Su PlayBoy di maggio l’intervista integrale a Steve Jobs del 1985, dove il CEO di Apple predisse anche il futuro!

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Chi si è avvicinato al mondo Apple da poco e solo grazie all’iPhone, avrà imparato a conoscere uno Steve Jobs molto puritano, sempre puntuale nel ribadire che Apple è contro la diffusione di materiale erotico tramite i suoi dispositivi e sempre molto ermetico nel rilasciare dichiarazioni pubbliche. Ma tanti anni fa il giovane Steve era decisamente più open-minded e molto più disponibile al pubblico, a tal punto da rilasciare un’indimenticabile intervista niente poco di meno che a PlayBoy… Si si avete sentito bene, proprio PlayBoy, il noto mensile erotico che da mesi cerca di essere approvato in versione digitale su iOS ma senza successo. Di seguito il testo integrale di quell’intervista che vi consigliamo di leggere per intero. Scoprirete perchè Steve Jobs è considerato uno dei più grandi visionari dell’era digitale!

A 23 anni era già multimilionario, eppure il suo lavoro era solo all’inizio. Sulla soglia dei 30 anni, nel 1985, il genio papà del Macintosh ripercorre con Playboy i suoi primi successi predicendo il futuro informatico del mondo.

Ha creato il primo computer del pianeta dotato di mouse ed icone grafiche, ma la rivoluzione informatica che porta il suo volto non ha riguardato solo la fine degli anni Settanta bensì si è mantenuta viva fino ai giorni nostri. Infatti Steve Jobs, cofondatore della Apple e padre del Macintosh, il computer più famoso del mondo, tutt’oggi continua a stupirci con le creazioni più all’avanguardia, ultima fra tutte il già celebre iPad. Concreto ma anche idealista, Jobs, appena ventinovenne, raccontava a Playboy i retroscena della svolta elettronica che cambiò per sempre il mondo.

Playboy: Siamo sopravvissuti al 1984 e i computer non hanno preso possesso del mondo. Se c’è un responsabile della loro proliferazione quello sei tu, padre appena 29enne di questa rivoluzione. Secondo te i computer cambieranno la nostra vita, ma come convincere gli scettici?

Steve Jobs: “Il computer è lo strumento più incredibile mai esistito, incarna mille cose in una: calcolatrice, quaderno… niente è così versatile. Non abbiamo idea di quanto si spingerà lontano: già adesso migliora la qualità delle nostre vite, facendoci svolgere in pochi minuti operazioni che prima avrebbero richiesto ore, ma più si andrà avanti più sarà capace di maggiori azioni”

Playboy: Ma concretamente perchè uno dovrebbe comprarsi un computer?

Jobs: “Le risposte sono varie, come lo sono le persone. Sul lavoro, il computer consente di preparare documenti molto più velocemente e con una qualità superiore, ottimizzando la produttività di un ufficio e spingendo le persone a essere più creative. I computers non sono altro che strumenti, quindi atti a consentire un lavoro migliore. A livello didattico, un computer, come solo i libri, permette un’interazione infinita”.

Playboy: Cosa mi dici invece di un computer in casa, per uso personale?

Jobs: “Al momento questo mercato è più concettuale che reale. La prima ragione per comprarsi un computer per la casa è ovviamente quella di poter lavorare in comodità. Al di là di questo, una persona potrebbe volerne uno semplicemente per erudirsi a livello informatico: si parla di questa rivoluzione ed è giusto capirla, imparare. Presto i computer diventeranno essenziali in tutte le case per un motivo cruciale: consentiranno di connettersi a una rete di comunicazione su scala nazionale. Sarà una rivoluzione paragonabile a quella del telefono”


Playboy: Però al momento chiederesti a un compratore di investire 3000 dollari in un computer da casa basandosi solo su una speranza, una statistica?

Jobs: “Nel futuro non sarà più un semplice atto di fede. Il problema di adesso è che non abbiamo ancora compreso totalmente il potenziale del computer, è come se qualcuno cento anni fa avesse chiesto ad Alexander Bell “Cosa si potrà fare col telefono?”. Il primo telegrafo pubblico è stato inaugurato nel 1844 e ha rivoluzionato le comunicazioni, e si era parlato di metterne uno su ogni scrivania in America per aumentare la produttività. Ma non avrebbe funzionato, le persone non lo avrebbero davvero utilizzato perchè per farlo occorreva imparare ad usarlo: ci volevano più o meno 40 ore per apprendere codici e morse, nessuno avrebbe mai fatto tale sforzo. Se il telefono ha avuto tale successo è perchè consentiva le stesse operazioni del telegrafo senza fatica, e aggiungendo inoltre la possibilità di parlare realmente. Oggi siamo nella stessa situazione: il nostro Mac come il telefono, là dove il Pc IBM è il telegrafo. Non solo comunicazione, ma anche immagini, creatività, stile individuale”.


Playboy: Quanto ci è voluto per sviluppare il Macintosh?

