
Apple ha chiuso il suo miglior trimestre di sempre e, durante la conferenza, Tim Cook ha condiviso una frase che oggi sta facendo il giro del mondo: nel 2026 arriveranno innovazioni “mai viste prima” e, soprattutto, “il miglior lavoro” di Apple deve ancora venire.
Il passaggio chiave arriva nell’apertura della call e nella trascrizione completa pubblicata da più fonti: Cook parla di “innovazioni mai viste prima” in arrivo “nelle settimane e nei mesi” dell’anno.
È importante anche il punto in cui lo dice. Non è una risposta a una domanda specifica, non è una battuta al volo. È un messaggio preparato, messo in testa alla call, quando Apple decide cosa far passare ai mercati come “linea ufficiale”.
Questa non è “indiscrezione”. È un pezzo di strategia messo nero su bianco. E aiuta a leggere la frase di Cook con un peso diverso: l’innovazione “mai vista” potrebbe non essere solo un nuovo oggetto, ma un cambio di qualità nell’esperienza software, nell’AI, nella personalizzazione.
Le indiscrezioni più credibili: Fold, Glasses e un MacBook Pro che cambia pelle
Qui bisogna separare i fatti dalle proiezioni.
Sul fronte iPhone, nel 2026 Apple potrebbe puntare sui modelli premium, includendo il primo iPhone pieghevole, anche per gestire rischi produttivi e costi di componenti come la memoria.
Sugli smart glasses, Apple starebbe lavorando a un lancio entro la fine del 2026, in un formato più “quotidiano” e competitivo rispetto a quanto già visto con i prodotti consumer di Meta. In quel pezzo si parla di prototipazione e filiera, quindi della parte concreta, non di concept.
E poi c’è il MacBook Pro, con tempistiche leggermente diverse ma stessa direzione, parlano di un overhaul importante tra fine 2026 e inizio 2027, con OLED e redesign legato alla generazione M6.
Questo mix, preso insieme, racconta un 2026 “a due piani”: nuovi form factor e nuove categorie da un lato, e maturazione dell’AI e dell’esperienza utente dall’altro.