Apple ha di nuovo uno spirito irriverente

Tim Cook è un bravo dirigente, Jony Ive è un genio del design, Cue e Federighi sanno il fatto loro quando si parla di software ma, dopo la scomparsa di Steve Jobs, in Apple è sempre mancata quella persona un po’ sopra le righe, particolare, originale e irriverente. Per il New York Times questa persona ora c’è e si chiama Jimmy Iovine.

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Proprio come Steve Jobs, Iovine non ama le convenzioni e ritiene che le regole sono fatte per essere infrante. E’ entrato da un giorno in Apple e cosa dice degli auricolari EarPods? Che sono pessimi, degli elicotteri che suonano come zanzare. Insomma, nessun pelo sulla lingua e voglia di far capire come si muoverà l’azienda in futuro, almeno sulla musica.

L’accordo Beats-HP? Semplicemente un matrimonio di convenienza che terminerà quando il contratto sarà scaduto: “I computer sono fatti per parlare, ma ad eccezione di Apple ogni altro computer suona come un televisore portatile. Beats si è accordata con HP per offrire altoparlanti di alta qualità, ma questo accordo non sarà confermato”. 

Hollywood? “Disperatamente insicuri“. Silicon Valley? “Troppo sicuri di sé“.

Iovine avrà il suo ufficio a Cupertino, ma chi lo conosce sa bene che non rimarrà mai seduto dietro ad una scrivania. Non è nelle sue corde. Lui ama muoversi, scoprire, parlare, trovare cose nuove per il futuro. Certo, non sarà mai un visionario come Steve Jobs nel campo della tecnologia, ma ha quel carisma e quella irriverenza che da qualche anno mancavano tra le mura di Cupertino.

Lui non è un tipo che si accontenta della cultura della Silicon Valley, fatta di algoritmi da padroneggiare. Quelle misteriose formule matematiche che determinano i risultati di ricerca su Google o Facebook non fanno per lui: Iovine vuole portare l’arte nella tecnologia, e lo ha detto senza mezzi termini.

E quando gli chiedi come mai Beats Music abbia così pochi utenti (250 mila), lui risponde che è troppo presto per giudicare e che “l’importante è aver creato il prodotto giusto“. Spotify, invece, ha un modello di business che non funziona: “dovrebbe avere 10 milioni di utenti solo negli USA, e invece li raggiunge a stento in tutto il mondo”. 

Lo spirito irriverente di Iovine ad alcuni ricorda quel famoso “campo di distorsione della realtà” tanto caro a Steve Jobs. Lui ama associare la “spacconeria” agli affari, come quando dice che Beats ha speso “zero dollari in marketing” nei primi tre anni di vita, basandosi soltanto sull’attenzione dei media: “Sapevamo come sfruttarli e lo abbiamo fatto“.

Per tutti, Mr. Iovine è una forza della natura. Sarà anche la forza della nuova Apple?

 

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