Jobs: “Due anni per il computer in sè, molti altri per lo studio del progetto. Non penso di aver mai lavorato così duramente a qualcosa, ma è stata la miglior esperienza della mia vita, e chiunque ci abbia lavorato dirà lo stesso. Alla fine, quando era pronto, nessuno di noi voleva davvero lanciarlo sul mercato perchè sapevamo che dopo non sarebbe più stato solo nostro. Ma quando l’abbiamo presentato per la prima volta c’è stata un’ovazione del pubblico lunga cinque minuti: non potevamo credere ai nostri occhi, abbiamo cominciato a piangere”.

Playboy: Alcuni critici sostengono che la tua tattica consista nell’adescare i veri appassionati di tecnologia imponendo prezzi stellari, che poi abbassi per interessare il resto del mercato.

Jobs: ” E’ semplicemente falso. Appena vediamo che i prezzi possono essere abbassati siamo lieti di farlo. E’ vero che i nostri computer oggi costino meno degli anni passati, ma questo vale anche per quelli IBM. Il nostro scopo è raggiungere decine di milioni di persone, e per farlo un prezzo accessibile è cruciale. Sarei più che felice di poter vendere un Macintosh per 1000 dollari. Il Mac oggi rappresenta un nuovo canale: prima c’erano solo l’Apple II e il Pc IBM, ora invece c’è una terza alternativa”.

Playboy: Che differenza c’è tra le persone che hanno idee geniali e quelle che realmente le sviluppano?

Jobs: ” Facciamo un paragone con l’IBM. Perchè loro hanno prodotto il PCjr e noi il Mac? Pensiamo che il Mac venderà miliardi, ma non l’abbiamo costruito per nessuno tranne noi stessi. Noi eravamo i suoi soli giudici, non ci siamo preoccupati di alcuna ricerca di mercato, volevamo solo costruire la cosa migliore che potessimo”.

Playboy: Stai dicendo che le persone della IBM non hanno la stessa fiera considerazione del loro prodotto?

Jobs: ” Se l’avessero avuta non avrebbero prodotto il PCjr. A me sembra evidente che l’abbiano costruito basandosi solo sui risultati delle loro ricerche di mercato, insomma facendolo su misura per un determinato segmento di utenti, al fine di coinvolgere più persone all’acquisto e guadagnare molti soldi. Le nostre motivazioni invece erano diverse: volevamo creare il computer migliore che si fosse mai visto”.


Playboy: Torniamo indietro ai veri predecessori del Mac: quanto hanno influito i tuoi genitori nell’incoraggiare la tua passione per i computer?

Jobs: ” Hanno incoraggiato i miei interessi in generale. Mio padre era un meccanico, aveva delle mani magiche con cui sapeva aggiustare tutto, smontare e ricostruire. Questo mi ha sicuramente ispirato, e visto che mi stavo avvicinando soprattutto alla sfera dell’elettronica, mi portava a casa oggetti del genere da smontare e assemblare. Quando avevo 5 anni è stato trasferito per lavoro a Palo Alto, e così siamo andati a vivere nella Silicon Valley”.

Playboy: Come ti sei avvicinato ai computer?

Jobs: “Un mio vicino di casa faceva l’ingegnere per la Helwett-Packard e mi ha insegnato tantissime cose. Ogni martedì una decina di ragazzini venivano invitati nella sede principale, ci facevano vedere i computer lasciandoci armeggiare un po’. Avevo 12 anni la prima volta che ho visto un computer, ne ho voluto immediatamente uno”.

Playboy: Hai anche lavorato per la Helwett-Packard. Come è successo?

Jobs: Quando avevo circa 13 anni volevo provare a costruire qualcosa di simile da solo e mi servivano alcuni componenti. Ho chiamato Bill Helwett in persona (fondatore della Helwett-Packard) – il suo numero era sulla guida del telefono – per chiedergli consigli. Abbiamo parlato per venti minuti, non mi conosceva affatto però accettò di darmi le parti che mi servivano e inoltre mi offrì un lavoro estivo presso la società, ad assemblare regolatori di frequenza. Quando sono arrivato lì il primo giorno ero eccitatissimo, sono andato dal mio supervisore ad esprimere tutta la mia gioia verso quell’opportunità: gli ho detto che la mia cosa preferita in assoluto era l’elettronica, lui mi ha risposto che la sua era scopare!”. [ride]

Playboy: Quando hai incontrato Steve Wozniak, con cui hai fondato la Apple Computer?

Jobs: “A 13 anni, ci siamo incontrati nel garage di un amico comune. Lui ne aveva più o meno 18, è stato il primo che incontrato a saperne più di me in campo di elettronica. Siamo diventati buoni amici per gli interessi comuni e la nostra ironia. Abbiamo ogni sorta di bravata insieme, come la vendita dei blue-box”.

Playboy: Intendi dire quegli apparecchi illegali con cui si potevano fare telefonate gratuite nel mondo?

