iPhone 18 Pro smontato da iFixit: dentro ci sono diverse sorprese, ma anche un problema da tenere d’occhio

iFixit smonta iPhone 18 Pro e Pro Max, scoprendo al suo interno alcune cose molto interessanti.

TLDR Riassumi

iFixit ha smontato Phone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max, mettendo sotto il microscopio alcune delle novità più interessanti introdotte quest’anno.

Il teardown permette di vedere da vicino il diaframma variabile della fotocamera principale, la nuova disposizione interna dell’A20 Pro, la camera di vapore molto più grande, il sistema utilizzato per nascondere una parte di Face ID sotto il display e anche le batterie, sulle quali arrivano finalmente numeri precisi.

Non tutto, però, è positivo, visto che durante lo smontaggio iFixit ha infatti incontrato un problema inatteso con la cornice in plastica del display su tre dei quattro iPhone aperti, un comportamento che potrebbe complicare alcune riparazioni. È ancora troppo presto per parlare di un difetto strutturale, ma è sicuramente l’aspetto da seguire con maggiore attenzione nelle prossime settimane.

Le batterie di iPhone 18 Pro e Pro Max viste dal vivo

Gli iPhone 18 Pro destinati ai mercati nei quali Apple utilizza esclusivamente eSIM montano una batteria da 4.288 mAh, praticamente invariata rispetto ai 4.252 mAh di iPhone 17 Pro, mentre iPhone 18 Pro Max sale fino a 5.567 mAh rispetto ai 5.088 mAh dello scorso anno.

Sul Pro standard l’aumento è quindi di appena lo 0,8%, mentre sul Pro Max si arriva a circa il 9,4%, un salto molto più importante e coerente con la particolare enfasi posta da Apple sull’autonomia del modello più grande.

Bisogna però fare una precisazione per chi acquista iPhone in Italia. Le capacità appena citate riguardano le versioni prive del carrellino SIM fisico, che possono sfruttare quello spazio per una batteria leggermente più grande. Sul mercato italiano Apple continua invece a offrire Dual SIM con nano-SIM ed eSIM, quindi i numeri non corrispondono esattamente alle batterie presenti nei nostri modelli.

La buona notizia riguarda la riparazione, perché la batteria continua a essere installata all’interno di un supporto metallico fissato con viti e utilizza l’adesivo elettricamente removibile già visto sulle generazioni precedenti. Una volta raggiunto il componente, la sostituzione è quindi relativamente pulita; il problema, come vedremo tra poco, è soprattutto riuscire ad arrivarci.

La nuova apertura variabile è un piccolo capolavoro meccanico

Una delle parti più affascinanti del teardown riguarda la nuova fotocamera principale da 48 megapixel con apertura variabile.

iFixit ha smontato completamente il modulo rivelando un diaframma formato da sei minuscole lamelle in materiale composito che si sovrappongono e vengono mosse attraverso un sistema magnetico. Le dimensioni sono impressionanti: ogni lamella ha uno spessore paragonabile a quello di un capello umano.

Apple permette di utilizzare valori di apertura f/1.48, f/1.8, f/2.8 e f/4, modificando fisicamente la quantità di luce che raggiunge il sensore. Il valore f/1.48 è inoltre l’apertura più ampia mai utilizzata sulla fotocamera di un iPhone.

Il livello di miniaturizzazione è notevole, ma porta inevitabilmente con sé un’altra conseguenza. Durante lo smontaggio una delle piccolissime lamelle è letteralmente saltata fuori dal gruppo ottico e iFixit considera praticamente impossibile immaginare una riparazione del solo meccanismo. Se il diaframma dovesse bloccarsi o danneggiarsi, con ogni probabilità sarebbe necessario sostituire l’intero modulo della fotocamera

Ecco come Apple ha ridotto la Dynamic Island

Il teardown ci spiega anche come abbia fatto Apple a ridurre ulteriormente le dimensioni della Dynamic Island. In pratica, la fotocamera a infrarossi del Face ID è stata spostata sotto il pannello OLED, mentre la fotocamera frontale e il proiettore di punti rimangono all’interno dell’apertura visibile.

