
Le AirPods Max 2 portano come novità interne il chip H2, il Bluetooth 5.3 e funzioni come Adaptive Audio, Conversation Awareness, Voice Isolation e Live Translation, ma il design resta quello già conosciuto da anni.
Ed è proprio qui che il teardown di iFixit diventa interessante. Smontando le nuove AirPods Max 2, il quadro emerso è molto semplice: dentro, le differenze rispetto alle generazioni precedenti sono minime. Secondo iFixit, la struttura interna è sostanzialmente la stessa, tanto che il procedimento di smontaggio resta quasi identico a quello usato per il modello originale.
Da una parte, questa continuità ha anche un lato positivo. Se strumenti e parte della componentistica interna restano compatibili o comunque molto simili, il discorso sulla riduzione dei rifiuti elettronici ne esce rafforzato. Dall’altra, però, torna anche tutto ciò che aveva già fatto discutere in passato.
Il nodo principale resta la riparabilità. iFixit fa notare che Apple continua a usare molto adesivo all’interno dei padiglioni, una scelta che rende l’apertura più delicata e aumenta il rischio di danneggiare cavi e componenti durante un intervento. A questo si aggiunge un altro punto poco incoraggiante: Apple continua a non offrire parti di ricambio e manuali dedicati per la linea AirPods Max attraverso il proprio ecosistema di supporto alle riparazioni.

C’è poi il capitolo USB-C. La porta risulta sostituibile, e questa è una buona notizia almeno sulla carta, ma arrivarci richiede comunque di smontare gran parte dell’assemblaggio interno. In pratica, una riparazione che dovrebbe essere relativamente semplice resta più complicata del necessario. È il classico caso in cui una scelta tecnica giusta viene frenata da un accesso interno ancora troppo macchinoso.
Il teardown riaccende anche un tema che molti possessori del primo modello conoscono bene: la condensa. Le info pubblicate attorno al video di iFixit indicano che Apple non avrebbe introdotto modifiche evidenti per affrontare uno dei problemi più discussi delle AirPods Max originali, cioè l’umidità che può accumularsi nei padiglioni in certe condizioni d’uso.
Il punto, alla fine, è tutto qui. AirPods Max 2 non sono un prodotto povero di novità, perché il chip H2 cambia davvero diverse cose sul fronte funzioni e resa d’uso quotidiana. Però il teardown racconta un’altra verità: Apple ha aggiornato l’esperienza, non il progetto.
Per chi sperava in una revisione più profonda, soprattutto sul piano della longevità e della manutenzione, questa seconda generazione rischia di sembrare più conservativa del previsto.