Jobs: “Esatto. Una volta abbiamo telefonto in Vaticano spacciandoci per Kissinger e chiedendo di parlare con il Papa. Sono andati a svegliarlo nel mezzo della notte prima di capire che fosse uno scherzo.”.

Playboy: Eri o sei mai stato un vero e proprio nerd?

Jobs: “Non sono mai appartenuto a un vero e proprio mondo, a quei tempi c’erano tantissime cose che andavano avanti contemporaneamente. Mi ero avvicinato alla letteratura, ai classici come Shakespeare e Dylan Thomas, e alla poesia di Bob Dylan che a me e Wozniak piaceva molto. La California era un mondo a parte: a Stanford potevi trovare LSD fatto in casa o fare sesso con la tua ragazza liberamente sulla spiaggia. C’era un senso di sperimentazione e apertura unico, il misticismo orientale stava dilagando, era tutto diverso”.

Playboy: A quei tempi come pensavate di dare il vostro contributo nel mondo? Pensavate alla politica?

Jobs: “Nessuno dei miei compagni dell’università di Reed si è dato alla politica, sono tutti entrati in affari, il che è buffo dato che eravamo quel genere di persone interessate ad andare in India e trovare il vero senso della vita. I soldi comunque non ci sono mai interessati, certo tutti noi ne abbiamo fatti molti, ma non è mai stato un vero scopo, i nostri stili di vita non sono affatto cambiati. Ci interessava solo provare qualcosa di nuovo, imparare, crescere… Questo tipo di idealismo sarebbe stato frustrato dalla politica”.

Playboy: Dopo l’università di Reed sei tornato nella Silicon Valley dove hai risposto all’annuncio di lavoro: “Fai soldi divertendoti”.

Jobs: “Esatto. Avevo voglia di viaggiare e mi serviva denaro. L’annuncio era della compagnia di videogiochi Atari, e mi hanno assunto anche se non avessi alcuna esperienza lavorativa a parte quella fatta da ragazzino. La Atari aveva spedito dei giochi in America che però erano risultati difettosi. Dato che sapevo come risolvere quei problemi, mi sono proposto di andare là a farlo, prendendomi poi un’aspettativa. Sono stato in Svizzera e poi da lì ho raggiunto Nuova Delhi rimanendo in India per diverso tempo”.

Playboy: Com’e’ stato tornare in America?

Jobs: “E’ stato soprattutto uno shock culturale. Continuavo a vedere Wozniak, frequentavamo qualche riunione di club di computer fai da te, dove gli appassionati comparavano idee e strumenti. La novità era un kit per computer chiamato Altair, un’idea stupenda che permetteva per la prima volta di avere un computer proprio, personale. Non era mai stato possibile prima comprarsene uno. L’Altair venne fuori nel 1975 al costo di nemmeno 400 dollari”.


Playboy: Insomma, il primo computer da casa. E avete deciso che avreste potuto farne uno migliore?

Jobs: “In verità l’Altair offriva solo il brivido di poter possedere un computer proprio, non c’era molto da fare, non c’era grafica, tutto era ancora alfanumerico. Non abbiamo stabilito nulla, è solo successo… Lavoravo spesso di notte all’Atari e Wozniak veniva a farmi compagnia, mi aiutava quando c’era qualche problema nei miei progetti e si dilettava a provare varie cose. A un certo punto se ne è venuto fuori con un terminale di computer annesso a un dispositivo video. Poco dopo ha unito un microprocessore, creando così quello che poi abbiamo chiamato Apple I. Tutto qui, era solo una cosa fatta per vantarsi con gli amici”.

Playboy: Com’era lavorare con lui?

Jobs: “Wozniak si è occupato di quasi tutto, io mi sono dedicato alla parte della memoria e alla creazione del prodotto finale, che a lui non riusciva molto bene perchè era più un designer”.


Playboy: L’Apple I era solo per appassionati di elettronica?

Jobs: “Assolutamente si. Ne abbiamo venduti circa 150, nulla di consistente anche se comunque ci fruttò 95.000 dollari, facendomi capire che dietro il nostro hobby ci potesse essere un reale business”.

Playboy: Avevate idea di dove sareste potuti arrivare?

Jobs: “Non particolarmente. Wozniak si concentrava unicamente sull’aspetto ingegneristico, mentre io ero più orientato alla formazione di una vera e propria società, cercavo di capire cosa fosse, come funzionasse. Niente sarebbe successo senza di lui, nè senza di me. Ma Wozniak non è mai stato interessato alla Apple come compagnia, aveva altre idee e interessi, per questo poi ha lasciato”.

Playboy: Nel 1977 avete creato l’Apple II, che ha inaugurato la vera e propria rivoluzione informatica. L’avete sempre fatto per gli appassionati?

