Diversi gruppi civili, politici e per i diritti umani hanno scritto una una lettera aperta ad Apple per chiedere di non consentire più alcun tipo di censura e sorveglianza in Cina sui dispositivi dell’azienda.

La lettera, indirizzata direttamente a Phil Schiller, è stata firmata da gruppi come Tibet Action Institute, Free Tibet, Keep Taiwan Free e SumOfUs.
Siamo una coalizione di organizzazioni civili, politiche, per i diritti umani, la libertà di espressione, la responsabilità aziendale, la privacy e la sicurezza digitale, molte delle quali sono utenti Apple di lunga data. Insieme rappresentiamo comunità negli Stati Uniti e all’estero gravemente influenzate dalle decisioni di Apple in merito all’App Store cinese e alle informazioni degli utenti.
Stiamo scrivendo questa lettera per esprimere le nostre serie preoccupazioni sulla rimozione di diverse app dall’app Store cinese, tra cui oltre 1.000 software per reti private virtuali (VPN) e app di notizie come il New York Times e Quartz, nonché il trasferimento dei dati iCloud degli utenti Apple su server gestiti e controllati dal governo cinese. Molte delle nostre organizzazioni hanno inviato varie lettere al CEO Tim Cook sollevando queste preoccupazioni e non hanno ancora ricevuto alcuna risposta. Dato che la rimozione di app VPN e di notizie da parte di Apple stabilisce un doppio standard non etico per l’App Store cinese, ora stiamo condividendo le nostre preoccupazioni direttamente al capo responsabile dell’App Store.
La lettera evidenzia preoccupazioni come “l’osservanza da parte di Apple delle richieste di censura e sorveglianza della Cina“, che mette le azioni di Apple nel paese in contraddizione con quanto l’azienda afferma pubblicamente in merito alla privacy e al rispetto dei diritti umani.
In realtà, le azioni di Apple dimostrano che la privacy è un diritto solo per determinate persone. Da quando Apple ha rimosso le VPN dall’App Store, gli utenti iOS in Cina non sono stati in grado di proteggere facilmente le loro comunicazioni Internet dalla sorveglianza pervasiva del governo. L’ecosistema App Store chiuso di Apple obbliga gli utenti che desiderano installare applicazioni vietate a effettuare il jailbreak dei propri dispositivi e a rinunciare alle misure di sicurezza che rendono unici i dispositivi Apple. Inoltre, dal trasferimento dei dati iCloud in Cina, Apple ha ulteriormente assicurato che centinaia di milioni di persone siano costrette a scegliere tra consentire che i loro dati vengano presi delle autorità senza un adeguato processo, o rinunciare alle misure di archiviazione e backup online che Apple ha diligentemente sviluppato.
La lettera menziona anche altri casi come l’app HKmap.live rimossa da Apple, nonché la rimozione della bandiera di Taiwan per gli utenti di Hong Kong, Macao e Cina continentale.