
Google ha aperto a tutti SynthID Detector, lo strumento pensato per verificare se immagini, video o file audio sono stati generati con sistemi di intelligenza artificiale compatibili con il watermark sviluppato da Google DeepMind.
Il servizio era stato inizialmente messo a disposizione di giornalisti e professionisti del mondo dei media, ma da oggi è accessibile globalmente in lingua inglese e rappresenta uno dei tentativi più concreti di dare agli utenti uno strumento semplice per capire meglio l’origine dei contenuti che circolano online.
Come funziona SynthID Detector
Il principio alla base del sistema è piuttosto semplice: SynthID inserisce nei contenuti generati dall’IA un watermark digitale invisibile all’occhio umano, che può essere successivamente riconosciuto dagli strumenti di verifica di Google.
Chi utilizza SynthID Detector può quindi caricare una foto, un video o un file audio e verificare se al suo interno è presente questo identificatore. La tecnologia è stata progettata per resistere anche a modifiche comuni come compressione, ritaglio, filtri o cambiamenti di formato.
C’è però una distinzione importante: SynthID Detector non è un rilevatore universale di contenuti creati con l’intelligenza artificiale. Se un’immagine è stata generata da un sistema che non utilizza SynthID, il servizio non potrà necessariamente identificarla come artificiale.
Inoltre, la presenza del watermark può indicare che il contenuto è stato generato o modificato attraverso strumenti AI compatibili, ma non consente sempre di distinguere con certezza tra le due situazioni.
Non solo Google: arrivano OpenAI, NVIDIA e Apple
SynthID può già riconoscere contenuti generati attraverso sistemi di Google, OpenAI, NVIDIA e Kakao, mentre Apple dovrebbe aggiungere il supporto prossimamente. Google aveva già annunciato durante il 2026 l’adesione di diversi partner al proprio sistema di watermarking, con l’obiettivo evidente di renderlo uno standard sempre più diffuso nel settore.
Per Apple il tema è particolarmente interessante considerando la crescente presenza di funzioni generative all’interno di Apple Intelligence. Il supporto a SynthID permetterebbe quindi, in futuro, di verificare più facilmente anche immagini e altri contenuti prodotti attraverso gli strumenti AI di Cupertino.