Jobs: “Non ci abbiamo lavorato solo noi, abbiamo coinvolto altre persone. L’innovatività dell’Apple II stava nel fatto che finalmente avesse le sembianze di un prodotto fatto e finito, il che non ha più coinvolto solo gli appassionati bensì un sacco di persone interessate a scoprire un computer, a giocarci. Il primo anno ne abbiamo venduti circa 4.000, poi tutto è cambiato: mentre nel 1976, quando ancora il nostro ufficio era un garage, avevamo fatturato 200 mila dollari, nel 1977 eravamo a 7 milioni, nel 1980 a 117 milioni, nel 1983 a 985 milioni e per quest’anno prevedo 1,5 miliardi di dollari”.

Playboy: Parliamo di soldi. Eri milionario già a 23 anni, qual è la differenza tra avere solo un milione di dollari e averne diverse centinaia?

Jobs: “E’ la visibilità. Ci sono decine di migliaia di persone che hanno un milione di dollari in America ma poche centinaia quelli come me. Non capisco ancora cosa i soldi significhino per me, è una grande responsabilità avere denaro da godersi, mi sento in dovere di spenderne un pò. Se uno muore, di certo non vuole lasciarne una grande parte ai figli perchè ciò rovinerebbe la loro esistenza. E se uno muore senza avere figli, lo lascia al governo, e credo che chiunque sarebbe in grado di investire soldi in un modo migliore del Governo. La sfida è capire come vivere con questo denaro e come investirlo nel mondo, donandolo o usandolo per le cause in cui si crede. Sono convinto che dare un dollaro sia più difficile che guadagnarne uno, perchè il problema della filantropia è che non c’è un parametro che aiuti a giudicare una persona e come userebbe i soldi ricevuti”.

Playboy: Sei una persona del tutto virtuosa oppure ti concedi qualche stravaganza?

Jobs: Ciò che amo di più sono i libri. E il sushi. Ma soprattutto la cosa più importante per me non costa nulla, ed è il tempo, che chiaramente è la risorsa più preziosa che abbiamo. Nel mio caso, il prezzo che pago è quello di non averne per la vita privata”.

Playboy: Dato il tuo successo economico hai la possibilità di realizzare sogni che pochi altri possono permettersi. Questa libertà ti spaventa?

Jobs: “E’ molto semplice avere delle idee e sogni fantastici quando la possibilità di realizzarli è remota. Quando invece hai la chance concreta di farlo, subentra una grande responsabilità, la vita diventa più difficile di quanto si possa pensare”.


Playboy: Cosa pensi che accadrà ai computer in un futuro prossimo?

Jobs: “Al momento li usiamo come fossero servitori, facendogli svolgere delle mansioni. Presto invece li useremo come assistenti, ad esempio potremo chiedere loro di monitorare certe cose per noi, come i valori della Borsa, agendo al posto nostro in base ai criteri da noi inseriti. Ci sarà un giorno in cui i computer faranno anche cento di queste azioni contemporaneamente, si comincerà a vedere nei prossimi mesi, in totale entro tre anni”.

Playboy: Stai per compiere 30 anni. Sai già cosa vuoi fare per il resto della tua vita?

Jobs: “Non sono sicuro. Di certo in qualche modo farò parte della Apple, magari non sarò sempre presente ma comunque manterrò un legame. Il fatto è che io mi sento ancora uno studente e credo che chiunque voglia vivere come un creativo debba essere pronto a non guardarsi indietro, a prendere tutto ciò che ha fatto e spingerlo via, voltare pagina. Il problema della visibilità è che se cominci a cambiare, tutti cercheranno di forzarti a rimanere ciò che hanno deciso tu sia. Più ci si espone ai media, meno si può restare artisi”.

Playboy: Potresti semplicemente ritirarti e goderti la vita, di certo non dovresti preoccuparti dei soldi. Invece continui a lavorare…

Jobs: [ride] “Perchè in verità mi sento in colpa. In colpa per averne così tanti”.

Leggendo questa lunga intervista abbiamo tutti la netta impressione che, se è vero che per molti versi Steve Jobs sia rimasto lo stesso, per tanti altri aspetti, invece, è cambiato profondamente. E’ vero, il tempo passa per tutti e man mano che si diventa grandi si perde quella sensazione di “onnipotenza” del “posso fare tutto”, del “chissenefrega”…ecc. Steve Jobs era esattamente questo: voleva spaccare il mondo e ci è riuscito……voleva cambiarlo, e ci è riuscito….voleva creare i computer più degni di questo nome….ed è riuscito anche in questo…e molto altro. Era un impavido, un uomo senza paura, senza peli sulla lingua e senza freni. Ed è anche grazie a questo suo modo di essere che è riuscito nel suo intento.

Nelle sue parole, in questa intervista, non mancano poi tantissimi riferimenti al futuro che lui, dall’alto della sua storica lungimiranza, riusciva a vedere più di chiunque altro. Prevedeva l’avvento dei computer nelle case, l’avvento di una rete globale (internet) che avrebbe connesso tutti, prevedeva addirittura i computer del futuro, con multitasking e software potenti…ecc Il tempo gli ha dato ragione e insieme alla tecnologia è cambiato molto anche lui.

