
Apple starebbe valutando acquisizioni nel settore dei semiconduttori per rafforzare la propria infrastruttura AI. Secondo The Information, l’azienda avrebbe parlato negli ultimi mesi con startup specializzate in chip, con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo di processori server pensati per eseguire carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale.
Secondo il report, Apple starebbe cercando startup in grado di aiutarla a migliorare i chip destinati ai server AI. Oggi una parte dell’elaborazione interna usa sistemi basati su M2 Ultra, ma per i compiti più pesanti Apple si affida anche a infrastrutture esterne. Già nel 2024, The Information aveva parlato di Baltra, un chip server AI sviluppato da Apple con il supporto di Broadcom e pensato per la produzione con processo avanzato di TSMC.
Il problema è che Baltra, secondo le ultime ricostruzioni, sarebbe in ritardo rispetto alla tabella di marcia iniziale. E in un momento in cui Siri AI, Apple Intelligence e i modelli generativi richiedono sempre più potenza, un ritardo sull’infrastruttura interna può diventare un tema molto concreto.
Apple ha costruito tutta la sua comunicazione sull’AI intorno a privacy, integrazione e controllo. Le funzioni più leggere girano on-device, mentre quelle più complesse passano da Private Cloud Compute o da infrastrutture esterne quando serve più capacità. Apple ha già spiegato che il suo modello punta a proteggere i dati personali anche quando l’elaborazione avviene nel cloud.
Il punto è che l’AI moderna richiede una quantità enorme di calcolo. Nvidia domina il mercato dei processori per data center AI, ma dipendere troppo da un fornitore esterno significa avere meno controllo su costi, disponibilità e roadmap. Per Apple, acquistare startup chip potrebbe servire proprio a recuperare velocità, competenze e tecnologie in un settore dove non basta più progettare ottimi chip per iPhone e Mac.
Apple di solito compra piccole aziende, spesso per integrare team e tecnologie in modo silenzioso. Acquisizioni più grandi sono rare, ma non impossibili: Beats nel 2014 e la divisione modem smartphone di Intel nel 2019 sono due esempi chiari. Più di recente, Apple ha acquisito anche la startup israeliana Q.ai, con un’operazione legata all’intelligenza artificiale e all’elaborazione audio.
L’interesse per startup di chip si inserisce in un contesto più ampio. Apple ha appena rafforzato anche l’accordo con Broadcom per produrre miliardi di chip negli Stati Uniti, con un’intesa pluriennale che conferma quanto la filiera dei semiconduttori sia diventata strategica per l’azienda.
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