Q4 2026: Apple vola oltre ogni previsione, ma lancia un avvertimento

Apple chiude il 2026 con ricavi record: iPhone e servizi crescono, ma Siri AI, memorie e problemi produttivi pesano sulle prospettive.

TLDR Riassumi

Apple ha chiuso il suo anno fiscale 2026 con risultati che confermano ancora una volta la solidità dell’azienda, ma dietro numeri da record emergono alcune questioni destinate ad avere conseguenze concrete anche per gli utenti. Gli iPhone continuano a vendere molto bene, i servizi generano ricavi mai raggiunti prima e il Mac vive uno dei suoi momenti migliori, mentre l’aumento dei prezzi delle memorie e i costi legati alla nuova Siri AI stanno iniziando a pesare sui margini di profitto.

I risultati finanziari presentati poche ore fa sono particolarmente importanti anche per un altro motivo: si tratta della prima trimestrale guidata da John Ternus nel ruolo di CEO, dopo il passaggio di consegne con Tim Cook avvenuto a settembre.

Apple chiude il 2026 con numeri da record

Apple ha registrato nel quarto trimestre fiscale 2026, terminato il 26 settembre, un fatturato di 114,5 miliardi di dollari, in crescita del 12% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Anche gli utili netti sono aumentati, raggiungendo 30,71 miliardi di dollari contro i 27,47 miliardi del 2025.

L’utile per azione si è attestato a 2,10 dollari, con un incremento del 14% su base annua, superando le aspettative degli analisti che si fermavano intorno a 1,99 dollari.

Ma il dato forse più significativo riguarda l’intero anno fiscale: Apple ha raggiunto 478,8 miliardi di dollari di fatturato, circa il 15% in più rispetto al 2025, accompagnati da un utile netto annuale di oltre 132 miliardi di dollari.

Numeri che assumono un peso ancora maggiore considerando le difficoltà incontrate durante l’anno, tra tensioni commerciali internazionali, costi dei componenti in crescita e una domanda che, in alcuni casi, ha superato le possibilità produttive dell’azienda.

Nel solo trimestre conclusivo, Apple ha inoltre generato circa 28 miliardi di dollari di flusso di cassa operativo e restituito una cifra analoga agli azionisti. Il consiglio di amministrazione ha anche approvato un dividendo trimestrale di 0,27 dollari per azione, con pagamento previsto il 16 novembre.

iPhone continua a essere il motore di Apple, anche senza iPhone Duo

Ancora una volta è l’iPhone a trascinare il bilancio. Durante il trimestre, la divisione smartphone ha generato 57,6 miliardi di dollari, con una crescita del 17% rispetto allo stesso periodo del 2025 e un nuovo record per un trimestre di settembre, per un risultato particolarmente interessante perché non comprende ancora le vendite dell’iPhone Duo, il primo smartphone pieghevole di Apple, arrivato sul mercato soltanto il 23 ottobre.

Le difficoltà produttive non hanno impedito alla gamma iPhone di registrare una crescita significativa, con risultati particolarmente positivi in diversi mercati internazionali. Apple ha inoltre raggiunto nuovi record per il numero di utenti che hanno aggiornato il proprio iPhone, segno che il ricambio dei dispositivi continua a rappresentare un elemento fondamentale per il business.

Durante la conference call, John Ternus è stato anche interrogato sulla decisione di non presentare un iPhone 18 standard insieme ai modelli Pro e Pro Max. Il CEO ha preferito non approfondire l’argomento, lasciando aperti gli interrogativi sulla strategia commerciale che Apple intende seguire nei prossimi mesi.

Quanto all’iPhone Duo, Ternus ha confermato che l’azienda non riesce ancora a soddisfare tutte le richieste e non è in grado di prevedere quando domanda e disponibilità torneranno in equilibrio.

Le consegne di alcune configurazioni sono già slittate a gennaio 2027 e Apple ha riconosciuto anche alcuni problemi al display, precisando che riguardano una percentuale molto ridotta delle unità vendute e che i dispositivi interessati vengono sostituiti.