L’attenzione al dettaglio, la cura maniacale del design, il rapporto con i dipendenti…ecc., sono tutte cose che Steve Jobs ha portato avanti negli anni e che non sono mai cambiate. E’ cambiato invece il suo rapporto con la vita, per ovvie ragioni. La maturità, la battaglia con le sue malattie, le grandi delusioni e batoste subite soprattutto a causa del suo allontanamento da Apple, sono tutte cose che lo hanno cambiato, forse in meglio…chi lo sa.

Lo Steve Jobs di oggi è una persona consapevole del suo travagliato percorso, è una persona saggia e profondamente legata a ciò che ha, prima creato, e poi saputo abilmente rinnovare.

La Apple di oggi non sarebbe mai diventata quello che è diventata, se Steve Jobs non avesse avuto tutte le vicessitudini che ha avuto e se non fosse cambiato, commettendo molti meno errori del passato.

Ma Steve Jobs è riuscito anche in un’altra missione: creare un senso di appartenenza alla propria azienda senza eguali al mondo, ponendo delle basi solide, in questo modo, alla Apple del futuro, quando lui non sarà più sul ponte di comando.

[via]

 


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Commenti 53

  1. Stefanino
    Un playboy dal farmacista: `Stasera vedo due ninfomani; mi dia un potente afrodisiaco`. Nella notte il playboy si ripresenta, visibilmente spossato, dal farmacista: `Mi dia una pomata`. `Per che cosa?`. `Per il braccio, le ragazze non sono venute!`.
  2. halavayn
    avrei bisogno di aiuto per iljb del fw 4.3.3 quando faccio tutte le operazioni per mettere iphone in DFU, mentre parte la barra di caricamenteo dell'ultimo passagio sul pc iphone si accende. enon continua il processo. come posso fare, se fosse sbagliata la procedura per mettere in duf non dovrebbe ne anche partire giusto
  3. mitico303
    poverino. si sentiva in colpa con tutti quei soldi..
  4. romualdo
    Jobs: ” Facciamo un paragone con l’IBM. Perchè loro hanno prodotto il PCjr e noi il Mac? Pensiamo che il Mac venderà miliardi, ma non l’abbiamo costruito per nessuno tranne noi stessi. Noi eravamo i suoi soli giudici, non ci siamo preoccupati di alcuna ricerca di mercato, volevamo solo costruire la cosa migliore che potessimo”. l'ESATTO OPPOSTO di quello che ora fa apple
  5. Gigi Calabrò
    @romualdo: A me non risulta. Apple non ha cambiato affatto il modo di costruire i computer.....Continua a realizzare i migliori pc del mondo....nonchè i più belli. L'unica cosa che non è successa è che Apple non si è imposta in modo globale come Microsoft....ma questa è un'altra storia..
  6. @mitico303: Beh a vedere i dati pubblicati ha almeno un ordine di grandezza in meno rispetto al patrimonio di bill gates, al contrario del valore delle due aziende dove Apple ha un patrimonio nettamente superiore. Ovvio che nessuno dei 2 su fa mancar nulla... Bell'articolo
  7. Pinuzzo
    Ma per carità .... La Apple e' solo una multinazionale che spreme gli utenti ( c oglioni) come delle arance! Tutti a comprare il nuovo IPhone od iPad mi raccomando....ma quale guru...sto Jobs e' solo un Berlusconi travestito da "Santone". Ma che schiattasse in Santa pace va'...
  8. Ste zen
    Intervista molto interressante
  9. @Gigi Calabrò: Apple non si è imposta a livello globale come Microsoft ma forse è meglio cosi
  10. CHINA~WING CHUN
    Su PLAYBOY??? Ma aveva il pisellino al vento???
  11. Non ha predetto il futuro, in un certo senso l'ha plasmato. Comunque consiglio sempre la visione di "I pirati di silicon valley" che, seppur romanzato, è una commedia godibile su quegli anni e sui protagonisti come SJ.
  12. banned^^
    bei tempi x la california anni 70^^ soprattuto x stanford^^ hahahahaha cavolo grande steve in questa intervista sembra un "umano normale" anche se nn sn un fanboy apple mi dispiacerà davvero davvero tanto qnd nn ci sarà +.....cosa che nn succedera x bill....steve era proprio un genio... ma nn un indovino.....anche il sogno di Ford era una macchina in ogni casa...ma x' le produceva^^
  13. Roberto79it
    @LuVi: quoto! ha plasmato il futuro in base al suo sogno, perchè ci ha sempre creduto e fatto quello che gli piaceva fare. il film è assolutamente da vedere.
  14. Era impossibile imporsi a livello mondiale con quei prezzi -.- e con questi di oggi pure
  15. A parte il fatto che è stata Playboy a fare l'intervista(...) è tutto molto interessante! Steve sei un grande!
  16. Giorgio
    È il mio mito!! Quest'uomo è una leggenda!!!
  17. Gigi Calabrò
