Se ricordate qualche giorno fa vi abbiamo riportato di una nuova causa contro Samsung avviata da Apple in Germania, e sono stati finalmente resi disponibili nuovi dettagli sui brevetti interessati nella disputa, lasciando intendere le implicazioni che una vittoria potrebbe avere su Samsung, ma anche sul sistema operativo Android.
Ormai è assodato che il mercato degli smartphone sia conteso tra iOS e Android, così come gli utenti si sono divisi in due schieramenti diversi, ognuno a favore di uno dei due sistemi operativi. Da oggi, però, gli utenti Android possono “simulare” iOS sui proprio dispositivi grazie all’app Fake iPhone 4S.
Il NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) statunitense ha rinnovato il suo reparto IT, abbandonando i terminali BlackBerry a favore di iPhone e iPad.
L’auto nuova comincia a perdere valore non appena si esce dal concessionario e così anche uno smartphone comincia a diminuire di valore non appena si mette piede fuori dal negozio. Ma se un auto, nella maggior parte dei casi, viene acquistata per durare dieci anni, solitamente chi acquista un telefono sa che nell’arco di due-tre anni dovrà cambiarlo, magari vendendolo nel mercato dell’usato prima di acquistare il nuovo. Ma ne vale la pena?
Secondo uno studio recentemente pubblicato da Priceonomics sarebbero emersi risultati in grado di confermare quanto risaputo ormai da diverso tempo: gli iPhone mantengono il proprio valore con il passare del tempo più di altri smartphone con altre piattaforme.
Nel 2007, subito dopo aver svelato al mondo le linee dell’iPhone, Steve Jobs domando alla folla attenta quale sarebbe stata, secondo loro, la periferica di input da utilizzare per il controllo del telefono. Le prime ipotesi si concentrarono, come prevedibile, sulla possibilità che l’iPhone fosse accompagnato da un pennino (“stylus” in lingua inglese) ma subito Jobs interruppe e domandò ai presenti chi avrebbe gradito un pennino per l’iPhone. “Who wants a stylus?” domandò con tono ironico alla folla che ovviamente rispose con una fragorosa risata. Era il 2007 e il pennino per i dispositivi touchscreen già sembrava obsoleto e superato. Nel 2012, proprio qualche giorno fa, Samsung ha pubblicato un nuovo video dedicato al Galaxy Note in cui i soggetti preferiscono utilizzare un pennino per il controllo di questo dispositivo “ibrido”, a metà tra un tablet e uno smartphone. È stata questa la premessa alla base dell’articolo che state per leggere in cui ci domandiamo se i dispositivi touchscreen necessitino effettivamente di una stylus come periferica di controllo o se questa possa ormai ritenersi obsoleta e soppiantata completamente dalle nostre dita, quelle che Steve Jobs definisce “le migliori periferiche di input con cui siamo nati tutti noi“.
Una recente ricerca di NPD ha messo in risalto come negli Stati Uniti l’iPhone sia stato in assoluto lo smartphone più acquistato, occupando la top 3 rispettivamente con iPhone 4S, iPhone 4 ed iPhone 3GS, seguiti dalle due versioni del Galaxy S II.
Sembra che il noto giudice Posner abbia espresso un parere critico rivolto ad Apple relativo all’ampio numero di brevetti che questa ha utilizzato nella disputa legale contro Motorola.
Non c’è giorno che non arrivino notizie, statistiche, sentenze di tribunale e andamenti di mercato provenienti dal mondo dell’informatica. E tra queste notizie si susseguono quelle del declino dell’azienda canadese che ha inventato il primo smartphone. Declino che sta per giungere al punto di non ritorno, con una caduta libera verso lo zero assoluto. La stessa RIM sembra quasi stia meditando le prossime mosse da uno stato catatonico di post mortem. E il ricordo degli ex grandi d’un tempo ha il peso dell’ennesima storia che non si vuole imparare mai, con l’attesa di aggiungere un nuovo posto nella pace dei campi elisi, dove gli ex favoriti degli Dei riposano con tanto merito.
Nel mercato consumer, iOS e Android sono impegnati in una battaglia all’ultimo utente. Nel mercato business, invece, Apple riesce ancora a mantenere una certa supremazia e ad aumentare il suo vantaggio su Google.