
Un gruppo che rappresenta alcuni dei principali broadcaster europei ha chiesto alla Commissione Europea di estendere le regole più rigide del Digital Markets Act anche a smart TV e assistenti vocali.
Nel mirino non ci sono solo Google e Amazon, ma anche Apple con Apple TV e Siri, considerati strumenti sempre più centrali nella distribuzione dei contenuti digitali.
Secondo quanto riportato da Reuters, l’Association of Commercial Television and Video on Demand Services in Europe, insieme ad altre organizzazioni del settore, sostiene che alcune piattaforme stanno acquisendo un controllo crescente sull’accesso ai contenuti e al pubblico.
Secondo le accuse, smart TV e assistenti vocali non sono più semplici strumenti tecnici. Sono diventati punti di accesso principali attraverso cui gli utenti scoprono film, serie TV, servizi streaming e contenuti audio, e proprio per questo dovrebbero essere regolati come gatekeeper, cioè piattaforme con un potere tale da influenzare il mercato.
Uno dei temi centrali sollevati riguarda il rischio che aziende come Apple possano mantenere gli utenti all’interno del proprio ecosistema. Secondo i broadcaster, queste piattaforme potrebbero avere interesse a favorire i propri servizi o a limitare, anche indirettamente, il collegamento verso contenuti esterni.
È un argomento che ricorda molto da vicino le discussioni già affrontate negli ultimi anni sul funzionamento dell’App Store, che è già sotto osservazione proprio in base al DMA. La differenza è che, questa volta, il focus si sposta su televisori, interfacce domestiche e assistenti vocali.
Nel documento inviato alla Commissione Europea vengono citati anche gli assistenti vocali, tra cui Siri, Alexa e nuove soluzioni basate sull’intelligenza artificiale. Secondo i broadcaster, questi strumenti stanno diventando veri e propri intermediari tra utenti e contenuti.
Il rischio evidenziato è quello di un “vuoto normativo”: gli assistenti vocali non sono ancora classificati come gatekeeper, ma potrebbero di fatto comportarsi come tali, influenzando cosa viene mostrato, suggerito o riprodotto. Un tema che diventa ancora più rilevante con l’arrivo di assistenti sempre più intelligenti, capaci di interpretare richieste complesse e guidare le scelte degli utenti.
Al momento si tratta solo di una richiesta formale e non c’è ancora una decisione ufficiale da parte della Commissione Europea. Se però smart TV e assistenti vocali venissero inclusi tra i gatekeeper, le conseguenze potrebbero essere rilevanti.
Le piattaforme dovrebbero rispettare regole più rigide su:
- accesso ai contenuti
- concorrenza tra servizi
- trasparenza degli algoritmi
- possibilità di scelta per gli utenti
In altre parole, cambierebbe il modo in cui film, serie e contenuti digitali vengono distribuiti e scoperti.