    @Estinguiamo i fanboy: Lo ha ammesso anche Bill Gates..... Fai tu :-)
  18. @Gigi Calabrò: Più che i pc migliori... apple fà quelli sciuro più costosi a parità di hardware...
  19. Solo per la cronaca, soprattutto per i piu' giovani 8-), le interviste di Playboy (che storicamente coprivano la maggior parte della rivista) hanno fatto la storia del giornalismo, per piu' di trenta anni sono state al top della considerazione... ...sono stati intervistati su playboy Presidenti americani come J. Carter, pensatori come Martin Luter King Jr, Malcom X, artisti come John Lennon, ecc. .
  20. Però a dire il vero non è SJ che ha pronosticato l’avvento di una rete globale (internet).
  21. Però a dire il vero non è SJ che ha pronosticato l’avvento di una rete globale (internet). Lui ancora non ci pensava e l'ideatore del progetto Macintosh alla Apple, Jeff Raskin, già lo aveva messo nero su bianco.
  22. Nfunk70
    dal titolo sembra che si sta perlando di un nuovo Messia :D internet esisteva già negli anni 70! solo a livello militare ma normale che un industriale come era Jobs sapesse già tante cose in anticipo un po come tutti gli altri industriali del settore informatico
  23. @Pinuzzo: Beh b ha più soldi, secondo fortune, di jobi ma vorrei sapere cosa ha prodotto?
  24. Valerio
    Secondo me Apple non si è inserita a livello mondiale come Microsoft per la sua mentalità troppo chiusa,tutti devono comprare i LORO Mac,non potendo utilizzare il sistema operativo Mac OS su un qualsiasi PC!
  25. aerdna50
    Comunque l'idea di internet è venuta a Joseph Carl Robnett Licklider nel 1963
  26. Nfunk70
    @aerdna50: Appunto..e nei 70 era già usato anche se da pochi fortunati. è per questo che il titolo suona un pò ridicolo :)
  27. @estinguiamo i fanboy: Ti quoto in tutto
  28. romualdo
    @Gigi Calabrò: mi riferivo alla frase "non ci siamo preoccupati di alcuna ricerca di mercato, volevamo solo costruire la cosa migliore che potessimo”. non si puo certo dire che sia ancora cosi... @estinguiamo i fanboy: mi trovo esattamente nella tua situazione e esattamente la penso come te: jho comprato un macbook perchè (e questo è ridicolo) ho necessità di usare un software che non è mai stato sviluppato x windows, e effettivamente mi trovo bene, ma con win (dal 95 al 7, ma ho iniziato con MSdos) non ho mai avuto sti problemi e ste tragedie che molti dicono di avere... inoltre, se posso essere un po' stron*o, win ha una funzione per me VITALE che mac non ha: quando apro un file (x es da photoshop) e mi compare la finestra di dialogo "open", da lì posso solo aprire un file, mentre in WIN cliccando col pulsante destro posso fare tutte le cose che voglio (tagliare, copiare, incollare, rinominare) con tutti i files visualizzati. con mac devo tornare al finder, aprire la cartella interessata e eseguire le operazioni di cui ho bisogno. mi sembra una cosa ridicola, nessuno sa se c'è un modo per ovviare a questa lacuna colossale???
  29. romualdo
    cmq senza insultare nessuno eh! solo opinioni personali!
  30. io apprezzo molto steve sia come futurista-inventore-fondatore-etc etc ma come grande persona umanamente. in quei tempi credo che sia stato molto più facile fare una cosa rispetto ad oggi. (gran vantaggio) era uno che non perdeva tempo come adesso stiamo facendo noi a scrivere al pc (quando abbiamo tempo).ma l'ho inventava picollissima differenza. possiamo dire tutto su steve che sia stato una persona fortunata ha saputo sfruttare le occasioni etc etc. ma lui senza saperlo era avanti anni luce dagl'altri. l'ho apprezzato è continuerò a farlo.
  31. @romualdo: mac non ha: quando apro un file (x es da photoshop) e mi compare la finestra di dialogo “open”, da lì posso solo aprire un file, mentre in WIN cliccando col pulsante destro posso fare tutte le cose che voglio (tagliare, copiare, incollare, rinominare) con tutti i files visualizzati. con mac devo tornare al finder, aprire la cartella interessata e eseguire le operazioni di cui ho bisogno. mi sembra una cosa ridicola, nessuno sa se c’è un modo per ovviare a questa lacuna colossale??? Default Folder x Lo uso da tanti tanti anni Ciao
  32. @romualdo: che mac non ha: quando apro un file (x es da photoshop) e mi compare la finestra di dialogo “open”, da lì posso solo aprire un file, mentre in WIN cliccando col pulsante destro posso fare tutte le cose che voglio (tagliare, copiare, incollare, rinominare) con tutti i files visualizzati. con mac devo tornare al finder, aprire la cartella interessata e eseguire le operazioni di cui ho bisogno. mi sembra una cosa ridicola, nessuno sa se c’è un modo per ovviare a questa lacuna colossale??? Il programma che fa quello che chiedi si chiama Default folder lo uso da tanto tanto tempo