Il vero contributo del nuovo pieghevole ai risultati economici sarà quindi visibile soltanto nella prossima trimestrale, anche se resta da capire quanti dispositivi Apple riuscirà effettivamente a consegnare prima della fine dell’anno.

Mac in grande crescita, mentre iPad e Apple Watch rallentano

Il 2026 è stato un anno particolarmente positivo anche per il Mac. Nel trimestre conclusivo, i computer Apple hanno generato 10,8 miliardi di dollari di fatturato, rispetto agli 8,7 miliardi registrati un anno prima.

Sull’intero anno fiscale, la divisione Mac ha raggiunto 37,9 miliardi di dollari, contro i 33,7 miliardi del 2025. Secondo Ternus, Apple non aveva mai venduto così tanti Mac in un singolo anno fiscale, per un risultato che conferma la forza della piattaforma Apple Silicon e la capacità dell’azienda di mantenere competitivo il Mac in un mercato PC caratterizzato da una concorrenza sempre più aggressiva.

Diversa la situazione dell’iPad, che ha chiuso il trimestre con 6,2 miliardi di dollari di ricavi, in calo rispetto ai 7 miliardi dello scorso anno. Apple attribuisce questa flessione principalmente alle limitazioni produttive e al confronto con il trimestre del 2025, quando il lancio dell’iPad con chip A16 aveva sostenuto le vendite.

In calo anche la divisione Wearables, Home e Accessories, che comprende Apple Watch, AirPods e altri accessori, con un fatturato di 8,3 miliardi di dollari e una contrazione dell’8%.

In questo caso ha pesato soprattutto il confronto con il debutto di Apple Watch SE 3 e AirPods Pro 3 nel 2025. Inoltre, prodotti come la nuova Apple TV 4K, HomePod mini e Apple HomeView sono arrivati dopo la chiusura del trimestre e non hanno quindi contribuito ai risultati appena pubblicati.

I servizi Apple continuano a crescere

Se l’iPhone resta il prodotto più importante per il fatturato, i servizi rappresentano ormai una delle principali garanzie di crescita per Apple. Nel quarto trimestre fiscale, questa divisione ha generato 31,6 miliardi di dollari, contro i 28,8 miliardi dell’anno precedente, stabilendo un nuovo massimo storico. Nell’intero 2026, i ricavi dei servizi hanno raggiunto 123,3 miliardi di dollari.

Dietro questi risultati ci sono App Store, iCloud, Apple Music, Apple TV, i servizi di pagamento e le attività pubblicitarie, con record assoluti in diverse categorie.

Apple ha evidenziato anche un dato particolarmente significativo: **l’App Store ha raggiunto una media di quasi un miliardo di visitatori ogni settimana**, mentre continua ad aumentare il numero di utenti che paga per almeno un servizio dell’ecosistema.

La base installata complessiva ha inoltre superato i 2,5 miliardi di dispositivi attivi, un numero che aiuta a comprendere quanto siano importanti gli abbonamenti per il futuro dell’azienda.

Siri AI avrà un costo per Apple, e alcune funzioni potrebbero richiedere un pagamento aggiuntivo

Uno degli argomenti più interessanti della conference call riguarda l’evoluzione di Siri e il modello economico che Apple intende adottare per le funzionalità di intelligenza artificiale.

John Ternus ha ribadito che alcune operazioni elaborate sui server, comprese quelle della nuova Siri AI e gli strumenti avanzati di modifica fotografica, saranno soggette a limiti di utilizzo. Gli utenti che avranno bisogno di una capacità maggiore potranno acquistare accesso aggiuntivo attraverso offerte legate a iCloud+, anche se Apple non ha ancora comunicato prezzi, soglie precise o dettagli sui diversi piani.

