Le modifiche non bastano, Apple ancora sotto inchiesta dell’UE per violazione del Digital Markets Act

Nuova inchiesta dell'UE contro Apple per presunta violazione del Digital Markets Act. Quali sono lle possibili conseguenze per l'azienda?

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L’Unione Europea ha avviato un’indagine preliminare contro Apple, sostenendo che la società non sta rispettando il Digital Markets Act (DMA). Le accuse si concentrano su come Apple limita i concorrenti e sulle commissioni che impone loro.

A marzo 2024, le autorità dell’UE hanno iniziato a investigare su Apple per presunte violazioni del DMA. A giugno, Margrethe Vestager, commissaria per la concorrenza, aveva descritto le conclusioni dell’UE come “molto serie” e ora l’UE ha ufficialmente comunicato ad Apple le sue conclusioni preliminari riguardanti le limitazioni imposte ai rivali sull’App Store.

Vestager ha dichiarato: “Oggi è un giorno molto importante per l’applicazione efficace del DMA. La nostra posizione preliminare è che Apple non consente pienamente lo steering. Lo steering è fondamentale per garantire che gli sviluppatori di app siano meno dipendenti dagli app store dei gatekeeper e che i consumatori siano consapevoli di offerte migliori.”

La risposta di Apple

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In una dichiarazione a AppleInsider, Apple ha negato le accuse di non rispettare il DMA. L’azienda ha affermato di aver apportato numerose modifiche per conformarsi al DMA, rispondendo ai feedback degli sviluppatori e della Commissione Europea. Apple ha dichiarato: “Siamo fiduciosi che il nostro piano sia conforme alla legge e stimiamo che oltre il 99% degli sviluppatori pagherebbero lo stesso o meno in commissioni ad Apple secondo i nuovi termini commerciali che abbiamo creato.”

I dettagli delle conclusioni preliminari

Il rapporto preliminare dell’UE afferma che, sebbene Apple offra termini commerciali diversi agli sviluppatori che desiderano utilizzare App Store alternativi, nessuna delle varie soluzioni consente a queste aziende di indirizzare liberamente i loro clienti. Dove Apple consente qualsiasi forma di steering, è tramite un link nell’app soggetto a molteplici restrizioni.

L’UE non contesta il fatto che Apple riceva una commissione, ma ritiene che le commissioni attuali vadano oltre il necessario. In particolare, l’UE disapprova che Apple effettui addebiti agli sviluppatori per ogni acquisto in-app effettuato da un utente entro una settimana dopo aver seguito un link nell’app.

Oltre alle attuali accuse di non conformità, la Commissione Europea ha informato Apple che indagherà anche sulla Core Technology Fee che Apple applica per l’uso dei suoi sistemi. Apple addebita una commissione di 50 centesimi di euro per ogni installazione di app dopo il primo milione, sebbene ci siano eccezioni.

Vestager ha aggiunto: “Abbiamo anche avviato procedimenti contro Apple in relazione alla sua cosiddetta Core Technology Fee e alle varie regole per consentire app store di terze parti e il sideloading. La comunità degli sviluppatori e i consumatori sono desiderosi di offrire alternative all’App Store.”

Le prossime fasi

L’invio di un rapporto preliminare consente ad Apple di presentare le proprie ragioni. Tuttavia, se la Commissione Europea dovesse infine pronunciarsi contro Apple, verrà deciso cosa fare entro 12 mesi dall’annuncio. Quindi, entro il 25 marzo 2025, l’UE potrebbe decidere di multare Apple. Secondo il DMA, la Commissione ha il diritto di multare quotidianamente l’azienda di una percentuale del suo reddito globale medio, che ammonta a circa 1 miliardo di dollari al giorno.

L’UE continuerà a indagare sulle accuse mentre Apple si prepara a difendersi. Inoltre, l’UE continuerà a indagare separatamente sulle regole di Apple per consentire app sugli app store alternativi.

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