  33. Credo che quando si definisce un prodotto "il migliore" si debba tenere conto di molti fattori..... Tra cui affidabilità (ed in questo non c'è storia), assistenza (tra le migliori del mondo in ogni settore) e il grado di soddisfazione del cliente.... Di contro ricordo che Apple ingegnerizza i propri prodotti in collaborazione con le aziende che forniscono i componenti, ma il progetto e l'industrializzazione, le finiture e i materiali sono decisi su progetto di Apple. Quindi non si parla solo di sistemi operativi..... Ma di prodotto finito! Ho diversi Mac anche datati... Tutti funzionanti.... 1998 il più anziano... Che ha cambiato solo un'alimentatore in 13 anni!!! Il mondo gli assemblati se vile raggiungere tali livelli di affidabilità non diventa più tanto economico rispetto ad Apple. Steve semplicemente ti stimo come artista nel tuo settore
  34. romualdo
    @tunder: bè, non so come ringraziarti! se passi dalle parti di milano hai una birra assicurata!!!
  35. Marco24120
    Complimenti! Articolo bellissimo!!! 
  36. tutte minchiate
    @Gigi Calabrò: No...la Apple fa conputer che hanno valore 3-4 volte superiore a quello di mercato...perche? solo perche è "bello"? no...perche purtroppo (perfortuna per lpro) c'è gente cone te che lo nega e che senza un iMac si sente non realizzato nella vita. E questi fanno soldi a palate...per un computer che utilizza un processore intel, una ram kingston (ma neanche...) un harddisk seagate (forse...magari...) uno schermo lg e una scheda madre autoprodotta (è della foxconn...sai? foxconn fa anche schede madri...ne avevo una che ho pagato 29 euro per un quad core q9300 appena uscito...pensa tu la qualità)...totale?? 500 euro dirai tu...NO!!! 3000!!! "E perche l'hai comprato???" "Beh....apple è apple....è il computer piu bello al mondo..." ....venite a casa mia ve lo faccip vedere io un computer che è costato realmente 2000 euro....peccato che il mac non ha le mani seno lo sai che gli farebbe? immagina
  37. Claudio
    @Pinuzzo: pinuzzo caro, ricorda che ogni persona ha una testa che ragiona indipendentemente. Non mi risulta che ci sia qualcuno di Apple che costringa, forzatamente, ad acquistare i propri prodotti. Non si fa di tutta l'erba un fascio.
  38. Francamente tutti stanno a elogiare i Mac,un Po per il suo design,un Po per la sua stabilita,e in effetti per un computer da oltre 1000€ sarebbe il minimo da pretendere...ma mi sorge il dubbio che il Mac user medio non abbia mai provato un pc assemblato con componenti che hanno lo stesso valore di un Mac,mi spiego meglio: Il mio pc monta componenti con un totale di circa 600€ (molto poco) eppure con Windows xp e seven non ha mai dato problemi,anzi e rapidissimo nelle operazioni quotidiane,si avvicina molto al Mac dell'ufficio ma la differenza anche nelle cose piccole si nota. Il ragazzo che mi vende i componenti per il pc ha un pc che si e' assemblato da solo che monta componenti per circa 2000€ (meno di un Mac pro) e quando l'ho provato ho sentito che stavo usando qualcosa che e superiore a tutto ciò che avevo provato prima, una cosa senza paragoni che reggeva Adobe aftereffects in piena fase di elaborazione con altri programmi di beckmark in contemporanea senza alcun tipo di rallentamento o sforzo. Non voglio ora giudicare se sia meglio quello o in Mac, ma per avere un buon computer basta avere i soldi
  39. NickName
    @Tutte Minchiate: non potevi scegliere nome migliore... descrive il tuo commento alla perfezione... TUTTE MINCHIATE!!!
  40. Nicola B.
    Come sempre tocca leggere le stupidate degli anti-Apple (che potrebbero anche omettere commenti gratuiti in questi luoghi): non capiscono che una ditta (che non è una onlus) che investe moltissimo in design ed estetica del prodotto deve farlo pagare di più degli altri per ovvie ragioni e che chi lo compra non compra un processore o una dose di ram (io non so neppure le caratteristiche del mio iMac) ma compra un prodotto bello, velocissimo perché ottimizzato con il sistema operativo e che non ha mai bisogno di formattazione o ripristini vari... Il mio macbook air (1,6 ghz, una bestemmia per i windowsviani) va il triplo, nell'uso quotidiano, del mio ex windows vista su processore 3ghz con 2 dischi scsi 15k in raid0 e 6gb di ram, fate voi... Intanto è una battaglia persa, ognuno ha le sue idee: quello che dico io è provare prima di giudicare!