Guardando il display è molto difficile accorgersene, ma sotto il microscopio il “trucco” diventa evidente, visto che nella zona posizionata sopra il sensore a infrarossi Apple ha eliminato alternativamente alcune righe di pixel, creando degli spazi attraverso i quali può passare la luce IR necessaria al riconoscimento del volto.

Sotto il pannello è presente anche quello che sembra essere un filtro passa-infrarosso, utile a bloccare la luce visibile. È una soluzione tecnicamente molto interessante perché Apple non ha nascosto sotto lo schermo la fotocamera destinata ai selfie, che avrebbe risentito maggiormente della presenza dei pixel, ma soltanto il sensore IR, per il quale la qualità di un’immagine tradizionale non è necessaria.

La nuova camera di vapore è davvero enorme

Anche il sistema di raffreddamento è stato profondamente modificato, visto che con A20 Pro, Apple ha cambiato l’organizzazione interna del chip posizionando memoria e processore in modo da creare un percorso termico più diretto verso la camera di vapore. Quest’ultima ha una superficie circa tre volte maggiore rispetto a quella presente su iPhone 17 Pro e, osservando il telefono aperto, si vede chiaramente quanto spazio occupi all’interno del dispositivo.

Tra A20 Pro e vapor chamber è inoltre presente del materiale termico che migliora il contatto e consente di trasferire il calore in modo più uniforme.

Il risultato dovrebbe essere particolarmente importante durante gaming, registrazioni video, elaborazioni AI e tutte quelle attività che mantengono il processore sotto carico per periodi prolungati, perché il vero obiettivo non è semplicemente ottenere temperature più basse, ma evitare che A20 Pro debba ridurre troppo rapidamente le prestazioni.

La riorganizzazione della scheda logica ha però un’altra conseguenza meno positiva la memoria NAND è stata spostata all’interno della struttura a due strati della logic board. Per una normale riparazione questo cambia relativamente poco, ma per interventi avanzati sulla scheda o operazioni di recupero dati diventa necessario separare i due livelli, aggiungendo calore, lavoro e ulteriori possibilità di danneggiare altri componenti.

Il problema più strano riguarda il display

Su tre dei quattro iPhone 18 Pro e Pro Max aperti da iFixit, la cornice in plastica che circonda il pannello si è rovinata o separata durante la rimozione. Il display continuava a funzionare, ma una cornice danneggiata potrebbe impedire al pannello di tornare perfettamente a filo dopo il rimontaggio e, soprattutto, compromettere la corretta sigillatura contro acqua e polvere.

La stessa criticità viene evidenziata anche nell’altro resoconto del teardown: iFixit non aveva incontrato con la stessa frequenza questo comportamento nelle generazioni precedenti, nonostante Apple utilizzi una cornice simile già da iPhone 15 Pro.

È importante però non trasformare questa osservazione in un nuovo “gate”. Quattro dispositivi sono un campione troppo piccolo e iFixit stessa sottolinea che altri teardown non hanno mostrato lo stesso problema visto che potrebbero incidere temperatura, adesivo, tecnica utilizzata per aprire il telefono o semplicemente le caratteristiche specifiche dei quattro esemplari analizzati.

Una delle ipotesi è persino che il nuovo sistema di raffreddamento, molto più efficiente, sottragga calore alla zona dello schermo mentre viene utilizzato il tappetino riscaldante per ammorbidire l’adesivo. Per ora rimane soltanto un’ipotesi che richiederà ulteriori test.

Punteggio di riparabilità

Nel complesso iPhone 18 Pro conserva diversi aspetti positivi della generazione precedente: batteria e moduli delle fotocamere sono relativamente modulari e Apple continua a rendere disponibili strumenti e procedure ufficiali per alcune riparazioni.

Rimangono però punti poco convincenti, perché per molti interventi è necessario passare dal display, il connettore USB-C richiede la rimozione di numerosi componenti e il nuovo posizionamento della NAND complica gli interventi più avanzati sulla scheda logica. Il possibile problema alla cornice del display aggiunge poi una nuova incognita.

Per questo motivo iFixit ha assegnato sia a iPhone 18 Pro sia a iPhone 18 Pro Max un punteggio provvisorio di riparabilità pari a 7 su 10, in attesa di ulteriori test e della disponibilità dei ricambi.

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