Kevan Parekh ha spiegato che Apple sta ancora studiando il rapporto tra elaborazione locale e utilizzo di Private Cloud Compute e le operazioni svolte direttamente sui dispositivi sono molto più efficienti dal punto di vista dei costi operativi, mentre quelle eseguite sui server richiedono infrastrutture e capacità di calcolo aggiuntive.

Il direttore finanziario ha inoltre chiarito che Siri AI influenzerà i margini di Apple anche per una ragione contabile: una parte dei ricavi legati ai dispositivi che includono questi servizi viene distribuita lungo la loro vita utile, anziché essere contabilizzata interamente al momento della vendita.

Ternus ha comunque insistito su un aspetto che considera centrale per distinguere Apple dai concorrenti: la tutela dei dati personali. Secondo il CEO, la possibilità per Siri di utilizzare informazioni presenti sull’iPhone, come contatti, comunicazioni, dati sanitari e finanziari, rappresenta un vantaggio importante soltanto se accompagnata da garanzie adeguate sulla privacy.

I costi delle memorie preoccupano Apple: nuovi aumenti in arrivo?

Nonostante i risultati da record, uno dei messaggi più importanti emersi dalla conference call riguarda l’aumento dei prezzi delle memorie.

John Ternus ha definito la situazione attuale senza precedenti, spiegando che Apple prevede ulteriori rincari nel trimestre natalizio e che la pressione potrebbe proseguire anche nel 2027, per un problema che non riguarda soltanto il costo delle singole componenti, ma la capacità di mantenere margini elevati su prodotti sempre più complessi e costosi da realizzare.

Nel quarto trimestre fiscale il margine lordo complessivo di Apple è stato del 47,9%, in calo rispetto al 50,1% del trimestre precedente. Il margine relativo ai soli prodotti è sceso invece dal 40,1% al 37,2%.

A sostenere parzialmente questi valori sono stati alcuni rimborsi legati ai dazi, che hanno contribuito per circa un punto percentuale al margine lordo del trimestre. Senza considerare questo beneficio, Apple ha registrato una flessione sequenziale di circa un punto percentuale, principalmente attribuita all’aumento dei costi delle memorie.

Ternus ha spiegato che gli adeguamenti dei listini effettuati a giugno e settembre hanno aiutato a compensare parte di questi rincari, insieme alla disponibilità di scorte acquistate in precedenza a prezzi inferiori e alla riduzione dei costi di alcuni componenti.

Tuttavia, il vantaggio garantito dalle vecchie scorte è destinato a diminuire, mentre i prezzi delle nuove forniture continuano a salire.

Apple non ha annunciato ulteriori aumenti dei prezzi di iPhone, Mac o iPad, ma le dichiarazioni dei vertici rendono evidente quanto il tema sia diventato centrale nelle decisioni commerciali dell’azienda.

Un possibile scenario è che Apple continui a intervenire sui listini o sulle configurazioni dei prodotti per difendere la redditività, anche se al momento non sono state comunicate nuove modifiche.

Le difficoltà di Apple non si limitano al costo delle memorie, visto che durante il trimestre appena concluso, anche iPhone, Mac e iPad hanno risentito di una disponibilità insufficiente di alcuni componenti, in particolare dei processori realizzati con i nodi produttivi più avanzati.

Sabih Khan ha spiegato che la combinazione tra domanda elevata e capacità produttiva limitata ha impedito ad Apple di soddisfare completamente le richieste. La situazione dovrebbe migliorare progressivamente con il passaggio di una parte crescente della gamma ai chip realizzati con processo produttivo a 2 nanometri, ma per Mac e iPad potrebbero continuare a esserci limitazioni anche durante il trimestre di dicembre, soprattutto a causa delle memorie.

Cina in forte ripresa e nessuna fusione tra iOS e macOS

Tra i mercati che hanno contribuito maggiormente alla crescita spicca la Cina, dove Apple ha registrato un incremento dei ricavi del 21%, stabilendo un nuovo record per il trimestre di settembre. A sostenere le vendite sono stati soprattutto iPhone e Mac, due categorie che hanno permesso all’azienda di rafforzare la propria posizione in un mercato particolarmente competitivo.