  41. Complimentisssssssssimi per l'articolo, meraviglioso!
  42. Meraviglioso articolo!! Complimenti.. Steve è un genio!! Pochi come lui guardano "oltre"!!
  43. Vittorio
    Il prossimO jailbreak lo chiamerei BlueBox pe richiamare l'anima hacker di Jobs :)
  44. Claudio
    Apple è superiore per la combinazione di hardware e software e per il fatto che a Cupertino li progettano entrambi. Quanti portatili conoscete che funzionano senza ventole di raffreddamento con processore i7 o con la tastiera retro illuminata? Design, tecnologia, cura dei particolari sono gli ingredienti di un successo che dura da quarant'anni. Apple è sempre un passo avanti, mai uno sguardo indietro, cosa che a volte ha avuto effetti destabilizzanti. Pensate a quando ha eliminato il lettore di floppy disk. Nel 1985 ha creato MacApp, la prima libreria object oriented, da cui, qualche anno dopo, ha preso spunto Microsoft per realizzare la famosa MFC, chi programma ed ha i capelli bianchi sa di cosa parlo. Le aziende, per fare utile, devono orientarsi su prodotti ugualmente produttivi ma di fascia bassa; ma se guardate sulla scrivania dei dirigenti ci trovate un Mac! Complimenti a Gigi Calabrò per l'articolo.
  45. Giuseppe
    @Romualdo: mia nonna é tecnologicamete piu avanzata di te e meno ottusa... ma fammi il piacere... @tirchi morti di fame: compratevi i pc con winzoz a 400euro...e venitemi a dire che sono meglio di un imac 27pollici che in temrini di qualita dei materiali usati, risoluzione schermo, potenza, affidabilita e sicurezza, costa 1800e ma: 1) non devi buttarlo dopo un anno 2) non becca virus 3) non si pianta e ti fa bestemmiare ma siete davvero ridicoli...che morti di fame
  46. Nono_sarebbe troppo sempliceXD
    Caro Giuseppe se da una parte metti un imac da 27 pollici che costa 1800 euro non puoi assolutamente confrontarlo con un pc da 400 euro ma devi confrontarlo con un pc che abbia lo stesso valore. Inutile dirti che con 1800 euro crei un mostro: Schermo full hd da 27pollici, qualità dei materiali più che soddisfacente, potenza e affidabilità da vendere e sicurezza più che buona. (ricordo sempre che il miglior antivirus siamo noi stessi). Poi: 1) assolutamente non lo butti dopo un anno...3-4 anni te li fai sicuro stando al top o quasi 2) i virus difficilmente li becca se stai attento (io per esempio rarissime volte in anni che uso internet ho incontrato virus o simili) 3)Tranquillo che con windows 7 e la potenza di un hardware da 1800 euro ti fa risparmiare tanto tempo...e tante bestemmie ehehe Il tuo post è ridicolo...abbi almeno la decenza di fare dei confronti sensati. I "morti di fame" con i tempi che corrono te lo potevi risparmiare ;)
  47. Riccardo
    @Valerio Hanno fatto bene! Se l'avessero fatto NESSUNO si sarebbe comprato un mac!!! xke prendersi un Mac da 1'500 euro se posso avere OSX anke su un Pc da 200 euro? Andrà un attimo piu lento?? Beh io aspetto piuttosto! xD
  48. Seraph84
    @Giuseppe: ma smettila di dire c@zzate please... sono felice possessore di iphone 4 eppure il mio PC con win7 me lo tengo stretto (essendo smanettone un mac mi starebbe molto stretto) ma: NON puoi paragonare un imac da 27" (e annassi migliaia di euro) con un PC sgrauso da 400... L'HW dei mac è quello disponibile sul mercato PC, e nemmeno quelli di qualità migliore (tanto per dirne una i nuovi iMac 2011 montano degli HDD WD caviar blue, che sono la fascia ECONOMICA WD!!!) se vuoi puoi assemblarti un PC con lo stesso HW dei mac spendendo meno (ovviamente non avresti un all in one) e, indovina un pò: 1) non devi buttarlo dopo un anno 2) non becca virus 3) non si pianta e ti fa bestemmiare
  49. Forse la gente non sa che qualunque agenzia di grafica (pubblicitaria o altro che sia) usa esclusivamente Mac, e non per un fattore di bellezza o altre idiozie da fanboy. Li utilizza perchè la stabilità e la velocità di un Mac per ciò che riguarda lo sviluppo di grafica (2D o 3D) non è paragonabile con nient'altro. Ovviamente se poi il massimo che si fa con un computer e mandare mail e guardare filmetti porno (come immagino facciano tutti o quasi i ragazzini che scrivono qui), allora va benissimo un computer da 200 euro.. ;)
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