
A prima vista l’AirTag di seconda generazione è praticamente indistinguibile dal modello originale. Stessa forma, stesso design minimale e stessa batteria CR2032. Eppure, basta guardare sotto la scocca per scoprire che le differenze sono molte più di quanto sembri.
A rivelarlo è un teardown pubblicato da Joseph Taylor, che mostra come Apple abbia apportato numerose modifiche interne, probabilmente pensate per migliorare affidabilità, produzione e sicurezza.
Uno dei cambiamenti più evidenti riguarda la scheda logica principale, ora visibilmente più sottile rispetto a quella dell’AirTag originale. Anche i contatti della batteria sono stati riposizionati con un’angolazione diversa, segno di un redesign non solo cosmetico.
Sulla nuova PCB compaiono inoltre pad di test aggiuntivi, molto probabilmente legati a controlli di qualità, diagnostica o ottimizzazione dei processi produttivi. All’interno del vano batteria sono presenti anche nuove marcature, tra cui un elemento simile a un QR code, assente nella prima generazione.
Apple è intervenuta anche sullo speaker, un componente che in passato era stato al centro di modifiche e manomissioni. La bobina integrata nella scocca in plastica appare leggermente più grande, mentre il magnete è ora fissato in modo molto più solido.
Nel primo AirTag il magnete poteva essere rimosso con relativa facilità. In AirTag 2, invece, è necessario applicare molta più forza, probabilmente a causa di un uso più esteso di adesivi. Una scelta che sembra andare nella direzione di limitare le modifiche fisiche non autorizzate, senza però introdurre blocchi software.
Interessante notare che, anche dopo la rimozione dello speaker, il dispositivo continua a collegarsi regolarmente all’iPhone, segno che Apple non ha inserito meccanismi di blocco a livello firmware.
Dopo l’associazione a un iPhone, AirTag 2 emette un suono leggermente più acuto rispetto al modello precedente. Secondo alcuni utenti, la nota sarebbe passata da un “Fa” a un “Sol”, un dettaglio minimo ma coerente con il nuovo speaker.
Cambia anche il packaging, ora più sottile e razionalizzato. La nuova confezione utilizza linguette in carta al posto della plastica, presenta una stampa con effetto UV leggermente in rilievo e un inserto interno semplificato. Anche la disposizione degli AirTag è stata rivista, ora allineati in una singola fila da quattro.