Durante la conference call si è parlato anche del futuro di macOS, soprattutto dopo l’introduzione dei nuovi MacBook Pro con display touch.

Alla domanda su una possibile fusione tra iOS e macOS, Ternus ha spiegato che Apple intende continuare a sviluppare la migliore esperienza possibile per ogni dispositivo, mantenendo al tempo stesso una forte integrazione attraverso funzionalità come Handoff, quindi non sono previsti cambiamenti fondamentali nella strategia dei sistemi operativi, almeno sulla base delle dichiarazioni attuali.

In altre parole, l’arrivo del touchscreen sui Mac non significa necessariamente che Apple voglia trasformare macOS in una versione desktop di iPadOS.

Natale 2026 potrebbe diventare il trimestre più ricco nella storia di Apple

Kevan Parekh ha dichiarato che il trimestre fiscale che si concluderà a dicembre potrebbe diventare il migliore di sempre per fatturato, con una crescita prevista tra il 7% e il 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Traducendo queste indicazioni in cifre, Apple potrebbe registrare ricavi compresi tra circa 153,8 e 158,1 miliardi di dollari, sostenuti dalla nuova gamma iPhone, dal debutto commerciale dell’iPhone Duo e dai prodotti presentati nelle ultime settimane.

Per i servizi è prevista una crescita tra l’8% e il 9%, mentre il margine lordo dovrebbe attestarsi tra il 45% e il 46%, un livello inferiore a quello del trimestre appena concluso.

Le spese operative sono stimate tra 20,4 e 20,8 miliardi di dollari, con un’aliquota fiscale effettiva prevista intorno al 17%.

Si tratta naturalmente di previsioni e non di risultati già acquisiti, inoltre Apple ha precisato che queste indicazioni presuppongono la stabilità delle attuali politiche sui dazi e l’assenza di un peggioramento significativo del contesto macroeconomico globale.

Resta comunque significativo che, anche in presenza di vincoli produttivi e costi in aumento, l’azienda ritenga possibile stabilire un nuovo record assoluto di fatturato.

Apple è più forte che mai, ma il futuro presenta nuove sfide

La prima trimestrale di John Ternus alla guida di Apple restituisce l’immagine di un’azienda finanziariamente molto solida, capace di continuare a crescere grazie a una combinazione di prodotti premium, servizi ricorrenti e una base installata che ormai supera i 2,5 miliardi di dispositivi.

I numeri dell’iPhone restano impressionanti, il Mac continua a guadagnare terreno e i servizi rappresentano una fonte di ricavi sempre più importante, ma la vera questione dei prossimi mesi sarà capire quanto questa crescita potrà convivere con l’aumento dei costi industriali e con gli investimenti necessari per rendere competitiva Siri AI.

La prospettiva di pagare per utilizzare più intensamente alcune funzionalità di intelligenza artificiale, ad esempio, introduce un tema destinato a far discutere. Apple ha costruito parte della propria reputazione sull’integrazione tra hardware e software, ma l’AI elaborata sui server potrebbe spingere verso un modello nel quale non tutte le capacità del dispositivo saranno necessariamente comprese nel prezzo iniziale.

Allo stesso tempo, l’aumento dei costi delle memorie potrebbe incidere sui futuri listini, soprattutto se la pressione sui fornitori dovesse continuare per buona parte del 2027.

C’è poi l’incognita iPhone Duo, un prodotto che potrebbe aprire una nuova fase per l’iPhone, ma che dovrà dimostrare di poter essere realizzato in volumi adeguati e con standard qualitativi all’altezza delle aspettative.

Sarà interessante capire se l’azienda riuscirà ad assorbire questi aumenti senza trasferirli ulteriormente sui clienti, oppure se il 2027 segnerà l’inizio di una nuova fase, con dispositivi ancora più costosi e servizi AI sempre più legati agli abbonamenti.

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