7 notizie per 7 giorni: nuovo appuntamento con la rubrica hi-tech di iPhoneItalia

02 ottobre 2011 di Giuseppe Migliorino (@GiusMigliorino)

Chi possiede un iPhone è, nella maggior parte dei casi, anche un appassionato di tecnologia, come lo siamo noi di iPhoneItalia. Proprio per questo abbiamo deciso di creare una nuova rubrica, denominata “7 notizie per 7 giorni”, nella quale verranno riassunte le 7 notizie di tecnologia più interessanti e curiose della settimana, ma non riguardanti propriamente il mondo iPhone. Un modo per discutere insieme di tecnologia e non far mancare nulla ai nostri lettori! Eccoci arrivati ad un nuovo appuntamento.

 

 L’Italia sempre più “mobile”: 20 milioni di smartphone

L’Italia si conferma uno dei paesi al mondo con la maggiore presenza di smartphone in rapporto alla popolazione. Un recente studio, infatti, dimostra che gli smartphone in Italia sono 20 milioni (stime aggiornate a marzo) e il trend è in costante crescita. Il fenomeno smartphone è destinato a cambiare radicalmente le logiche di relazione e interazione tra aziende e consumatori, diventando un importante risorsa di crescita per l’economia del nostro paese. Rispetto al 2010, inoltre, abbiamo avuto un incremento di smartphone pari al 52%: più della metà dei suoi utilizzatori non ne può fare a meno e lo utilizza ovunque, da casa, fuori casa e in ufficio. In casa, lo smartphone viene utilizzato insieme ad altri dispositivi multimediali: mentre si ascolta musica, si guarda la TV o si naviga su interne con il computer. Il 39% degli intervistati è convinto che incrementerà il numero delle attuali applicazioni presenti sul proprio dispositivo nell’arco di 12 mesi da ora. Attualmente gli italiani hanno in media 19 applicazioni, di cui 4 acquistate mentre ne utilizzano quotidianamente con una certa frequenza un totale di 7.

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Facebook ci osserva anche una volta sloggati?

Nik Cubrilovic afferma che Facebook ci osserva anche una volta sloggati dal noto social network. Secondo le informazioni rivelta da Cubrilovic, infatti, Facebook andrebbe ad alterare alcuni cookies traccianti una volta effettuata l’operazione di log out, invece che eliminarli. Le informazioni relative all’account, quindi, rimangono presenti all’interno dei cookies. Questo significa che, ogni volta che si utilizza un widget facebook (come ad esempio il “mi piace”), il browser continuerà ad inviare informazioni identificabili a Facebook. I test analizzano il comportamento di alcuni cookies creati e gestiti dalle API di Facebook: le righe di codice dimostrano, dati alla mano, come questi dati rimangano in memoria dei cookies e non vengano cancellati dal sistema.

La risposta di Facebook non si è fatta attendere e arriva tra i commenti della notizia. A rispondere è Arturo Bejar, ingegnere di Facebook che spiega come i dati registrati siano importanti per prevenire spam, phising, e altre possibili falle di sicurezza. Tra le frasi riportate da Bejar spunta tra tutte questa: “Also please know that also when you’re logged in (or out) we don’t use our cookies to track you on social plugins to target ads or sell your information to third parties – Vorrei evidenziare come quando voi siate loggati o sloggati, non usiamo i nostro cookies per raccogliere informazioni su di voi per i nostri plug-in o per la pubblicità o per vendere le informazioni ad altri”.

L’analisi di Cubrilovic riaccende le polemiche attorno al comportamento di Facebook e il trattamento dei dati raccolti durante l’utilizzo, da parte dell’utente finale, del social network.

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Anche tu cerchi la parola Zombie su Google?

Di studi bizzarri ne abbiamo letti tantissimi, ma quello condotto dalla Oxford Internet Institute è davvero particolare: dove vengono effettuate maggiormente ricerche su Google della parola “zombie”? La mappa mostra i punti in cui il termine “zombie” è più usato nelle ricerche su Google. Le aree maggiormente interessare agli zombie sono gli Stati Uniti, l’Europa, i Giappone e un pezzetto di Australia. Insomma, dove si vive bene… si ha il tempo di cercare Zombie su Google.

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 Aquos Sharp, il primo televisore da 80 pollici disponibile per la vendita

E’ di Sharp il primo televisore da 80 pollice disponibile per la vendita: si tratta di un LCD full HD a 1080p, che gira obbligatoriamente a 120Hz per mantenere fluidità nelle azioni veloci e nei giochi. Il rapporto del contrasto è pari a 6 a 1.Questo modello implementa il WiFi per connetterò ad internet e ha due porte USB utili per riprodurre immagini, video e musica da altre fonti. Manca, invece, il 3D. Prezzo? 5.500$.

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 UE: “Rafforziamo la sicurezza dei minori sul web”

Secondo uno studio effettuato dall’Unione Europea, le risorse online più sicure per i minori sono Habbo e Xbox Live, mentre tra le meno sicure figurano Dailymotion e Windows Libe, dato che consentono di inviare messaggi privati anche ai profili dei minori. Per questo, l’UE chiede di applicare un accordo per una rete più sicura, soprattutto relativamente ai social network sempre più usati dai minori. Le società che, al momento, hanno sottoscritto l’accordo sono: Arto, Bebo, Dailymotion, Facebook, Giovani, Google, Hyves, Microsoft Europe, MySpace, Nasza-Klasa, Netlog, One, Rate, Skyrock, VZnet, Netzwerke, Stardoll, Sulake, Tuenti, Yahoo! Europe e Zap.

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La macchina fotografica-fiona, per foto mai banali!

Siete stanchi delle solite banali foto scattate ad amici e parenti? Allora acquistate la macchina-fotografica fionda, o meglio… sperate che venga presto prodotta. Al momento, infatti, si tratta solo di un concept. La macchia-fionda prevede che chi scatta la foto tiri l’elastico indietro e punti la fionda sul soggetto da immortalare. La macchina scatta la foto nell’istante precisi o in cui il soggetto pensa di essere stato colpito. Per scatti davvero “originali”.

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 E questo è…

Cos’è la foto che vedete in alto? Qualche microbo visto al microscopio? Degli addobbi natalizi originali? Niente di tutto ciò! La foto mostra, infatti, il polo sud di Marte e quelle che sembrano isole altro non sono che delle cavità. Ad ogni estate marziana, parte i della calotta di anidride carbonica ghiacciata evaporano sotto forma di gas, lasciando dietro di sé delle vere e proprie buche. Quando poi il clima diventa più rigido, allora le buche si colmano nuovamente di anidride carbonica solida. Gli scienziati non sanno ancora di che materiale sia fatto il bordo marrone.

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