
Apple incassa una notizia positiva dall’Europa, in un periodo in cui i rapporti con Bruxelles non sono stati esattamente semplici. La Commissione europea ha deciso di non designare Apple Maps e Apple Ads come servizi gatekeeper ai sensi del Digital Markets Act.
È un passaggio importante, perché evita a questi due servizi un nuovo pacchetto di obblighi molto stringenti. Ma attenzione: non significa “fine dei problemi” per Apple in UE, anzi. Sul tavolo restano dossier ben più pesanti legati ad App Store, interoperabilità e compliance generale DMA.
Cosa ha deciso davvero la Commissione UE
Nel comunicato ufficiale del 5 febbraio 2026, Bruxelles spiega che Apple non qualifica come gatekeeper per Apple Ads e Apple Maps perché, in sostanza, questi servizi non sono considerati un “gateway importante” tra business users ed end users nel mercato europeo.
Le due motivazioni chiave sono molto concrete:
- Apple Maps: utilizzo complessivo relativamente basso nell’UE rispetto ai leader di mercato.
- Apple Ads: scala ancora limitata nel settore advertising europeo.
Apple ha accolto favorevolmente la decisione, sottolineando che in Europa entrambi i servizi operano in contesti fortemente competitivi.
Sul piano politico e regolatorio, questa è una vittoria vera per Apple: evita che due servizi entrino subito nel perimetro più duro del DMA.
Però va detto chiaramente: il quadro complessivo non cambia direzione. Apple resta già gatekeeper per altri servizi core e continua a essere sotto osservazione su più fronti DMA, con una storia recente fatta anche di sanzioni e pressioni regolatorie.
Quindi questa decisione alleggerisce, ma non ribalta la narrativa: in Europa Apple continuerà a dover adattare i suoi prodotti con logiche specifiche per il mercato UE.
Il nodo tecnico-giuridico
Un punto interessante è questo: nei mesi scorsi era emerso che Apple aveva notificato il superamento di alcune soglie numeriche DMA per Maps e Ads, ma aveva anche argomentato che i due servizi non avessero un ruolo di gateway decisivo.
La decisione finale della Commissione conferma proprio questa lettura qualitativa: non basta il dato quantitativo, conta il peso competitivo reale del servizio nel suo mercato di riferimento.
Per chi segue il tema antitrust è un passaggio rilevante, perché mostra come il DMA resti una cornice con criteri sì numerici, ma anche interpretativi sul ruolo effettivo della piattaforma.
Cosa cambia per utenti, aziende e sviluppatori in Europa
Nel breve periodo, per gli utenti finali cambia poco in modo visibile. Non ci sono rivoluzioni immediate in Apple Maps o nell’esperienza pubblicitaria Apple legate a nuovi obblighi DMA su questi due servizi.
Per le aziende, soprattutto lato advertising, il punto è che Apple Ads non entra ora in una fase di compliance rafforzata da gatekeeper: meno probabilità di cambi normativi immediati imposti da questa specifica designazione.
Per Apple, invece, cambia eccome: evita di aprire un altro fronte operativo in contemporanea con i tanti adeguamenti già in corso su iOS e App Store in UE.