
Chi lunedì sera ha provato a scaricare Telegram su iPhone o iPad potrebbe non averla trovata su App Store: l’app infatti è sparita, senza alcun annuncio né spiegazione. Il ripristino è arrivato nel giro di poche ore, ma nel frattempo si era già creato un caso.
Cosa è successo
Come riportano Reuters e Forbes, la rimozione ha riguardato l’App Store e ha impedito ai nuovi utenti di scaricare l’applicazione, mentre chi la aveva già installata ha potuto continuare ad utilizzarla senza problemi. Nel corso della stessa notte Telegram è tornata regolarmente disponibile a tutti.
Apple ha spiegato di aver rimosso l’app dopo che una revisione aveva individuato contenuti in violazione delle proprie linee guida, con riferimento a materiale pedopornografico. Il ripristino è avvenuto dopo che la piattaforma ha rimosso rapidamente il contenuto segnalato e che ha bannato l’utente colpevole della pubblicazione.
La replica di Telegram
Con una nota ufficiale, l’azienda ha precisato che il problema è stato causato da un singolo utente, immediatamente bannato, ricordando al contempo che ha rimosso 337.900 tra gruppi e canali che pubblicavano materiale illegale nel solo 2026.
Su X il tono è stato decisamente più tagliente: la piattaforma ha taggato Apple chiedendo, con un velo di sarcasmo, se la stessa linea verrà applicata in futuro anche a tutte le altre app dello store. Sia il post sia la dichiarazione rimandavano alla pagina sulla sicurezza di Telegram, con dettagli sulle azioni messe in atto dalla piattaforma per contrastare la diffusione di materiale illegale.
Le polemiche riguardo il potere di Apple
Questo incidente ha riportato l’attenzione sul potere che Apple detiene e su come la discrezionalità nell’applicazione delle linee guida possa essere un pericolo.
Tim Sweeney, fondatore e CEO di Epic Games, già protagonista della causa antitrust contro Apple e critico storico della commissione del 30%, ha sostenuto che l’App Store abbia disperatamente bisogno di concorrenza su scala mondiale, definendo “business as usual” il fatto che Apple possa rimuovere in modo arbitrario uno strumento di comunicazione essenziale per un miliardo di utenti.
Sweeney ha aggiunto che un’applicazione discrezionale delle regole da parte di un gatekeeper in posizione monopolistica potrebbe finire per generare un clima di timore e acquiescenza tra gli sviluppatori.
Le altre grane recenti di Telegram
A fine luglio le autorità russe hanno incriminato il fondatore Pavel Durov con l’accusa di favoreggiamento del terrorismo, nell’ambito di una più ampia stretta del Paese sulle grandi piattaforme internet.
L’intelligence russa (FSB) sostiene che i vertici di Telegram non abbiano rimosso canali, chat e bot che a suo dire venivano utilizzati dall’intelligence ucraina e da organizzazioni terroristiche ed estremiste per preparare e coordinare sabotaggi e attentati sul territorio russo. L’FSB ha anche parlato di “numerose vittime”, senza citare episodi specifici o fornire ulteriori dettagli.
Telegram, in risposta a queste accuse, ha pubblicato su X una foto di Durov con il dito medio alzato.
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