica, per gli avvocati di Apple, Qualcomm ha usato il suo “potere di monopolio” per non rispettare gli impegni FRAND (quelli che obbligano a concedere alcuni brevetti considerati standard del settore in modo equo, ragionevole e non discriminatorio) , facendo quindi pagare royalties molto più alte. La contro querela  presentata da Qualcomm nega queste accuse e parla di semplice volontà dell’azienda di Cupertino di avere minori costi di licenza.

L’acquisizione da parte di Broadcom potrebbe porre fine a ogni tipo di causa legale.

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