
Apple ha annunciato un’importante espansione del proprio programma dedicato alla produzione negli Stati Uniti, con l’obiettivo di aumentare la percentuale di componenti per iPhone realizzati sul territorio americano. Questa iniziativa rientra in una strategia più ampia volta a ridurre i rischi legati alla supply chain e ridurre la dipendenza da altri Paesi, in particolare dalla Cina.
Nuove aziende coinvolte nel programma
All’interno di questo piano, Apple ha annunciato l’aggiunta di cinque nuovi partner al suo American Manufacturing Program: TDK, Bosch, Cirrus Logic e Qnity Electronics. Questi fornitori contribuiranno alla produzione di componentistica destinata ai dispositivi Apple, in particolare agli iPhone. Queste aziende si aggiungono ad una lista che già includeva, tra le altre, Broadcom, GlobalFoundries, Samsung e Texas Instruments.
Quali componenti verranno prodotti negli USA
Tra le novità più rilevanti c’è la produzione negli Stati Uniti di sensori TMR (magnetoresistivi) da parte di TDK, una tecnologia utilizzata negli iPhone per migliorare funzionalità come la stabilizzazione della fotocamera.
Bosch, invece, lavorerà allo sviluppo di chip e circuiti integrati che saranno prodotti negli stabilimenti statunitensi di TSMC. Questi componenti sono fondamentali per il rilevamento degli incidenti, il monitoraggio delle attività e la misurazione dell’altitudine, su iPhone e Apple Watch.
Cirrus Logic collaborerà con GlobalFoundries per la realizzazione di semiconduttori avanzati, tra cui quelli utilizzati per il Face ID. Parallelamente, Qnity Electronics e HD MicroSystems forniranno materiali avanzati e tecnologie che verranno utilizzati per la produzione di chip specializzati nelle operazioni di calcolo per l’intelligenza artificiale.

Un investimento di 400 milioni
“In Apple, crediamo nelle capacità di innovazione e produzione americane, e siamo orgogliosi di stringere accordi con ancora più aziende per la produzione di componenti per i nostri prodotti, direttamente qui negli Stati Uniti”, ha dichiarato Tim Cook.
Apple, infatti, prevede di investire una cifra attorno ai 400 milioni di dollari in questi nuovi partner entro il 2030. Questo investimento fa parte di un piano industriale più ampio, con un valore stimato complessivo di 600 miliardi di dollari per i prossimi quattro anni, con l’obiettivo di consolidare la produzione negli Stati Uniti di componenti strategici, considerati centrali per le l’evoluzione tecnologica dell’azienda di Cupertino.
Una strategia per diversificare la supply chain
L’espansione della produzione negli Stati Uniti si inserisce in una strategia più ampia di Apple, volta a diversificare la propria catena di approvvigionamento. L’azienda sta infatti cercando di mitigare i rischi legati alle tensioni geopolitiche attuali e rafforzare la produzione interna.
Nonostante questo rafforzamento della produzione locale, questo non significa che l’assemblaggio finale degli iPhone verrà fatto negli Stati Uniti. I dispositivi continueranno a essere assemblati all’estero. Apple sta infatti aumentando la propria presenza produttiva anche in altri Paesi, in particolare l’India.
Immagini: Apple