
Dopo i rincari arrivati su Mac, iPad, Apple TV e HomePod, ora l’attenzione si sposta sugli iPhone. Secondo nuove indiscrezioni e analisi di mercato, iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max potrebbero arrivare a settembre con prezzi più alti rispetto alle previsioni iniziali.
Apple non ha aumentato i prezzi degli iPhone attuali, almeno per ora. Ma diversi leaker cinesi e la società di analisi IDC ritengono molto probabile un rialzo sulla prossima gamma Pro.
La stima più prudente parlava di 100 dollari in più per i modelli Pro e Pro Max. Dopo i forti aumenti visti su Mac e iPad, però, IDC ritiene possibile un incremento fino a 200 dollari.
In questo scenario, iPhone 18 Pro potrebbe partire tra 1.249 e 1.299 dollari negli Stati Uniti, mentre iPhone 18 Pro Max potrebbe salire tra 1.349 e 1.399 dollari.
Il discorso diventa ancora più pesante per il primo iPhone pieghevole, spesso indicato dai rumor come iPhone Ultra.
Secondo Mark Gurman, il dispositivo dovrebbe superare la soglia dei 2.000 dollari negli Stati Uniti. Ming-Chi Kuo ha parlato di un prezzo non inferiore ai 2.000 dollari e potenzialmente superiore ai 2.500 dollari.
Le ultime indiscrezioni cinesi alzano ulteriormente l’asticella: il prezzo del pieghevole potrebbe essere superiore del 10 o 20% rispetto alle stime precedenti. Questo significa che alcune configurazioni potrebbero avvicinarsi o superare i 3.000 dollari.
Il motivo principale resta il costo dei componenti, soprattutto memoria e storage. La corsa all’intelligenza artificiale ha spinto enormemente la domanda di chip di memoria per server, data center e infrastrutture cloud.
Questo ha ridotto la disponibilità per i prodotti consumer e ha fatto salire i prezzi in modo molto rapido.
iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max dovrebbero avere 12 GB di RAM, una scelta quasi obbligata per sostenere Siri AI e le nuove funzioni di Apple Intelligence. Il problema è che proprio la RAM è una delle componenti più colpite dagli aumenti.
Secondo alcune stime, il costo della DRAM per iPhone 18 Pro potrebbe crescere in modo molto forte rispetto alla generazione precedente, spingendo Apple a proteggere i margini con un listino più alto.
Apple cerca una via d’uscita in Cina, ma Trump?
La situazione è così delicata che Apple starebbe cercando anche nuove fonti di approvvigionamento.
Secondo il Financial Times, Apple avrebbe chiesto all’amministrazione Trump il via libera per acquistare chip di memoria da CXMT, azienda cinese inserita in una blacklist del Pentagono per presunti legami con l’esercito cinese.
Apple non sarebbe tecnicamente vietata dal comprare da CXMT, ma le restrizioni e i rischi politici rendono la questione molto complessa.
La mossa mostra quanto la pressione sui costi sia diventata seria. Apple sta cercando di allargare la propria catena di fornitura per ridurre l’impatto della crisi delle memorie, ma deve muoversi dentro un quadro geopolitico molto delicato.
Gli utenti compreranno comunque?
IDC ritiene che un aumento di prezzo non dovrebbe frenare troppo gli upgrade, almeno sui modelli Pro.
Il motivo è semplice: molti utenti con iPhone 15 non Pro o modelli precedenti potrebbero voler passare a un nuovo iPhone per avere Siri AI e le funzioni complete di Apple Intelligence. Inoltre, chi compra un Pro Max è spesso meno sensibile al prezzo e utilizza piani di pagamento mensili.
Un aumento di 200 dollari spalmato su 36 mesi peserebbe circa 5 dollari al mese. Poco nella percezione mensile, molto di più nel prezzo reale del prodotto.
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