I cimeli di Steve Jobs vanno all’asta: c’è anche la scrivania del garage Apple

Un’asta internazionale mette in vendita oggetti personali e cimeli rarissimi di Steve Jobs, tra cui la scrivania del garage Apple.

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In questi giorni è andata online una nuova asta internazionale interamente dedicata a Steve Jobs, e il catalogo è di quelli davvero importanti, anche per i collezionisti più navigati.

A gestire la vendita è RR Auction, casa d’aste specializzata in oggetti storici e tecnologici, che ha fissato la chiusura delle offerte per il 30 gennaio. Il parterre di oggetti è impressionante, sia per valore simbolico sia per importanza storica.

Tra i lotti più evocativi spicca senza dubbio la scrivania utilizzata da Steve Jobs nel garage della sua casa d’infanzia, lo stesso luogo in cui Apple ha mosso i primi passi. Non è un semplice mobile, ma un testimone silenzioso di notti passate a immaginare un futuro diverso per l’informatica.

L’offerta iniziale è fissata a 5.000 dollari, con una stima che supera i 25.000 dollari. Una valutazione che, a giudicare dall’interesse già mostrato online, potrebbe rivelarsi persino prudente. Nel mondo del collezionismo Apple, gli oggetti legati fisicamente a Jobs tendono spesso a superare ogni previsione.

Il catalogo dell’asta è un vero viaggio alle origini dell’azienda. Spicca il primo prototipo conosciuto di Apple 1, con un’offerta di partenza di 50.000 dollari e una stima che supera il mezzo milione. Accanto a questo, fa impressione il primo assegno mai emesso da Apple, firmato dai due Steve, Jobs e Wozniak, con base d’asta a 25.000 dollari.

Proprio questo assegno racconta una delle tante storie “what if” della Silicon Valley. Era destinato a Howard Cantin, progettista della scheda madre dell’Apple 1, al quale Jobs offrì una scelta che oggi fa sorridere amaramente: incassare 500 dollari o ricevere azioni Apple. Cantin scelse il denaro contante. Una decisione comprensibile all’epoca, ma particolarmente errata col senno di poi.

A rendere questa asta particolarmente affascinante è la presenza di oggetti estremamente personali. Dai papillon indossati da Steve Jobs ai tempi del liceo, fino a poster, cavi a nastro, dissipatori di calore e una custodia in legno dell’Apple 1 del Byte Shop appartenuta direttamente a lui.

Alcuni di questi lotti hanno basi d’asta sorprendentemente basse, come la custodia in legno proposta a 500 dollari. Oggetti che, più che per la loro funzione, valgono per il contatto diretto con una delle figure più iconiche nella storia della tecnologia.

Secondo quanto riportato anche da Wired, molti degli oggetti personali provengono da John Chovanec, fratellastro di Steve Jobs. È una storia intima e poco conosciuta, che aggiunge ulteriore spessore emotivo all’asta.

Jobs, in una delle occasioni più toccanti, portò Chovanec nella sua vecchia camera da letto e gli mostrò uno dei primi Macintosh, raccontandogli in prima persona come era nato. Quegli oggetti, rimasti per anni lontani dai riflettori, oggi tornano alla luce come testimoni autentici di un’epoca irripetibile.

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