Equo compenso: ecco tutti gli aumenti previsti dal decreto

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Come già anticipato su queste pagine, il Ministero dei Beni Culturali ha deciso di aumentare l’equo compenso per la riproduzione privata di fotogrammi e videogrammi, già previsto dalla legge sul diritto d’autore. Le tabelle sono state aggiornate in queste ore e divise per tipologia di dispositivo: ecco tutte le tariffe.

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L’equo compenso è un contributo imposto ai produttori e agli importatori di prodotti elettronici finalizzati alla riproduzione o alla registrazione di contenuti creativi come indennizzo sull’utilizzo e la copia privata delle opere protette da diritto d’autore. Nei fatti, però, a pagare sono sempre i consumatori, visto che le varie aziende aumentano i prezzi dei prodotti proprio a causa di questo balzello tutto italiano.

Ecco le nuove tariffe divise per dispositivo:

Per gli smartphone e i tablet, il minimo è di 3€ per i modelli fino a 8GB di memoria, poi si passa 4€ dagli 8 ai 16GB, e a 4,80€ per i modelli fino a 32GB. La quota massima è di 5,20€ oltre i 32GB. La tariffa precedente era fissa e ammontava a soli 0,90€. Per i cellulari non smartphone, la tariffa si abbassa da 0,90€ a 0,50€.

Per le TV, che fino ad oggi non rientravano in questa tassa, la tariffa fissa è di 4€. Per i computer si nota un altro aumento, in quanto si passa da 1,90€ e 2,40€ (rispettivamente per PC senza masterizzatore e con masterizzatore) a 5,20€ fissi.

Nota dolente anche per gli hard disk, che è una delle categorie più pressate dall’equo compenso. Se prima la tassa riguardava solo gli hard disk esterni, ora colpisce tutti i modelli, anche interni ad un computer. La tariffa è di 0,01€ per gigabyte, con un massimo di 20€.

Per le schede di memoria, si passa da 0,05€ a 0,09€ per gigabyte, fino ad un massimo di 5€. Le penne USB pagheranno 0,010€ fino a 1GB, per poi aumentare con la stessa tariffa per ogni ulteriore gigabyte, fino ad un massimo di 9€. Per le VHS siamo sui 0,10€ per ogni ora disponibile su , per le audiocassette è di 0,23€ per ogni ora, mentre per DVD e Blu-ray vergini è di 0,41€, rispettivamente ogni 4,7GB e ogni 25GB, con aumenti di 0,20€ per altri 4,7GB o 25GB.

I masterizzatori pagheranno il 5% del prezzo di listino. I lettori portatili auto pagheranno fino a 12,88€ per i modelli con oltre 20GB di memoria. L’equo compenso sarà pagato anche dagli hard disk multimediali (fino ad un massimo di 14,81€), da TV e decoder con hard disk o memoria integrata (da un minimo di 6,44€ ad un massimo di 32,20€ se si superano i 400GB) e da tutti i prodotti con hard disk o memoria integrata.

Sappiamo che sull’Equo compenso è in atto da tempo un aspro dibattito, in quanto si tratta di una tassa che andrebbe a “punire” anche chi acquista supporti e dispositivi senza tuttavia aver mai condiviso o scaricato illegalmente file coperti da copyright. Altroconsumo ha già presentato un esposto al TAR.

Con questo intervento – dice Franceschini – si garantisce il diritto degli autori e degli artisti alla giusta remunerazione delle loro attività creative, senza gravare sui consumatori. Parlare di tassa sui telefonini è capzioso e strumentale: il decreto non introduce alcuna nuova tassa ma si limita a rimodulare ed aggiornare le tariffe che i produttori di dispositivi tecnologici dovranno corrispondere (a titolo di indennizzo forfettario sui nuovi prodotti) agli autori e agli artisti per la concessione della riproduzione ad uso personale di opere musicali e audiovisive scaricate dal web. Un meccanismo esistente dal 2009 che doveva essere aggiornato per legge”. 

E ancora: “Il decreto non prevede alcun incremento automatico dei prezzi di vendita. Peraltro, com’è noto, in larga parte gli smartphone e tablet sono venduti a prezzo fisso. Ho applicato doverosamente una norma di legge vigente. E’ dal 2012 che le tabelle sull’equo compenso attendevano di essere aggiornate. E ho anche ricostituito il tavolo tecnico che dovrà monitorare l’evoluzione e le tendenze del mercato e che, entro 12 mesi, verificherà lo stato di applicazione di questo provvedimento. Governo e parlamento dovranno adesso riflettere sulla necessità di adeguare la norma di legge ai cambiamenti tecnologici e di mercato, in parte già avvenuti e in parte prevedibili”.

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